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IL TERRITORIO COME RISORSA NELL'ERA DELLA GLOBALIZZAZIONE (DI ELVIRO DI MEO)

L'opinione.it

Con la globalizzazione dell’economia, la competizione per qualsiasi modello di sviluppo non nasce tra i singoli soggetti, ma tra i territori, che acquistano sempre una maggiore importanza. A seguito della riforma del Titolo V, il legislatore ha attuato il decentramento amministrativo con un rinnovamento tale da favorire una modernizzazione degli apparati amministrativi di regioni, province e comuni. Il territorio è, pertanto, letto come sistema integrato – entità sistemica da mettere in connessione – capace di potersi considerare risorsa. La domanda da porsi, prima di intraprendere qualunque attività mirata ad offrire una pluralità di servizi adeguati, nel tentativo di attrarre nuovi investimenti ed acquirenti, nonché fruitori dei servizi stessi, è capire quale conoscenza si abbia di un determinato territorio. Se questa è soltanto basata sulle caratteristiche e sulle presenze storico – artistiche, (il significato si estende a qualsiasi aspetto facente parte della dimensione più intima del genius loci), oppure sul principio identitario che le testimonianze conservano? In altre parole, si conosce solo la storia di una piazza, un palazzo, una strada, oppure si riesce a distinguere, evincendo dalla sintassi paradigmatica di segni e significati che costituiscono l’ossatura del manufatto, il valore intrinseco, che, se analizzato attentamente, può essere foriero di uno sviluppo duraturo?

In questo senso, gli enti locali ricoprono un ruolo fondamentale, poiché per perseguire gli obiettivi devono adottare strategie di marketing territoriale che coniughino le nuove tecnologie con la programmazione degli interventi per la crescita ed il benessere locale, rafforzando la conoscenza specifica di quest’ultimo. “Il marketing territoriale – scrive Barba Guerra nell’articolo ‘Turismo e Globalizzazione’ - è definibile come l’analisi della domanda e dei bisogni degli stakeholders di un territorio, per costruire e rafforzare rapporti di scambio vantaggiosi sia con i residenti del territorio sia con clienti/mercati esterni”. “Il marketing tende, quindi, a creare un circolo virtuoso tra soddisfazione dei residenti e attrazione verso l’esterno di valore. Le azioni di marketing territoriale possono essere segmentate in marketing d’area, in marketing locale, urbano e turistico”. E’ necessario individuare i nuovi bisogni degli individui, “che si realizzano in una diffusa e sempre più crescente domanda sociale di specificità”, di elementi differenti, di tipicità locale basata sulle tradizioni e sulla riscoperta delle origini. La sfida più avvincente per il territorio/risorsa è sicuramente la destagionalizzazione dei flussi turistici e la riqualificazione con conseguente valorizzazione delle realtà locali minori, perché non sufficientemente promosse e portate sullo stesso piano dei siti più noti.

Siti, ormai, fin troppo inflazionati dal turismo generico che desidera altro. Da qui la necessità di attuare politiche di riqualificazione e valorizzazione che realizzino una forte campagna di restauro delle località, minori solo per conoscenza, ma non per importanza, per poi avviare, congiuntamente, un’attività di planning per una stagione turistica spalmata durante tutto l’anno solare. L’interrogativo, tuttavia, è sempre lo stesso: qual è il grado di conoscenza che si possiede, avendo già spiegato quale significato si attribuisce in questa sede a tale termine? Può forte è questo, più sarà facile procedere all’avvio di politiche di partenariato tra gli stakeholders e tutti gli enti locali coinvolti nel progetto del cosiddetto “turismo/risorsa”.

Elviro di Meo, L'opinione.it, 7 dicembre 2007

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

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