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VERTICE
DI DAVOS E CONTROVERTICE DI CARACAS |
Fonte:
Radio Vaticana, 25 gennaio 2006
AL
VIA DA OGGI POMERIGGIO, A DAVOS, IL 36.MO FORUM
ECONOMICO MONDIALE. LEADER DELLE POLITICA E DEL MONDO
AFFARISTICO SI CONFRONTERANNO
FINO A DOMENICA INTORNO AL TEMA
“L’IMPERATIVO CREATIVO” PER AFFRONTRARE LE GRANDI
SFIDE CHE SONO DI FRONTE ALL’UMANITA’
-
A cura di Roberta Gisotti -
*********
DAVOS.
= Davos torna accogliere la leadership del mondo
politico ed economico. Ad inaugurare i lavori nel
pomeriggio sarà il cancelliere tedesco Merkel e subito
parlerà il presidente della Confederazione elvetica
Leuenberger. Sono 2340 i partecipanti di 89 Paesi,
oltre la metà esponenti del mondo affaristico, 735
presidenti o amministratori di multinazionali, un
record per il Forum. Fra i grandi nomi, il presidente
della Banca mondiale, Wolfowitz, il presidente della
Banca centrale europea, Trichet, e il proprietario di
Microsoft Gates. Sul fronte politico, attesi 15 capi di
Stato o di governo e 60 ministri. Fra i leader, la
neopresidente liberiana Johnson-Sirleaf, il presidente
pachistano Musharraf e quello afghano Karzai, i premier
iracheno Jaafari, libanese Siniora, turco Erdogan e
polacco Marcinkiewicz, il segretario generale
dell’ONU Annan, e dagli Stati Uniti il segretario di
Stato, Rice, e l’ex presidente Clinton. Ospiti del
Forum anche 23 leader religiosi, 13 leader sindacali ed
oltre 30 responsabili di organizzazioni non
governative. Per cinque giorni, si dibatterà a Davos
intorno al tema “L’imperativo creativo”,
necessario ai leader mondiali per far fronte alle
grandi sfide del futuro. Tra queste, in primo piano la
crisi energetica mondiale, con le difficoltà di
approvvigionamento, e l’aumento dei prezzi del
greggio. Poi
la Cina
e l'India ed i nuovi equilibri mondiali, i cambiamenti
climatici, la povertà, il debito estero dei Paesi in
via di sviluppo e il dramma dell’AIDS. Molti
argomenti per un Forum che non mancherà di mostrare
contraddizioni e carenze della politica nella gestione
delle grandi questioni che interessano l’umanità
prima ancora che il profitto degli affari.
*********
SI
E’ APERTO UFFICIALMENTE, CON UNA GRANDE MARCIA NEL
CENTRO DI CARACAS, SOTTO LO SLOGAN “UN ALTRO MONDO
E’ POSSIBILE”, IL
VI FORUM SOCIALE MONDIALE, OSPITATO IN VENEZUELA FINO
AL 29 GENNAIO
-
A cura di Maurizio Salvi -
**********
CARACAS.
= Grazie alla presenza di Sidney Shean, la battagliera
madre statunitense che ha perso un figlio in Iraq ed ha
fatto della fine della guerra la sua unica missione, la
sesta edizione del Forum sociale mondiale è entrata
nel vivo con una marcia antimilitarista che ha
attraversato il centro di Caracas. Fedeli allo slogan
“Un altro mondo è possibile”, lanciato a Porto
Alegre nel 2001 e riproposto anche qui in Venezuela,
molte decine di giovani e non hanno gridato slogan
contro tutte le guerre ed in particolare contro
quella intrapresa da Washington in territorio
iracheno. E ad essi si è rivolta la Shean, ricordando
che suo “figlio Casey, come molti altri soldati morti
in Iraq, era un giovane bravo ed onorato. Combattere
una guerra per il petrolio – ha aggiunto – non è
una cosa nobile. Dobbiamo fermarla – ha proseguito
fra gli applausi – dobbiamo riportare subito i nostri
figli a casa, e quando avremo ottenuto questo, dobbiamo
fare in modo che qualcuno – e qui ha pronunciato
chiaramente il nome dello stesso Bush - si assuma le
responsabilità per tutte le morti avvenute in Iraq”.
Oggi il Forum entra nel vivo, avviando le prime fra le
duemila iniziative previste dal programma e che ad un
certo punto porteranno i partecipanti ad interrogarsi
sul significato per il Movimento dei molteplici
cambiamenti in corso in America Latina.
