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Fonte,
Radio Vaticana, 10 novembre 2007
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Costruire
strade di comunione: è quanto chiede il Papa ai vescovi
portoghesi, in visita ad Limina
La
missione della Chiesa, l’itinerario tracciato
dal Concilio Vaticano II, lo spirito del Giubileo
sono stati alcuni dei temi toccati da Benedetto
XVI nel discorso che ha rivolto stamani ai vescovi
del Portogallo, in visita ad Limina. Il Papa, dopo
aver ricordato che la strada da seguire non è
priva di ostacoli, ha parlato di recenti
iniziative promosse dalla Chiesa portoghese e
“permeate dello spirito giubilare”. Il
servizio di Amedeo Lomonaco:
“La Chiesa non deve parlare primariamente di
sé stessa ma di Dio”. Con questa affermazione,
il Papa ricorda la vera missione della Chiesa
aggiungendo che l’evangelizzazione dipende
dall’esistenza, o meno, dell’incontro con Gesù
Cristo. Questo – ha spiegato Benedetto XVI - non
vuol dire che non si deve tenere in considerazione
l’ordinamento e la questione dell’attribuzione
delle responsabilità nella Chiesa. Il Papa ha
quindi affermato che si devono “costruire strade
di comunione”: “bisogna cambiare lo stile
organizzativo della comunità ecclesiale
portoghese e la mentalità dei suoi membri” per
avere una Chiesa in sintonia con il Concilio
Vaticano II. Deve essere chiara – ha precisato
– la “funzione del clero e del laicato”,
partendo da un presupposto: “tutti siamo uno”.
Riprendendo un passo dell’enciclica “Deus
caritas est”, il Papa ha sottolineato, infatti,
che si può appartenere a Cristo “soltanto in
unione con tutti quelli che sono diventati o
diventeranno suoi”…. divenendo “un solo
corpo, fusi insieme in un’unica esistenza”.
La
Chiesa – ha spiegato - è questo corpo di Cristo
che abbraccia l’umanità di tutti i tempi e di
tutti i luoghi. “Questa ecclesiologia di
comunione” presente nel Concilio, alla quale la
Chiesa portoghese si sente particolarmente
interpellata sulla scia del Giubileo, è
l’itinerario da seguire. Una strada – afferma
il Papa - non priva di ostacoli: tra questi
l’“orizzontalismo”, la “democratizzazione
nell’attribuzione dei ministeri sacramentali”,
l’equiparazione tra ordini conferiti e servizi
dei ministri straordinari, la questione su chi sia
il primo dei membri della comunità. Su quest’ultimo
punto – ha detto il Papa – è inutile
discutere perchè “il Signore ha già deciso che
è l’ultimo”. Dopo aver indicato le vite dei
Santi come modello di pensiero e di condotta,
Benedetto XVI ha poi aggiunto che nelle recenti
iniziative, promosse dalla Chiesa portoghese,
rimane lo stesso clima e spirito del Giubileo: tra
queste, il Santo Padre ha ricordato il censimento
della pratica domenicale, il ritorno al cammino
sinodale, l’incontro di movimenti e nuove
comunità ecclesiali e il nuovo Concordato tra la
Chiesa e lo Stato portoghese. Rievocando infine le
celebrazioni, il mese scorso nel santuario di
Fatima, in occasione dei 90 anni delle apparizioni
della Vergine Maria ai tre pastorelli, il Papa ha
detto di pensare a “Fatima come ad una scuola di
fede”. Una scuola con “Maria come Maestra”.
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