ELEZIONI
SUPPLETIVE IN LIBANO (5/08/2007) |
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servizio di Amedeo Lomonaco
Elezioni
suppletive in Libano: si affrontano candidati pro e contro
Damasco
Elezioni
suppletive in Libano: si vota, tra imponenti misure di
sicurezza, per scegliere due deputati chiamati a
sostituire due parlamentari antisiriani rimasti uccisi in
due attentati compiuti a giugno e a novembre. L’attuale
coalizione di governo antisiriana ha più volte denunciato
presunte responsabilità della Siria, che sostiene
l’opposizione libanese, nei due attentati. Secondo
diversi osservatori, l’odierna sfida tra candidati
filosriani e antisiriani è determinante per il futuro
assetto politico libanese. Il servizio di Amedeo Lomonaco:
Per il seggio di Beirut sembra scontata la riconferma
del candidato sunnita antisiriano. Per il seggio di Metn
si prevede invece un confronto, dall’esito ancora
incerto, tra due cristiani maroniti. A sfidarsi sono
l’ex presidente libanese antisiriano Amin Gemayel, padre
di uno dei due deputati uccisi, e Camille Khoury,
candidato del Movimento patriottico guidato dal generale
cristiano Michel Aoun, che invece sostiene il fronte filo
siriano. Ma la posta in gioco è in realtà ben più alta
di quella del seggio parlamentare: la consultazione è
infatti un test cruciale in vista delle presidenziali di
novembre. Per la carica di capo di Stato, che in Libano è
riservata ai maroniti, si sfideranno infatti Aoun e
Gemayel che rappresentano le due contrapposte posizioni
della comunità cristiana libanese. Per il generale Aoun,
che ha stretto recentemente una controversa alleanza con
il partito sciita degli Hezbollah, la vittoria di un suo
candidato nelle odierne elezioni suppletive sarebbe la
dimostrazione che la sua popolarità è rimasta intatta.
Per Gemayel la vittoria nel seggio di Metn bloccherebbe
invece la strada alle ambizioni del generale. Il patriarca
maronita, cardinale Nasrallah Sfeir, ha dichiarato nei
giorni scorsi che avrebbe preferito non assistere ad un
nuovo braccio di ferro tra le due principali forze
politiche cristiane. Il patriarca ha anche lanciato un
appello rivolto a tutte le parti a rispettare le
tradizioni democratiche nel Paese. La preoccupazione,
espressa dall’ONU, è che il partito degli Hezbollah,
grazie a finanziamenti e forniture di armi da parte di
Paesi vicini, stia preparando un golpe contro il governo
filo occidentale di Fouad Siniora. Il rischio è che possa
nascere in Libano un regime vicino a Siria e Iran
alimentando nuove, gravi tensioni in tutta la regione.
Per la Radio Vaticana, Amedeo
Lomonaco, 5 agosto 2007

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