INFLAZIONE
IN ZIMBABWE (21/02/2008) |
Tasso
di inflazione record in Zimbabwe: superato il 100.000%
Ascolta il
servizio di Amedeo Lomonaco
L’economia
dello Zimbabwe, Paese una volta considerato il granaio
dell’Africa, è sempre più fuori controllo. Alla
miseria e alle sofferenze della popolazione si aggiunge
adesso un nuovo e non invidiato record mondiale: secondo
l’Ufficio centrale di statistica, nello Stato africano
il tasso ufficiale di inflazione ha superato a gennaio il
100.000%. A questo dato si deve poi accostare quello
riferito alla disoccupazione, arrivata all’80%. Il
detonatore della crisi, che si trascina ormai da oltre 8
anni, secondo molti esperti occidentali è stata la
riforma agraria del 2000. L’esproprio delle proprietà
dei possidenti bianchi ha provocato, infatti, il tracollo
del settore agricolo. Il crollo della produzione ha poi
innescato ripercussioni sempre più gravi: la Banca
centrale ha più volte svalutato, ad esempio, la moneta
nazionale arrivando ad introdurre banconote che valgono
fino a dieci milioni di dollari dello Zimbabwe. A dare
un’ulteriore spinta all’inflazione galoppante, secondo
gli esperti, è stato anche l’uso – definito
disinvolto – del denaro pubblico in vista delle
presidenziali del prossimo 29 marzo. Nei giorni scorsi,
intanto, la Commissione “Giustizia e Pace” dello Stato
africano aveva chiesto il rinvio delle elezioni precisando
che mancano le condizioni perché siano “libere e
giuste”. L’esito della consultazione sembra scontato:
il favorito è l’attuale presidente Robert Mugabe, che
oggi compie 84 anni e che è alla guida del Paese da 28
anni.

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