DAL PAPA I VESCOVI DELLE PROVINCE ORIENTALI
DELL'INDIA (3/07/2003) |
Ascolta il servizio di Amedeo Lomonaco
**********
“La
testimonianza di Gesù Cristo è il supremo servizio che
la Chiesa è chiamata ad offrire ai popoli del continente
asiatico”. Con queste parole il Papa ha ricevuto in
udienza, stamani, i vescovi delle province orientali
dell’India (Bangalore, Hyderabad e Visakhapatnam).
“La
novità radicale della vita donata da Cristo e vissuta
dagli apostoli – ha affermato Giovanni Paolo II -
risveglia l’esigenza di un’efficace azione
missionaria”. “Tutti i cristiani - ha aggiunto - sono
chiamati a riversare l’amore di Cristo, che è la
sorgente della speranza e della gioia che li
contraddistingue”. Il Papa ha quindi trattato il
rapporto tra cultura e fede, la cui corretta comprensione
è stata da lui definita “vitale per realizzare
un’efficace evangelizzazione”. “Nel vostro
subcontinente indiano – ha detto - vi relazionate con
culture ricche di tradizioni religiose e filosofiche,
all’interno di questo contesto diventa essenziale
la proclamazione di Gesù Cristo come Figlio di Dio
incarnato”.
Una
teologia che “ometta la chiamata ad una radicale
conversione a Cristo e che neghi la trasformazione
culturale che questa conversione richiede – ha
proseguito il Papa - comporterà necessariamente una
visione erronea della nostra fede”, radicata in Colui
che “è la via, la verità e la vita”. Il Santo Padre
ha inoltre sottolineato come il dialogo interreligioso non
sostituisca la “missio ad gentes” ma, piuttosto,
faccia parte di essa.
Giovanni Paolo II ha poi affermato come le
interpretazioni relativistiche del pluralismo religioso,
che considerano la fede cristiana sullo stesso piano di
altre religioni, “svuotano il Cristianesimo del suo
cuore cristologico: una fede alienata dal Signore Gesù
– ha sottolineato - non è più cristiana”.
Giovanni
Paolo II ha messo quindi in luce la vitalità della Chiesa
in India. “Nonostante
gli ostacoli incontrati da coloro, specialmente i poveri,
che desiderano abbracciare la fede cristiana nella vostra
regione – ha rilevato - sono numerosi i battesimi di
adulti ed ugualmente incoraggiante è l'alta percentuale
di cattolici che la domenica partecipano alla Santa
Messa”. Tali esempi di pronta risposta alla chiamata di
Dio indicano l'esigenza di una diligente attività
pastorale.
Lungi
dall’essere un fattore di potere o di controllo – ha
ancora affermato il santo Padre - i programmi di
evangelizzazione e formazione devono essere condotti nella
consapevolezza che ogni persona ha diritto ad ascoltare la
buona novella che Cristo rivela”. “In un mondo
deturpato dalla frammentazione – ha concluso il Papa -
la Chiesa, strumento di comunione tra Dio e l’umanità,
è un potente
mezzo per portare l’unità e la riconciliazione”.
**********
Per
la Radio Vaticana, Amedeo Lomonaco (3/07/2003)

|