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INIZIO DEL SISTEMA CAPITALISTICO E GLOBALIZZAZIONE

Alcuni storici fanno coincidere l'inizio del sistema capitalistico mondiale con l'inizio del colonialismo, altri lo fanno corrispondere al sorgere di gruppi industriali internazionali e per altri ancora la globalizzazione è cominciata col fallimento del blocco dell'Est ma per tutti una fase cruciale per la realizzazione di tale processo è costituita dalle politiche liberali di fine Ottocento.   Dal 1868 alla fine del secolo le autorità dei vari Paesi considerarono l'opportunità di adottare uno standard monetario. L'atteggiamento delle istituzioni londinesi fu determinante ad indurre la maggior parte dei Paesi avanzati ad adottare il gold standard che consisteva nell'assegnare alle valute una parità aurea e una corrispondente riserva aurea.

A partire dal 1870 il commercio si sviluppò sempre più su base multilaterale e gli avanzi e i disavanzi delle bilance dei pagamenti erano regolati dai rapporti tra numerosi Paesi. Dopo la prima guerra mondiale lo Stato deve affrontare il tema della cosiddetta spesa sociale, iniziato nel 1910 e in modo sempre più massiccio si manifesta il problema di assicurare benessere, lavoro alla nazione. Nessuna guerra ha arrecato tante devastazioni come il secondo conflitto mondiale durante il quale si tenne a Bretton Woods una conferenza tra 44 Paesi nemici dell'Asse per porre le basi del sistema economico finanziario postbellico. La conferenza di Bretton Woods segnò la fine dell'isolamento economico statunitense e alla conclusione di tale conferenza gli Stati Uniti posero le basi per la creazione di  tre nuove istituzioni internazionali destinate a controllare i pagamenti internazionali, il commercio e i movimenti di capitali. Si tratta del fondo monetario internazionale (FMI), l'organizzazione internazionale per il commercio (ITO) e la banca mondiale (BIRS).   

Le tre organizzazioni si basavano tutte sul postulato del libero commercio senza discriminazioni e sul principio del libero mercato. Nel 1945 viene istituita l'Organizzazione Nazionale delle Nazioni Unite (ONU) con lo scopo di mantenere la pace, la cooperazione economica, sociale e culturale tra i popoli. Nel 1947 nasce il Gatt, un'organizzazione internazionale associata alle Nazioni Unite il cui scopo istituzionale è stato quello di ridurre le tariffe doganali e di eliminare le barriere al commercio internazionale. Nel 1948 viene istituita a Parigi l'Oece, Organizzazione di cooperazione economica, per coordinare l'attuazione del piano Marshall e in risposta all'Oece nacque nel 1949 il Comecon che agevolava lo scambio commerciale tra i Paesi comunisti. Nel 1961 fu istituita a Parigi l'Ocse ed oltre ai Paesi dell'Oece vi aderirono Usa, Australia, Canada, Giappone e Nuova Zelanda per intensificare lo sviluppo economico e i rapporti commerciali tra i Paesi membri.    

Per scongiurare il rischio del nazionalismo economico il primo passo fu la creazione in Europa occidentale della Comunità europea del carbone (Ceca) che spianò la strada per la nascita della Cee nel 1957. La nascita dell'Unione Monetaria Europea e della sua moneta, l'euro, rappresenta un tentativo di unione di culture e civiltà differenti attraverso la moneta e non le armi o il predominio politico. Nel 1995 la World Trade Organization (WTO), che sta anche per Organizzazione mondiale per il commercio (OMC), sostituisce il Gatt.  Il Wto è l'organismo preposto a dirimere le questioni giuridiche tra le nazioni nell'ambito del commercio ed è la sede ufficiale delle trattative mondiali. Il suo principale obiettivo è quello di favorire gli scambi occupandosi del controllo delle regole del commercio mondiale. Un altro evento importante è il World Economic Forum (WEF), meeting annuale tra uomini di affari, politici ed esperti accademici in ogni campo che è divenuto una importante forza di indirizzo allo sviluppo economico mondiale delle imprese. Il centro della politica economica del XX secolo è stata la dicotomia tra l'economia di mercato e quella pianificata solitamente riassunta nella contrapposizione capitalismo/socialismo. Con la caduta del muro di Berlino nel 1989, l'intero Est europeo, Russia inclusa, ha iniziato una difficile riconversione al modello capitalista.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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