VERTICE
OMC A GINEVRA (27/07/2004
- 3/08/2004) |
Al via
oggi (27 luglio) a Ginevra la riunione del Consiglio
generale dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto),
i cui lavori si protrarranno fino a venerdì. Il vertice
punta al rilancio dei negoziati per la liberalizzazione
degli scambi, un tema che ha già provocato profonde
lacerazioni tra Paesi del Nord e del Sud del mondo a
proposito dell’agricoltura. Al riguardo, il presidente
del Consiglio generale del Wto, il giapponese Oshima, ha
elaborato una bozza di documento che elimina le
sovvenzioni per le esportazioni agricole. Stamani,
inoltre, i 147 Paesi membri del Wto si sono detti
d’accordo ad aprire negoziati per un eventuale ingresso
della Libia nell’Organizzazione. Ma che significato ha
tale decisione? Giada Aquilino lo ha chiesto
all’economista Riccardo Moro, direttore della Fondazione
Giustizia e Solidarietà, promossa dalla Conferenza
episcopale italiana:
R. - È un ulteriore passo nel percorso di avvicinamento
della Libia alla comunità internazionale e, soprattutto,
un’etichetta di affidabilità che tutti hanno interesse
a dare a Tripoli, soprattutto il Nord del mondo, nel
momento in cui c’è una situazione di tensione come
l’attuale. C’è da dire poi che la Libia è sempre
stata un elemento di pericolosità nell’area
mediorientale in passato: oggi tale posizione è mutata e
la Libia è diventata una testa di ponte interessante.
D. - Alla riunione di Ginevra si tenta di rilanciare i
negoziati per la liberalizzazione del commercio mondiale
tra Nord e Sud del mondo. Perché?
R. – Oggi abbiamo mercati del Sud che sono fortemente
liberalizzati e mercati del Nord che, in materia di
agricoltura, sono fortemente protetti. Per molti anni il
Nord del mondo, usando la Banca mondiale ed il Fondo
monetario internazionale, ha proposto - o qualcuno dice
imposto - ai governi del Sud le cosiddette politiche di
liberalizzazione radicale dei mercati, invitandoli ad
eliminare i dazi e ogni tipo di intervento dello Stato nel
mercato e, semmai, ad aumentare le loro esportazioni. I
Paesi del Nord, però, hanno continuato ad avere
agricolture molto protette. Ora avviene che i Paesi del
Sud esportano prevalentemente materie prime, in
maggioranza prodotti agricoli, che arrivano a prezzi bassi
sui mercati del Nord, ma qui sono ostacolati da dazi e da
aiuti che proteggono i prodotti locali. All’interno del
Wto, quindi, si è presa coscienza che è necessario
sanare tale situazione.
27 luglio, Radio Vaticana
I 147
Paesi membri dell’Organizzazione mondiale del commercio
(Wto) hanno raggiunto questa notte, a Ginevra, un accordo
per rilanciare i negoziati sulla liberalizzazione degli
scambi internazionali. Su questa intesa, che permetterà
ai produttori agricoli degli Stati in via di sviluppo di
rafforzare la loro competitività con quelli dei Paesi
ricchi, ascoltiamo al microfono di Debora Donnini il
professore di economia alla Cattolica di Milano e preside
della facoltà di Scienze politiche, Alberto Quadrio
Curzio:
R. – E’ molto importante sotto due profili: un profilo
economico e un profilo politico. Dal punto di vista
economico si tratta di consentire ai Paesi in via di
sviluppo di esportare i propri prodotti agricoli senza che
agli stessi siano frapposte barriere protezionistiche che
molti Stati sviluppati utilizzano per incentivare le loro
attività agricole nazionali. Questo darebbe ai Paesi in
via di sviluppo la possibilità di avviare un autentico
processo di sviluppo. Per quanto riguarda il profilo
politico, significa mostrare in concreto come i Paesi
sviluppati sostengano quelli sottosviluppati non solo
attraverso forme specifiche come gli aiuti, ma soprattutto
consentendo loro di puntare ad uno sviluppo economico
autonomo.
D. – Tra l’altro, è stato raggiunto un accordo sul
cotone tra Stati Uniti e alcuni Paesi africani per lo
smantellamento di sussidi statunitensi ai produttori di
cotone...
R. – Il caso del cotone è particolarmente significativo
per alcuni Paesi africani ma anche per diversi Paesi
asiatici. Il cotone, infatti, è uno dei prodotti più
standardizzati che possono essere facilmente esportati
senza dover sottostare a dei controlli di qualità, che le
condizioni sanitarie internazionali comunque richiedono.
1 agosto 2004, Radio Vaticana
Un
accordo che potrà cambiare i rapporti di forza economici
e commerciali tra mondo industrializzato e Paesi in via di
sviluppo. E’ questa la positiva conclusione del vertice
di Ginevra dell’Organizzazione Mondiale per il
Commercio. Ieri la firma dell’accordo che rilancia i
negoziati sulla liberalizzazione degli scambi
internazionali. Il servizio di Mario Martelli:
Il Consiglio generale dell’Organizzazione mondiale del
Commercio ha tenuto a Ginevra una vera e propria maratona
di negoziati, anche in sedute prolungatesi oltre 24 ore
consecutive, per raggiungere un accordo di compromesso
destinato a rilanciare la liberalizzazione degli scambi
commerciali mondiali. Solo alla fine della settimana, le
147 delegazioni degli altrettanti Paesi membri
dell’Organizzazione, inclusi numerosi ministri, sono
giunti nella notte all’approvazione del documento che
dovrebbe consentire di superare il fallimento della
Conferenza ministeriale dell’anno scorso a Cancun, in
Messico. Un documento di una ventina di pagine che scende
nei dettagli dei negoziati avviati a Doha, nel Qatar, nel
novembre del 2001 e che stabilisce, in particolare,
impegni precisi nel settore agricolo. Si tratta di
eliminare, quanto prima, le sovvenzioni alle esportazioni
agricole, di ridurre quelle interne e di facilitare
l’accesso ai mercati anche con la riduzione dei diritti
doganali. Un compromesso è stato trovato, poi, per
l’accesso sui mercati dei prodotti industriali e si
auspica, ora, un’accelerazione del ritmo dei negoziati
per la liberalizzazione dei servizi e per facilitare gli
scambi. Da parte della delegazione degli Stati Uniti si
definisce positivo l’accordo per tutti, inclusi
esportatori, consumatori, Paesi sviluppati e Stati in via
di sviluppo. Soddisfazione è stata espressa anche
dall’Unione Europea. Altre delegazioni hanno affermato
di aver accettato l’accordo di Ginevra, nonostante il
documento approvato non soddisfi tutte le loro
rivendicazioni. La prossima Conferenza ministeriale
dell’Organizza-zione mondiale del Commercio dovrebbe
svolgersi ad Hong Kong nel dicembre del 2005.
Da Ginevra, Mario Martelli, per
la Radio Vaticana.
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