**********
Fonte:
Radio Vaticana, 26 gennaio 2006
IL
RINGRAZIAMENTO DEL PRESIDENTE PAKISTANO MUSHARRAF
ALLA COMUNITA’ INTERNAZIONALE PER L’AIUTO FORNITO
AL PAESE DOPO IL SISMA DELLO SCORSO OTTOBRE,
INTERVENENDO STAMANI A DAVOS, IN SVIZZERA, AL 36.MO
FORUM ECONOMICO MONDIALE
-
A cura di Roberta Moretti -
**********
DAVOS.
= Secondo giorno di lavori, oggi a Davos, in
Svizzera, per il 36.mo Forum economico mondiale.
Stamani è stata la volta del presidente del
Pakistan, Pervez Musharraf, che ha ringraziato la
comunità internazionale per l’aiuto fornito al
Paese dopo il devastante sisma dello scorso 8
ottobre. “I danni causati dal terremoto – ha
detto il ca
po
di Stato – sono stati stimati in 5,2 miliardi di
dollari e alla Conferenza internazionale dei Paesi
donatori sono stati promessi 6,2 miliardi. La fase
della ricostruzione deve essere ora vista come
un’opportunità”. Il terremoto, lo ricordiamo, ha
causato la morte di almeno 73 mila persone e
devastato una vasta zona, a nord-ovest del Paese,
pari ai due terzi della superficie della Svizzera.
Inoltre, 3,5 milioni di persone hanno perso la loro
casa ed e i loro averi. “Nessun capo di Stato –
ha spiegato Musharraf – può prepararsi al cento
per cento ad affrontare una catastrofe di simili
dimensioni”. Ma nella mattinata di Davos è
intervenuto anche il leader degli U2, Bono Vox,
presentando una nuova linea di gadget
con un marchio dal nome “Rosso”, finalizzata al
raccoglimento di fondi per combattere la diffusione
dell’AIDS, della tubercolosi e della malaria in
Africa. Dal canto suo, l’ONU ha presentato un
progetto per la vendita di computer portatili al
prezzo di 100 dollari destinati a milioni di scolari
nel mondo. Tra gli interventi di oggi, poi, anche
quello del rappresentante per il Commercio del
governo degli Stati Uniti, Rob Portman, che ha
auspicato l’inizio dei negoziati per il libero
scambio con la Corea del Sud, e quello
dell’Organizzazione mondiale per il commercio, il
cui programma è rivolto alla liberalizzazione degli
scambi. Intanto, gli oltre 2 mila leader politici e
imprenditoriali presenti all’incontro puntano
l’attenzione sui progressi della Cina che, superate
Germania e Francia, è diventata la quarta potenza
economica mondiale.
**********
PROSEGUONO
A CARACAS, IN VENEZUELA, I LAVORI DEL VI FORUM
SOCIALE MONDIALE
-
A cura di Maurizio Salvi -
**********
CARACAS.
= In contemporanea con il Forum economico di Davos,
prosegue a Caracas, in Venezuela, il VI Forum Sociale
Mondiale. Senza dubbio incentivato dalla presenza di
decine di migliaia di persone, provenienti da tutto
il mondo, l’incontro fra il presidente Chavez e i
vertici della Conferenza episcopale venezuelana ha
mostrato che esiste la possibilità di recuperare il
dialogo da tempo interrotto. E’ stato il presidente
dell’organismo episcopale, mons. Ubaldo Ramòn
Santana Sequera, arcivescovo di Maracaibo, a leggere
all’uscita dal Palazzo di Miraflores un documento
in cui si sostiene che le parti hanno accettato di
abbassare i toni dei reciproci discorsi per
permettere progressi nell’intesa mutua. Dopo aver
detto di avere, con tutto il rispetto, manifestato a
Chavez l’esigenza che si evitino dichiarazioni
denigratorie nei confronti di documenti ecclesiastici
e di alcuni vescovi, il presule ha ribadito che la
Chiesa vuole svolgere una funzione di mediazione fra
governo ed opposizione. “Noi non siamo opposizione
– ha sottolineato – ma siamo il settore della
Chiesa. Siamo la Chiesa che parla come pastori in
nome di tutti i fedeli”. Da parte sua, il vice
presidente, José Vicente Ranjel, che ha partecipato
all’incontro, ha detto che esso ha rivelato la bontà
del dialogo e delle parole, servendo da elemento di
riflessione per tutti i settori della vita nazionale.
