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LA COMUNICAZIONE PUBBLICA NEGLI URP DI NAPOLI

- PRIMA PARTE -

La storia della comunicazione pubblica in Italia può essere sinteticamente schematizzata attraverso tre fasi fondamentali:

1.      Dalla Repubblica (1948) agli anni ’70: comunicazione pubblica intesa come propaganda.

Le pubbliche istituzioni si rivolgono all’esterno non per comunicare, non per informare ma per promuovere se stesse. In questa fase l’identità politica e l’identità amministrativa sono confuse.

2.      Dagli anni ’70 agli anni ’90: comunicazione come modello informativo a senso unico.

Le istituzioni cominciano a percepire che devono informare i cittadini sui servizi e sulle opportunità. L’dentità politica e l’identità amministrativa cominciano a differenziarsi.

3.   Dalla legge 81/’93 sull’elezione diretta alla legge 150 del 2000: comunicazione pubblica come modello bidirezionale.

La pubblica istituzione non è più solo emittente di notizie ed informazioni, ma è anche ricevente delle istanze che provengono dai cittadini ed è in grado di leggere ed interpretare i loro bisogni. L’identità politica è assolutamente separata dall’identità amministrativa.

L’Urp, la cui nascita è sancita dal decreto 29 del 1993, è  stato previsto in un discorso di rinnovamento della P.A.; a partire dal 1990 sono state introdotte una serie di riforme con le leggi 142 e 241. Con la legge 142 vengono previste forme di partecipazione e viene sancita la netta separazione tra il potere di controllo (politico) e la gestione amministrativa (rimandata ai dirigenti).

            Mentre la 142 è una legge di principi, la 241 è più precisa ed introduce norme sul diritto amministrativo e sulle procedure di accesso ai documenti. La 241 è in piena armonia con l’articolo 97 della Costituzione (i pubblici uffici sono organizzati secondo legge per garantire l’imparzialità ed il buon andamento della P.A.) e aggiunge ai concetti generali questi altri principi:

1) principio del giusto procedimento;

2) principio della trasparenza (obbligo della motivazione del procedimento e possibilità per il cittadino di accedere agli atti; identificazione dell’Ufficio e del responsabile del procedimento);

3) principio di semplificazione (vengono adottati nuovi istituti quali quelli del silenzio assenso e della Conferenza dei servizi).

            I principi di carattere generale sono attuati attraverso regole fondamentali quali quelle dell’economicità (va sempre analizzato il rapporto costi/benefici), del divieto di aggravamento del procedimento, dell’obbligo della motivazione dell’atto e dell’obbligo della conclusione del procedimento.

            L’Urp deve dare informazioni all’utenza in riferimento agli atti dell’amministrazione e deve provvedere ad effettuare ricerche ed analisi finalizzate all’ottimizzazione dei rapporti con l’utenza.

Con la direttiva del Consiglio dei Ministri dell’11 ottobre 1994 si è entrati nello specifico del funzionamento degli Urp. L’Urp, voluto col decreto 29 del 1993 è stato rivisto con la legge 150 del 2000 che ha ampliato la portata della comunicazione dando valenza al ruolo della comunicazione interna. Per andare incontro al decreto 29 del 1993 sono stati creati gli Uffici Relazioni col Pubblico di Napoli e della Provincia di Napoli.

Presso l’Ufficio Relazioni col Pubblico di Napoli è possibile:

ottenere informazioni:

sui servizi erogati dall’Amministrazione;

sull’ubicazione degli Uffici e dei responsabili e sugli orari di apertura al pubblico di tutti gli Uffici;

sulle attività culturali e turistiche;

sulle principali iniziative di interesse generale;

presentare, anche via fax, reclami e suggerimenti;

accedere agli atti.

 

 

 

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