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TERREMOTO
IN IRAN NELLA PROVINCIA DI KERMAN 22/02/2005) |
Una scossa di terremoto
di magnitudo 6,4 della scala Richter ha colpito in Iran la
provincia sudorientale di Kerman. L’ultimo bilancio
ufficiale, non ancora definitivo, parla di 230 morti ma
secondo altre fonti le vittime sono più di 500. Il
servizio di Amedeo Lomonaco:
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L’epicentro del sisma è stato registrato a Zarand, città
ad una settantina di chilometri da Bam dove il 26 dicembre
del 2003 un altro terremoto ha provocato più di 30 mila
vittime. Verso i centri più colpiti stanno già affluendo
i primi aiuti e secondo le autorità di Teheran c’è
urgente bisogno di medicinali, tende, ambulanze e mezzi
per rimuovere le macerie. La Turchia ha già offerto il
proprio sostegno ed in favore delle popolazioni colpite si
sono mosse diverse organizzazioni umanitarie, tra le quali
la Mezzaluna Rossa e la Caritas italiana. Le operazioni di
soccorso sono rese difficili, però, dalla pioggia e da
diverse frane che hanno bloccato alcune strade. Grandi
ingorghi sono poi stati provocati da migliaia di persone
che, in automobile, hanno cercato di raggiungere l’area
del disastro. |
La conformazione montuosa della zona,
devastata dal movimento tellurico e abitata da oltre 30
mila persone, rende inoltre ancora più problematico
l’arrivo degli aiuti. Il sisma ha devastato, in
particolare, una quarantina di villaggi e due di questi,
abitati da oltre 1.500 persone, sono stati rasi al suolo.
Dal 1972 ad oggi, l’Iran è stato colpito da tredici
terremoti che hanno causato complessivamente circa 100
mila morti.
L’Iran si trova in una delle aree sismiche
più attive dell’intero pianeta ed è percorso da almeno
sei faglie, attraversate a loro volta da una sessantina di
fratture minori. Proprio sugli sforzi del governo iraniano
tesi ad affrontare l’emergenza sismica, ascoltiamo il
corrispondente Ansa da Teheran, Alberto Zanconato:
“Il governo di Teheran non ha fatto moltissimo finora.
Le iniziative più importanti sono state soprattutto nelle
grandi città, in particolare a Teheran, dove, per la
prima volta nell’ultimo anno dopo il disastro di Bam,
sono state tenute esercitazioni antisismiche per abituare
la popolazione a rispondere a questi disastri. Però è
chiaro che il problema principale è dato dagli edifici
che sono costruiti, soprattutto nei villaggi, con tecniche
antiquate. In occasione di scosse come questa, i danni
sono disastrosi e, per cambiare tale situazione ci vorrà
molto tempo”.
Amedeo Lomonaco per la Radio
Vaticana, 22/02/2005

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