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Fonte:
Radio Vaticana, 25 gennaio 2006
AL
VIA DA OGGI POMERIGGIO, A DAVOS, IL 36.MO FORUM
ECONOMICO MONDIALE. LEADER DELLE POLITICA E DEL MONDO
AFFARISTICO SI CONFRONTERANNO
FINO A DOMENICA INTORNO AL TEMA
“L’IMPERATIVO CREATIVO” PER AFFRONTRARE LE
GRANDI SFIDE CHE SONO DI FRONTE ALL’UMANITA’
-
A cura di Roberta Gisotti -
*********
DAVOS.
= Davos torna accogliere la leadership del mondo
politico ed economico. Ad inaugurare i lavori nel
pomeriggio sarà il cancelliere tedesco Merkel e
subito parlerà il presidente della Confederazione
elvetica Leuenberger. Sono 2340 i partecipanti di 89
Paesi, oltre la metà esponenti del mondo
affaristico, 735 presidenti o amministratori di
multinazionali, un record per il Forum. Fra i grandi
nomi, il presidente della Banca mondiale, Wolfowitz,
il presidente della Banca centrale europea, Trichet,
e il proprietario di Microsoft Gates. Sul fronte
politico, attesi 15 capi di Stato o di governo e 60
ministri. Fra i leader, la neopresidente liberiana
Johnson-Sirleaf, il presidente pachistano Musharraf e
quello afghano Karzai, i premier iracheno Jaafari,
libanese Siniora, turco Erdogan e polacco
Marcinkiewicz, il segretario generale dell’ONU
Annan, e dagli Stati Uniti il segretario di Stato,
Rice, e l’ex presidente Clinton. Ospiti del Forum
anche 23 leader religiosi, 13 leader sindacali ed
oltre 30 responsabili di organizzazioni non
governative. Per cinque giorni, si dibatterà a Davos
intorno al tema “L’imperativo creativo”,
necessario ai leader mondiali per far fronte alle
grandi sfide del futuro. Tra queste, in primo piano
la crisi energetica mondiale, con le difficoltà di
approvvigionamento, e l’aumento dei prezzi del
greggio. Poi
la Cina
e l'India ed i nuovi equilibri mondiali, i
cambiamenti climatici, la povertà, il debito estero
dei Paesi in via di sviluppo e il dramma dell’AIDS.
Molti argomenti per un Forum che non mancherà di
mostrare contraddizioni e carenze della politica
nella gestione delle grandi questioni che interessano
l’umanità prima ancora che il profitto degli
affari.
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SI
E’ APERTO UFFICIALMENTE, CON UNA GRANDE MARCIA NEL
CENTRO DI CARACAS, SOTTO LO SLOGAN “UN ALTRO MONDO
E’ POSSIBILE”, IL
VI FORUM SOCIALE MONDIALE, OSPITATO IN VENEZUELA FINO
AL 29 GENNAIO
-
A cura di Maurizio Salvi -
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CARACAS.
= Grazie alla presenza di Sidney Shean, la
battagliera madre statunitense che ha perso un figlio
in Iraq ed ha fatto della fine della guerra la sua
unica missione, la sesta edizione del Forum sociale
mondiale è entrata nel vivo con una marcia
antimilitarista che ha attraversato il centro di
Caracas. Fedeli allo slogan “Un altro mondo è
possibile”, lanciato a Porto Alegre nel 2001 e
riproposto anche qui in Venezuela, molte decine di
giovani e non hanno gridato slogan contro tutte le
guerre ed in particolare contro
quella intrapresa da Washington in territorio
iracheno. E ad essi si è rivolta la Shean,
ricordando che suo “figlio Casey, come molti altri
soldati morti in Iraq, era un giovane bravo ed
onorato. Combattere una guerra per il petrolio – ha
aggiunto – non è una cosa nobile. Dobbiamo
fermarla – ha proseguito fra gli applausi –
dobbiamo riportare subito i nostri figli a casa, e
quando avremo ottenuto questo, dobbiamo fare in modo
che qualcuno – e qui ha pronunciato chiaramente il
nome dello stesso Bush - si assuma le responsabilità
per tutte le morti avvenute in Iraq”. Oggi il Forum
entra nel vivo, avviando le prime fra le duemila
iniziative previste dal programma e che ad un certo
punto porteranno i partecipanti ad interrogarsi sul
significato per il Movimento dei molteplici
cambiamenti in corso in America Latina.
