Ricerca personalizzata

Pagina iniziale
Preferiti

Contatti

Forum

GLOBALIZZAZIONE
Cos'è Storia 
cerca nel sito

Il Papa e la globalizzazione

VANTAGGI DELLA GLOBALIZZAZIONE

Mercato mondiale 
Possibilità di sviluppo
Libertà culturale
Politiche responsabili 
Progressi tecnologici
Istruzione
Flessibilità nel lavoro
Aziende
Competitività
I pro global 
 

 

www.dittatori.it

 

 

Viaggi nel mondo

 

Segnala questo sito ai tuoi amici!
clicca qui

 

 

 


GLI SVILUPPI RECENTI DEL MERCATO GLOBALE

Il “potere di mercato” può trovare riscontro non solo a livello geopolitico, ma anche a livello settoriale.

   Il confronto tra il peso delle 1000 maggiori imprese, raggruppate per settori, e l’incidenza percentuale dei medesimi settori nell’economia mondiale può consentire di rilevare fenomeni di sovra e sottorappresentazione.

   L’unico settore in cui si nota un  progressivo fenomeno di sottorappresentazione  è quello delle “industrie tradizionali” (siderurgia, meccanica, mezzi di trasporto, chimica, costruzioni, ecc.).

   Dal 1995 al 1998 si è accentuata infatti la loro sottorappresentazione dal punto di vista del potere di mercato.

   Sicuramente sovrarappresentato è il settore finanziario ma anche tutti gli altri settori risultano in aumento, con particolare riguardo all’elettronica, ai media, alla farmaceutica e all’industria alimentare.

   L’elemento nuovo degli ultimi anni, fortemente legato alla dinamica del mercato globale, è l’emergere di settori nuovi ai quali il mercato attribuisce una capitalizzazione, e quindi un potere di iniziativa, assai superiore a quella del passato.

   Il confronto tra la suddivisione settoriale dell’ottobre 1998 con quella dell’ottobre 1995 proposto nella seguente tabella mostra e conferma i segni di un fenomeno di crescita generale legato alle dinamiche del mercato globale in cui si può riscontrare un aumento del potere di mercato esteso a quasi tutti i settori. L’aumento della capitalizzazione rappresenta un fenomeno di notevole interesse per l’economia soprattutto se si analizza che si verifica all’interno di un contesto di tipo globale.

La maggiore spinta all’aumento della capitalizzazione deriva naturalmente dalle imprese più grandi ma l’incremento riguarda tutti i decili considerati.

Gli altri decili arretrano in termini di quota sul totale e tale arretramento è più consistente per i decili inferiori.

Molte imprese, non solo del primo decile, presentano ogni anno prospettive di incremento di capitale  sempre maggiori.  

 Due aspetti positivi della globalizzazione economica, consistono principalmente in un aumento del reddito mondiale complessivo e dell’occupazione nei paesi in via di sviluppo o, come si dice nel nuovo lessico affermatosi internazionalmente, “emergenti”.

Il mondo è tuttora diviso in due blocchi, uno sviluppato, che per semplicità faremo coincidere con i circa trenta Stati che fanno parte dell’Ocse (l’organizzazione per lo sviluppo economico con sede a Parigi), e uno, composto da oltre cento Paesi che si dibatte nella ricerca di una soluzione per crescere economicamente.

In presenza dei processi di innovazione tecnologica e di globalizzazione i Paesi sviluppati subiscono la concorrenza di quelli emergenti a causa del basso costo del lavoro e della bassa incidenza dei costi del welfare.

La reazione dei paesi sviluppati a questa situazione è quella di accrescere i guadagni di produttività provenienti dalle innovazioni tecnologiche e sfruttando a loro volta, attraverso maggiori esportazioni, lo sviluppo dei Paesi emergenti.

Finora i Paesi sviluppati sono riusciti non solo a difendersi dalla competizione a basso costo dei Paesi emergenti, ma anche a migliorare come è il caso degli Stati Uniti, il loro saggio di crescita reale.

Sempre nell’ambito dei Paesi industrializzati, l’aumento della crescita reale derivante dai processi di innovazione tecnologica e globalizzazione si è riversato sull’occupazione in modo diverso da Paese a Paese.

Quelli che hanno reagito alle nuove condizioni competitive introducendo flessibilità nelle prestazioni di lavoro hanno più che compensato, come è il caso degli Stati Uniti, la riduzione dei posti di lavoro.

Proprio in base all’esperienza americana sono numerosi gli economisti che accreditano la tesi dell’esistenza di un effetto netto positivo sulla creazione di posti di lavoro anche in presenza di globalizzazione ed innovazione tecnologica.

Per il complesso dei paesi emergenti la globalizzazione ha determinato effetti positivi, talvolta molto ampi: la liberalizzazione di traffici, unitamente agli “effetti di ricaduta” (spill over effect) dovuti all’applicazione di nuove tecnologie ha accresciuto lo sviluppo reale ed il livello di occupazione.

Ciò ha consentito, almeno finora, di saldare l’incremento del loro benessere con la difesa di quello altrui attraverso maggiori importazioni dai paesi sviluppati e ottimi rendimenti pagati sugli investimenti diretti e su quelli finanziari effettuati dai paesi sviluppati.

Questi sviluppi incrociati tra Paesi ricchi e Paesi poveri hanno creato un circolo virtuoso dell’attività produttiva, rafforzando l’ipotesi di una nuova fase positiva dell’economia di mercato caratterizzata da uno sviluppo sostenibile e da bassa inflazione, prontamente ribattezzata “Nuovo paradigma economico”.

Numeri indice del volume del commercio mondiale dal 1850 al 1991 (base 1913=100) Fonte: Istat
anno indice anno indice
1850 10,1 1938 103
1896-1900 57 1948 103
1913 100 1953 142
1921-1925 82 1963 407
1930 11 3 1971 520
1931-1935 93 1991 660

 

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

ACLI (a cura di), "Umanizzare l'economia. Le sfide della globalizzazione" - Monti, Saronno 2000

ARCHIBUGI D. e IMPERATORI G., "Economia globale e innovazione. Le sfide dell'industria italiana" - Edizioni Donzelli, Roma 1997

BANCA MONDIALE, "World Development Report, 1991, The Challange of Development" -  Washington, 1991 ;

BANCA MONDIALE, " World Development Report 1997, The State in a Changing World, Washington" - 1997

BANCA MONDIALE, "Entering the 21st Century. World Development Report 1999/2000"  - Oxford University Press, New York, agosto 1999

BARRO R. e MARTIN, " Economic Growth" - McGraw-Hill, New York 1995

 

 

 

 

 

© www.villaggiomondiale.it - Webmaster: Amedeo Lomonaco