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VERTICE DELL'UNIONE EUROPEA DI LAEKEN (15/12/2001)

Riforme Ue, Giscard d'Estaing presidente e Amato suo vice

LAEKEN - Valery Giscard d'Estaing è stato nominato presidente della Convenzione europea. Giuliano Amato sarà il suo vice assieme all'ex premier belga Jean Luc Dehaene. La decisione è stata presa in mattinata al vertice di Laeken. In serata, invece, i Quindici non si sono accordati sull'attribuzione delle agenzie europee: Italia, Francia e Svezia hanno bloccato l'accordo e rinviato la decisione al vertice di Barcellona a marzo. Silvio Berlusconi non ha accettato l'offerta dell'agenzia per la protezione civile a Milano e ha insistito per Parma come sede dell'Authority alimentare. 

Anche Svezia e Francia si sono opposte al pacchetto della presidenza belga. Questo prevede, tra l'altro, l'agenzia alimentare a Helsinki, l'agenzia marittima a Lisbona e l'osservatorio immigrazione ad Atene.

Sulla candidatura italiana alla Convenzione già ieri si erano addensati "ostacoli" che poi sono diventati insormontabili. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha preso atto delle difficoltà sul nome italiano e nel primo giro di tavolo fra i leader non ha insistito sulla sua candidatura. Secondo quanto si è appreso da fonti presenti alla riunione, l'Italia avrebbe espresso il suo appoggio al nome del francese, che poi è stato nominato.

Giscard d'Estaing, 75 anni, è stato presidente della Repubblica francese dal 1974 al 1981, quando fu sconfitto da Francois Mitterrand. Chirac ha puntato molto sul suo incarico europeo per togliere dalla scena politica francese un personaggio scomodo in vista delle elezioni politiche del 2002.

La Convenzione, che viene lanciata dal vertice di Laeken, è un organismo formato dai rappresentanti dei governi Ue (15), dei Parlamenti nazionali (30, due per ciascun paese dell'Ue), del Parlamento europeo (16) e da un esponente della Commissione Ue.

Il suo compito, a partire dal marzo 2002, sarà quello di studiare le opzioni di riforma delle istituzioni europee. Dopo circa un anno di lavoro, la Convenzione dovrà presentare i risultati ai leader dell'Ue, che nell'arco di qualche mese lanceranno una Conferenza Intergovernativa (Cig) per decidere le riforme da approvare. L'Italia gestirà probabilmente l'inizio della Conferenza nel suo semestre di presidenza dell'Ue, cioè la seconda metà del 2003.

L'ufficio di presidenza sarà formato anche dai rappresentanti della troika (a turno ne faranno parte Belgio, Spagna, Danimarca, Grecia e Italia), da due rappresentanti dei parlamenti nazionali e da altri due del parlamento europeo, nonché dai commissari per le Riforme Michel Barnier e per gli Affari interni, Antonio Vitorino. Ai giornalisti che gli chiedevano se una presidenza Giscard non rischi di disegnare un'Europa poco federalista, il cancelliere tedesco Gerhard Schroder ha osservato che "i suoi vice sono europeisti molto impegnati e alla fine quello che conta è la composizione dell'ufficio di presidenza".

Candidature a parte, nella bozza di dichiarazione finale del vertice europeo di Laeken, sottoposta all'approvazione dei capi di Stato e di governo dell'Ue, "è stata presa ogni misura per assicurare che l'introduzione dell'euro sia un successo". "L'utilizzo della moneta unica sui mercati finanziari internazionali - si legge ancora - dovrebbe risultare più facile", considerando anche che "l'area dell'euro rappresenta adesso un polo di stabilità per tutti i Paesi partecipanti, proteggendoli da ogni turbativa e speculazione".

"Mi dispiace per la mancata conclusione sulle agenzie: era nei nostri piani ed abbiamo fatto tutto il possibile". Lo ha detto il presidente della Commissione Ue Romano Prodi, nella conferenza stampa conclusiva del vertice di Laeken. Prodi ha confermato che l'agenzia sulla sicurezza alimentare e la nuova procura europea "Eurojust" partiranno comunque dal primo gennaio, la prima a Bruxelles, la seconda all'Aja, come sedi provvisorie. "Capisco il sorriso - ha detto Prodi rivolto ai giornalisti - ma ci eravamo presi questo impegno e l'impegno va rispettato".


La Repubblica, 15 dicembre 2001

 

Lanci di pietre: si rivedono i Black blocK

Bruxelles - Passamontagna nero calato sul viso, pietre in mano, pronti, via... si va all'attacco: grandinata secca contro un posto di polizia. Poi tocca al camion della Tv belga. Azione fulminea, si rientra nel corteo. Un centinaio di metri, ed ecco le vetrate del Banco di Bruxelles, giusto a tiro per essere centrate a sassi e a colpi di spranga: buchi, ragnatele di crepe. Dietro l'angolo un secondo istituto di credito, quindi un terzo...

Ancora, nel mirino, una stazione di Ps e un grappolo di auto parcheggiate: 30 secondi e sono buone da rottamare. I poliziotti? Dove sono? Perchè non fermano i Black block, che agiscono, indisturbati, in mezzo al lunghissimo serpentone dei 30000 pacifisti no-global belgi, francesi, tedeschi, spagnoli, italiani?

Un brivido, un ricordo, mentre striscioni e slogan segnano il ritmo: "La nostra Europa è nella strada... solidarietà con i popoli, mobilitazione, resistenza contro la guerra e l'Europa dei mercanti..." Ma non sarà un'altra Genova e non torneranno gli inquietanti fantasmi del G8. Qui sembra tutto calcolato e previsto.

Le forze dell'ordine, circa 3000 uomini, non caricano i manifestanti con manganelli e lacrimogeni e scelgono di ignorare "les casseurs" per evitare il peggio. La situazione appare sotto controllo ma a sorpresa, l'incatesimo si rompe sul finale davanti al centro di accoglienza dei manifestanti: momenti di tensione, scaramucce, accenni di guerriglia; poi l'acqua gelida degli idranti spazza via il falò acceso in mezzo alla strada, e la resistenza degli ultimi riottosi.

La partita si chiude all'imbrunire con una manciata di fermi, un arresto, qualche bernoccolo sulla testa e alcuni nasi sanguinanti. Così Vittorio Agnoletto, il rappresentante più in vista della delegazione dei no-global italiani,  provato dal digiuno in ossequio all'invito papale, viene tagliato dagli avvenimenti dell'ultima ora. Ad ogni modo minimizza: "Gli episodi di violenza toccano pochi e isolati partecipanti, non significativi rispetto alla pacifica e riuscita manifestazione".

Marisa Fumagalli - Corriere della Sera, 15 dicembre 2001

 

 

 

 

 

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