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Fonte:
Radio Vaticana, 26 gennaio 2006
IL
RINGRAZIAMENTO DEL PRESIDENTE PAKISTANO MUSHARRAF
ALLA COMUNITA’ INTERNAZIONALE PER L’AIUTO FORNITO
AL PAESE DOPO IL SISMA DELLO SCORSO OTTOBRE,
INTERVENENDO STAMANI A DAVOS, IN SVIZZERA, AL 36.MO
FORUM ECONOMICO MONDIALE
-
A cura di Roberta Moretti -
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DAVOS.
= Secondo giorno di lavori, oggi a Davos, in
Svizzera, per il 36.mo Forum economico mondiale.
Stamani è stata la volta del presidente del
Pakistan, Pervez Musharraf, che ha ringraziato la
comunità internazionale per l’aiuto fornito al
Paese dopo il devastante sisma dello scorso 8
ottobre. “I danni causati dal terremoto – ha
detto il ca
po
di Stato – sono stati stimati in 5,2 miliardi di
dollari e alla Conferenza internazionale dei Paesi
donatori sono stati promessi 6,2 miliardi. La fase
della ricostruzione deve essere ora vista come
un’opportunità”. Il terremoto, lo ricordiamo, ha
causato la morte di almeno 73 mila persone e
devastato una vasta zona, a nord-ovest del Paese,
pari ai due terzi della superficie della Svizzera.
Inoltre, 3,5 milioni di persone hanno perso la loro
casa ed e i loro averi. “Nessun capo di Stato –
ha spiegato Musharraf – può prepararsi al cento
per cento ad affrontare una catastrofe di simili
dimensioni”. Ma nella mattinata di Davos è
intervenuto anche il leader degli U2, Bono Vox,
presentando una nuova linea di gadget
con un marchio dal nome “Rosso”, finalizzata al
raccoglimento di fondi per combattere la diffusione
dell’AIDS, della tubercolosi e della malaria in
Africa. Dal canto suo, l’ONU ha presentato un
progetto per la vendita di computer portatili al
prezzo di 100 dollari destinati a milioni di scolari
nel mondo. Tra gli interventi di oggi, poi, anche
quello del rappresentante per il Commercio del
governo degli Stati Uniti, Rob Portman, che ha
auspicato l’inizio dei negoziati per il libero
scambio con la Corea del Sud, e quello
dell’Organizzazione mondiale per il commercio, il
cui programma è rivolto alla liberalizzazione degli
scambi. Intanto, gli oltre 2 mila leader politici e
imprenditoriali presenti all’incontro puntano
l’attenzione sui progressi della Cina che, superate
Germania e Francia, è diventata la quarta potenza
economica mondiale.
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Fonte:
Radio Vaticana, 27 gennaio 2006
PROSEGUONO
A CARACAS, IN VENEZUELA, I LAVORI DEL VI FORUM
SOCIALE MONDIALE
-
A cura di Maurizio Salvi -
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CARACAS.
= In contemporanea con il Forum economico di Davos,
prosegue a Caracas, in Venezuela, il VI Forum Sociale
Mondiale. Senza dubbio incentivato dalla presenza di
decine di migliaia di persone, provenienti da tutto
il mondo, l’incontro fra il presidente Chavez e i
vertici della Conferenza episcopale venezuelana ha
mostrato che esiste la possibilità di recuperare il
dialogo da tempo interrotto. E’ stato il presidente
dell’organismo episcopale, mons. Ubaldo Ramòn
Santana Sequera, arcivescovo di Maracaibo, a leggere
all’uscita dal Palazzo di Miraflores un documento
in cui si sostiene che le parti hanno accettato di
abbassare i toni dei reciproci discorsi per
permettere progressi nell’intesa mutua. Dopo aver
detto di avere, con tutto il rispetto, manifestato a
Chavez l’esigenza che si evitino dichiarazioni
denigratorie nei confronti di documenti ecclesiastici
e di alcuni vescovi, il presule ha ribadito che la
Chiesa vuole svolgere una funzione di mediazione fra
governo ed opposizione. “Noi non siamo opposizione
– ha sottolineato – ma siamo il settore della
Chiesa. Siamo la Chiesa che parla come pastori in
nome di tutti i fedeli”. Da parte sua, il vice
presidente, José Vicente Ranjel, che ha partecipato
all’incontro, ha detto che esso ha rivelato la bontà
del dialogo e delle parole, servendo da elemento di
riflessione per tutti i settori della vita nazionale.
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