martedì,
27 gennaio 2004
Dall'indipendenza
ad oggi una terribile storia di dittature
L'Uganda
conquista la sua indipendenza dagli Inglesi nel 1962 e
Primo Ministro viene eletto Milton Obote che poco dopo
abolisce Costituzione e diritti e governerà con un duro
regime dittatoriale per una decina d'anni, sostenuto
inizialmente dagli Acholi e dai Langi dei distretti del
nord.
Ad inizio
1971 il potere viene conquistato, con un colpo di stato,
da un suo ex-fedele generale: Idi Amin. Obote che è
costretto a fuggire all'estero.
Il regime
di Amin è caratterizzato da spaventosi massacri di
oppositori politici e della popolazione Acholi e Langi,
accusata di aver appoggiato il regime precedente: in otto
anni si calcola che Amin abbia mandato a morte almeno
300.000 persone. La politica estera di Amin, inoltre,
precipita il Paese in una spaventosa crisi economica.
La sua
dittatura termina nel 1979 quando, dopo aver ingaggiato
una guerra con la Tanzania accusata di sostenere ed
ospitare gli oppositori del suo regime, è costretto dai
suoi oppositori interni e dall'esercito tanzaniano che
invade Kampala a fuggire in aereo prima in Libia e quindi
in Arabia Saudita dove morirà tra lussi ed agi
nell'estate del 2003.
Al regime
del poco rimpianto Amin succedono altri 5 anni sanguinosi:
fuggito il nemico, Milton Obote può nuovamente rientrare
in Uganda ed impadronirsi del potere, dopo un breve
periodo nel quale viene tentata una transizione
democratica. Ma Obote trova subito una forte opposizione
da parte della NRA (Armata di resistenza nazionale)
guidata da Roweri Museveni; ne segue una sanguinosa guerra
civile che durerà fino al 1985.
Nel 1985
il generale Basilio Olara-Okello, a capo di un'armata
composta principalmente di Acholi, sconfigge Obote che
fugge in Zambia e si insedia al potere. Vengono aperti dei
negoziati con la NRA di Museveni, nel tentativo di fermare
i due decenni di spaventosi massacri e sistematiche
violazioni dei diritti umani e dare un po' di pace al
prostrato Paese, ma nelle campagne intorno a Kampala
si continua a combattere e a morire.
A
dispetto dei negoziati in atto infine la NRA riesce a
conquistare Kampala, Okello fugge in Sudan e Museveni si
insedia come Presidente, sedia sulla quale è saldamente
assiso ancora oggi.
Fonte:
www.warnews.it
