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CONCLUSIONI
DEL
VERTICE
DI
COPENAGHEN
(12/12 e 13/12/2002) |
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Le
conclusioni
del
Consiglio
di
Copenaghen
stabiliscono
il
prossimo
ingresso
nel
2004
dei
dieci
Stati
europei
candidati.
Ecco
i
punti
principali
delle
conclusioni
del
vertice
UE
di
Copenaghen: |
1)
L’UE
invita
ufficialmente
a
entrare
nell'Unione
dieci
stati:
Cipro,
Repubblica
Ceca,
Estonia,
Ungheria,
Lettonia,
Lituania,
Malta,
Polonia,
Slovacchia
e
Slovenia.
Questi
stati,
che
hanno
completato
i
negoziati
di
adesione,
entreranno
nell’UE
il
primo
maggio
2004.
Il
trattato
di
adesione
verrà
firmato
ad
Atene,
il
16
aprile
2003.
2)
Nelle
conclusioni,
l'Ue
conferma
che
il
mandato
del
presidente
della
Commissione
europea
Romano
Prodi
scadrà
con
un
paio
di
mesi
di
anticipo
sul
termine
naturale,
e
che
una
nuova
Commissione
europea
sarà
operativa
dal
primo
novembre
2004.
3)
L'Unione
incoraggia
la
Turchia,
che
ha
fatto
passi
importanti
verso
il
rispetto
dei
“criteri
di
Copenaghen”,
a
proseguire
sul
tracciato
delle
riforme.
Se
il
Consiglio
Europeo,
nel
dicembre
2004,
deciderà
che
la
Turchia
ha
aderito
ai
“criteri”,
l'UE
aprirà
il
negoziato
di
adesione
con
Ankara
in
tempi
brevi.
4)
Visto
il
mancato
raggiungimento
di
un
accordo
tra
le
due
comunità,
i
leader
dei
15
accolgono
la
sola
Repubblica
di
Cipro
(greco-cipriota)
nell'UE,
e
invitano
le
parti
a
continuare
i
negoziati
sulla
base
del
piano
Onu
con
l'obiettivo
di
un
accordo
generale
entro
il
28
febbraio
2003.
5)
Si
plaude
allo
stato
avanzato
dei
negoziati
di
accesso
di
Romania
e
Bulgaria,
con
l'obiettivo
di
accoglierle
come
membri
nel
2007.
6)
La
presidenza
dell'Ue
e
il
segretario
generale
ed
alto
rappresentante
Javier
Solana
hanno
formalizzato
una
proposta
per
la
creazione
della
cosiddetta
“Euroforza”,
su
cui
si
attende
il
via
libera
della
Nato.
L'Ue
si
impegna
a
sostituirsi
quanto
prima
alla
Nato
in
Macedonia,
e
successivamente
alla
Sfor
in
Bosnia.
7)
L’UE
esprime
rammarico
e
preoccupazione
per
il
disastro
della
petroliera
“Prestige”,
si
impegna
a
varare
tutte
le
misure
necessarie
affinché
simili
catastrofi
non
si
ripetano.
8)
Alle
conclusioni
è
acclusa
una
dichiarazione
sul
Medio
oriente,
nella
quale
si
invitano
le
parti
a
spezzare
il
ciclo
della
violenza.
L’UE,
condannando
ogni
forma
di
terrorismo,
e
riconoscendo
il
diritto
di
Israele
alla
sicurezza,
invita
lo
stato
ebraico
a
cessare
le
uccisioni
extra-giudiziarie
e
l’uso
eccessivo
della
forza.
Si
chiede
inoltre
di
congelare
gli
insediamenti,
definiti
illegali
e
“un
ostacolo
per
la
pace".
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