Con
la globalizzazione dell’economia, la competizione
per qualsiasi modello di sviluppo non nasce tra i
singoli soggetti, ma tra i territori, che acquistano
sempre una maggiore importanza. A seguito della
riforma del Titolo V, il legislatore ha attuato il
decentramento amministrativo con un rinnovamento tale
da favorire una modernizzazione degli apparati
amministrativi di regioni, province e comuni. Il
territorio è, pertanto, letto come sistema integrato
– entità sistemica da mettere in connessione –
capace di potersi considerare risorsa. La domanda da
porsi, prima di intraprendere qualunque attività
mirata ad offrire una pluralità di servizi adeguati,
nel tentativo di attrarre nuovi investimenti ed
acquirenti, nonché fruitori dei servizi stessi, è
capire quale conoscenza si abbia di un determinato
territorio. Se questa è soltanto basata sulle
caratteristiche e sulle presenze storico –
artistiche, (il significato si estende a qualsiasi
aspetto facente parte della dimensione più intima del
genius loci), oppure sul principio identitario che le
testimonianze conservano? In altre parole, si conosce
solo la storia di una piazza, un palazzo, una strada,
oppure si riesce a distinguere, evincendo dalla
sintassi paradigmatica di segni e significati che
costituiscono l’ossatura del manufatto, il valore
intrinseco, che, se analizzato attentamente, può
essere foriero di uno sviluppo duraturo?
In questo senso, gli enti locali ricoprono un ruolo
fondamentale, poiché per perseguire gli obiettivi
devono adottare strategie di marketing territoriale
che coniughino le nuove tecnologie con la
programmazione degli interventi per la crescita ed il
benessere locale, rafforzando la conoscenza specifica
di quest’ultimo. “Il marketing territoriale –
scrive Barba Guerra nell’articolo ‘Turismo e
Globalizzazione’ - è definibile come l’analisi
della domanda e dei bisogni degli stakeholders di un
territorio, per costruire e rafforzare rapporti di
scambio vantaggiosi sia con i residenti del territorio
sia con clienti/mercati esterni”. “Il marketing
tende, quindi, a creare un circolo virtuoso tra
soddisfazione dei residenti e attrazione verso
l’esterno di valore. Le azioni di marketing
territoriale possono essere segmentate in marketing
d’area, in marketing locale, urbano e turistico”.
E’ necessario individuare i nuovi bisogni degli
individui, “che si realizzano in una diffusa e
sempre più crescente domanda sociale di specificità”,
di elementi differenti, di tipicità locale basata
sulle tradizioni e sulla riscoperta delle origini. La
sfida più avvincente per il territorio/risorsa è
sicuramente la destagionalizzazione dei flussi
turistici e la riqualificazione con conseguente
valorizzazione delle realtà locali minori, perché
non sufficientemente promosse e portate sullo stesso
piano dei siti più noti.
Siti, ormai, fin troppo inflazionati dal turismo
generico che desidera altro. Da qui la necessità di
attuare politiche di riqualificazione e valorizzazione
che realizzino una forte campagna di restauro delle
località, minori solo per conoscenza, ma non per
importanza, per poi avviare, congiuntamente,
un’attività di planning per una stagione turistica
spalmata durante tutto l’anno solare.
L’interrogativo, tuttavia, è sempre lo stesso: qual
è il grado di conoscenza che si possiede, avendo già
spiegato quale significato si attribuisce in questa
sede a tale termine? Può forte è questo, più sarà
facile procedere all’avvio di politiche di
partenariato tra gli stakeholders e tutti gli enti
locali coinvolti nel progetto del cosiddetto
“turismo/risorsa”.