Ricerca personalizzata

Pagina iniziale
Preferiti

Contatti

Forum


IL PAPA AI VESCOVI SLOVENI (24 GENNAIO 2008)

Fonte, Radio Vaticana, 24 gennaio 2008

Ascolta il servizio di Amedeo Lomonaco 

Le sfide del secolarismo e le radici cristiane dell'Europa al centro del discorso del Papa ai vescovi sloveni, in visita ad Limina

Ricevendo i vescovi della Slovenia, in visita ad Limina, Benedetto XVI ha sottolineato la centralità del patrimonio cristiano per l’Europa e indicato nel secolarismo una delle sfide della comunità ecclesiale slovena. Il Papa ha anche illustrato i fatti politici più significativi avvenuti in questi ultimi anni in Slovenia. Il servizio di Amedeo Lomonaco

Il Papa ha ricordato quattro significative tappe nella storia recente della Slovenia: l’ingresso, il primo maggio del 2004, nell’Unione Europea; l’adozione, tre anni dopo, della moneta unica; l’adesione, lo scorso anno, al Trattato di Schengen per la libera circolazione e l’inizio, il primo gennaio di quest’anno, del semestre della presidenza di turno dell’Unione Europea. Il Santo Padre ha poi indicato l’orizzonte verso cui devono orientarsi i valori e il patrimonio dell’Europa:

“Se l’Europa vuole rimanere e diventare sempre più una terra di pace, conservando come uno dei valori fondamentali il rispetto della dignità della persona umana, non può rinnegare la componente principale – sul piano spirituale ed etico – di tale fondamento, cioè quella cristiana”.

Riprendendo la lettera pastorale dei vescovi del 23 aprile 2004, Benedetto XVI ha quindi sottolineato che “il cristianesimo è la religione della speranza: speranza nella vita, nella felicità senza fine, nel compimento della fraternità tra tutti gli uomini”:

“Questo è vero in ogni Continente, e lo è anche in un’Europa dove molti intellettuali stentano ancora ad accettare il fatto che ragione e fede hanno bisogno l’una dell’altra per realizzare la loro vera natura e la loro missione”.

Se si concepisce l’uomo, secondo una tendenza oggi diffusa, in modo individualistico diventa arduo – ha osservato il Papa – giudicare lo sforzo per la costruzione di una comunità giusta e solidale. Il Santo Padre si è poi soffermato sulle sfide con cui, oggi, deve misurarsi la Chiesa in Slovenia:

“Il secolarismo di impronta occidentale, diverso e forse più subdolo di quello marxista, presenta segni che non possono non preoccuparci. Si pensi, ad esempio, alla ricerca sfrenata dei beni materiali, alla riduzione della natalità, e ancora al calo della pratica religiosa con una sensibile diminuzione delle vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata”.

Il Papa ha pertanto incoraggiato la Chiesa slovena a “rispondere alla cultura materialistica ed egoistica con una coerente azione evangelizzatrice, che parta dalle parrocchie”. Dalle comunità parrocchiali – ha poi osservato Benedetto XVI – possono e devono venire iniziative ed atti concreti di testimonianza cristiana. Dopo aver ringraziato i vescovi per l’invito a visitare il Paese in occasione del Congresso eucaristico nazionale, in programma nella primavera del 2009, il Santo Padre ha sottolineato che “ogni comunità deve utilizzare i beni terreni semplicemente come servizio al Vangelo”:

“In ogni epoca della Chiesa, la testimonianza di povertà evangelica è stato un elemento essenziale dell’evangelizzazione, come lo è stato nella vita di Cristo”.

 
Occorre pertanto impegnarsi tutti - ha concluso il Santo Padre - in una conversione personale e comunitaria, affinché “una sempre maggiore fedeltà al Vangelo nell’amministrazione dei beni della Chiesa offra a tutti la testimonianza di un popolo cristiano impegnato a sintonizzarsi con gli insegnamenti di Cristo”.


 

 

© www.villaggiomondiale.it - Sottofondo: Tractus