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Fonte,
Radio Vaticana, 30 luglio 2008
Ascolta il servizio di Amedeo
Lomonaco
I
vescovi africani rilanciano l'evangelizzazione
delle culture del continente per rispondere alle
sfide della secolarizzazione
L’evangelizzazione
della cultura e l’inculturazione del Vangelo
richiedono in Africa “testimoni che siano
profeti e santi”. E’ quanto scrive in un
articolo pubblicato dall’Osservatore Romano il
segretario del Pontificio Consiglio della Cultura,
padre Bernard Ardura, commentando l’incontro
tenutosi a Bagamoyo, in Tanzania, dal 23 al 26
luglio ed incentrato sul tema della nuova
evangelizzazione nel contesto della
globalizzazione. Il servizio di Amedeo Lomonaco:
Dall’incontro, promosso dal Pontificio
Consiglio della Cultura, è emersa la priorità di
promuovere in Africa “una inculturazione sempre
più approfondita ed effettiva”: la rottura tra
il Vangelo e le culture – si legge
nell’articolo di padre Bernard Ardura - è messa
in luce dagli effetti congiunti di
mondializzazione e secolarizzazione. La
globalizzazione, anche se “fonte di progresso e
di apertura nei rapporti tra i popoli”, diffonde
“controvalori morali e culturali”. La
secolarizzazione, che pretende di liberare
l’uomo da Dio, “crea un mondo senza Dio e alla
fine contro l’uomo”. Per rispondere a queste
minacce, i vescovi che hanno partecipato
all’incontro, hanno avanzato diverse proposte
pastorali.
La Chiesa in Africa – scrive il segretario
del Pontificio Consiglio della Cultura – deve
promuovere “l’intelligenza del mistero
cristiano e l’intelligenza delle culture” al
fine di manifestare il volto del Dio dell’amore.
In base a quanto indicato dai presuli, occorre
anche dedicare una particolare attenzione alla
formazione di sacerdoti, religiosi, religiose,
catechisti, laici e teologi. Solo così potrà
essere assimilato “l’insegnamento della
Chiesa” e si potrà testimoniare il Vangelo
“in un contesto culturale spesso estraneo alla
fede cristiana”.
I giovani – sottolinea padre Bernard Ardura
– sono i primi destinatari della pastorale della
cultura, perché “oggi sono particolarmente
indeboliti dallo sradicamento culturale
principalmente dovuto alle migrazioni che li
privano del loro ambiente culturale naturale,
della trasmissione del loro patrimonio culturale e
religioso”. I presuli responsabili della
pastorale della cultura e i delegati delle
Conferenze episcopali dell’Africa hanno quindi
affermato che l’inculturazione interiorizzata
con la fede - si legge infine nell’articolo –
è “l’unica in grado di condurre alla
conversione e alla santità”. E' l’unica in
grado di “offrire al mondo il vero senso della
vita e rivelargli la bellezza dell’amicizia con
Cristo”.
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