SCIAGURA
AEREA IN ANGOLA (29/06/2007) |
Ascolta il
servizio di Amedeo Lomonaco
Morto
in un incidente aereo il padre cappuccino Giorgio
Zulianello
Sciagura aerea in Angola: un
Boeing 737 delle linee angolane Taag si è schiantato ieri
in fase di atterraggio a M'Banza Congo. L'impatto ha
provocato la morte di 6 persone, tra le quali il
missionario cappuccino padre Giorgio Ziulianello. Il
servizio di Amedeo Lomonaco:
L'aereo, con a bordo 78 persone, ha perso stabilità al
momento di un atterraggio di emergenza e si è schiantato
contro un edificio nel nord dell'Angola, vicino al confine
con la Repubblica Democratica del Congo. In base alle
prime ricostruzioni, l'esplosione di due pneumatici ha
fatto perdere il controllo al pilota. Il velivolo è della
compagnia angolana Taag, inserita dall'Unione Europea
nella lista dei vettori aerei che saranno banditi dai
cieli europei. L'incidente ha provocato la morte di 6
persone, tra cui padre Giorgio Zulianello, missionario
dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini e da 35 anni in
Angola. Padre Giorgio era un punto di riferimento per
l'intera comunità della missione di M'banza Congo, nel
nord dell'Angola. Anche nei momenti più difficili non
perdeva mai la speranza di poter affrontare gravi
emergenze: in particolare, durante i tempi bui della
guerra civile che ha drammaticamente segnato la storia
recente dell'ex colonia portoghese, padre Giorgio ha
sempre riposto la propria fiducia verso la bontà
dell'animo umano. Ogni volta che tornava cercava sempre di
coinvolgere il maggior numero di persone per dare sostegno
alle attività caritative della propria missione. Seguendo
lo spirito più autentico e profondo del Vangelo, padre
Giorgio ha poi sempre cercato di aiutare i più bisognosi.
Ha dedicato la propria vita, soprattutto, alla formazione
dei giovani. Non è un caso che anche ieri ci fosse al suo
fianco uno di quei giovani: si tratta di una ragazza,
rimasta gravemente ferita, che padre Giorgio aveva deciso
di aiutare sottraendola ad una drammatica realtà di
stenti e abusi. Per un ricordo del missionario cappuccino,
ascoltiamo frate Pietro, raggiunto telefonicamente a
Luanda da Massimiliano Menichetti:
R. – Lui è arrivato nel ’72 come cooperatore in
varie missioni e dal ’92 è stato superiore o parroco a
M’Banza Congo. Gli ultimi 15 anni li ha passati là.
D. – Sempre vicino ai bisognosi...
R. – Sì, noi siamo impegnati in primo luogo nella
pastorale. Oltre alla pastorale, lui ha organizzato un
centro di raccolta per i ragazzi emarginati dalle
famiglie, perché considerati portatori di sfortuna e
fautori di malocchio. Lui aveva accolto i primi già nel
’93 e nel ’94, appena arrivato là. Attualmente,
siccome il problema è grosso, stava costruendo un centro,
in cooperazione con il governo, per raccogliere questi
ragazzi emarginati ed abbandonati.
D. – Qual è l’eredità che lascia padre Zulianello?
R. – Noi lo chiamavamo “il patriarca”: un uomo
calmo, accogliente, che sapeva accogliere tutti. Infatti,
quando ha cominciato a manifestarsi il problema di questi
bambini che venivano emarginati, lui si è mosso subito
per poterli accogliere e dare loro scuole, una casa, un
lavoro. Stava accompagnando proprio oggi una ragazzina che
fa 18 anni in questi giorni. Il governo gli aveva trovato
un posto di lavoro e lui la stava accompagnando, perché
trovasse una casa.
Per la Radio Vaticana, Amedeo
Lomonaco, 29 giugno 2007

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