TESTIMONIANZA
DI GINO STRADA DALL'AFGHANISTAN (6 LUGLIO 2006) |
ANCORA
VIOLENZE IN AFGHANISTAN DOVE, NELLE ULTIME ORE, SONO MORTI
UN SOLDATO DELLA COALIZIONE E DECINE DI RIBELLI. AI
NOSTRI MICROFONI, IL FONDATORE DI EMERGENCY, GINO STRADA,
ILLUSTRA
I NUOVI, DRAMMATICI PROBLEMI DEL PAESE
Si
fa sempre più difficile la situazione in Afghanistan,
dove ogni giorno si contano nuove vittime: un soldato
della coalizione è morto, questa mattina, in seguito ad
un’imboscata tesa dai taleban
al confine con il Pakistan. Ieri, 35 ribelli taleban
sono rimasti uccisi, inoltre, durante un raid contro
una roccaforte di ribelli nella provincia meridionale di Helmand.
La tensione è alta anche a Kabul, dove Amedeo
Lomonaco ha raggiunto telefonicamente Gino Strada,
fondatore di “Emergency”:
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R.
– La città, in questo momento, è militarizzata, c’è
pochissimo traffico, e la situazione è molto tesa. E’
una guerra che è in una fase di recrudescenza.
D.
– Quali sono, secondo te, le cause di queste violenze?
R.
– La mia impressione è che non sia soltanto un problema
di frange e di persone armate. Penso che ci sia una
insofferenza generale della popolazione verso
questa occupazione militare che ormai va avanti da cinque
anni senza, tra l’altro, migliorare le condizioni di
vita della popolazione stessa.
D.
– Come si vive, oggi, in Afghanistan?
R.
– Il modo in cui la popolazione vive sta ad indicare che
ci sono problemi nuovi e drammatici in Afghanistan. La
situazione, cioè, è andata peggiorando. Kabul è
diventata una città invivibile: ogni giorno, muoiono tre
bambini per incidenti stradali. La capitale afghana è una
città inquinata come poche e i prezzi sono aumentati
dieci volte. In Afghanistan è anche aumentata
drammaticamente, in cinque anni, la criminalità comune e
droghe pesanti oggi circolano liberamente a Kabul. Sono
anche comparse la prostituzione e l’AIDS. Tutto questo
è un disastro, per un Paese!
D.
– Quali sono le urgenze per l’Afghanistan?
R.
– Io credo che la prima urgenza sia quella di avere un
Paese libero, senza militari stranieri. Poi, credo che gli
afghani debbano trovare un accordo tra
di loro e capire quali sono i problemi più
drammatici. Uno di questi è la sanità: ancora oggi, per
25 milioni di persone ci sono sei letti di rianimazione, i
sei letti dell’ospedale di Emergency
a Kabul! E poi, ovviamente, c’è da considerare tutto il
resto: c’è la scuola, ci sono i servizi sociali, c’è
un Paese da costruire …
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Amedeo Lomonaco per la Radio Vaticana -
6/07/2006

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