DISTINZIONI
TRA
STATO
FEDERALE
E
STATO
UNITARIO
Sovranità:
essa
fu
definita
come
la
“competenza
delle
competenze”,
questo
concetto
è
d’uso
strettamente
politico
e
si
presta
a
numerose
interpretazioni.
Nelle
Federazioni
esistono
principalmente
due
correnti
di
pensiero
antitetiche,
la
prima
legata
a
Locke
afferma
che
gli
stati
federali
non
si
discostano
molto
da
quelli
unitari,
quindi
i
limiti
federali
non
sono
così
marcati
e
forti,
la
seconda
legata
a
Hobbes
sostiene
che
gli
stati
sono
sovrani
e
quindi
i
limiti
federali
siano
molto
rigidi
e
invalicabili.
Entrambi
i
concetti
si
piegano
a
favore
dell’interpretazione.
-
Quando
esse
nascono
da
aggregazioni
di
Stati
indipendenti,
gli
stati
coinvolti
in
queste
unioni
limitano
mettendo
per
iscritto
le
competenze
statuali
e
tenendo
per
se
stessi
i
poteri
residuali,
-
Quando,
invece,
nascono
da
un
evento
contrario,
ovvero
dal
disfacimento
di
uno
Stato
più
grande
(es.
Belgio),
l’iter
si
capovolge.
Particolare
attenzione
va
posta
su
una
differenza
sostanziale,
quella
che
interviene
tra
Stati
federali
e
Confederazioni
di
Stati,
infatti,
nella
prima
si
attua
l’entità
più
decentrata
che
possa
esistere,
mentre
la
seconda
si
basa
su
un
sistema
di
rapporti
tra
stati
basati
sulla
loro
autonomia
reciproca.
Il
trend
attuale
rivela
un
movimento
da
stato
centrale
a
stato
federale,
attuando
così
il
decentramento
dello
Stato,
mentre
negli
stati
federali
si
sta
assistendo
ad
un
movimento
inverso,
che
sta
portando
all’accentramento
del
potere.
L’evoluzione
del
pensiero
e
della
situazione
politica
hanno
portato
dal
federalismo
dualistico,
dove
si
attua
una
convivenza
tra
sovranità
centrale
e
periferica,
al
federalismo
cooperativo,
dove
potere
centrale
e
periferico
hanno
natura
sussidiaria.
-
In
primavera
si
svolgono
le
Primarie
-
In
estate
si
svolgono
le
Convenzioni
Nazionali
-
In
autunno
si
svolge
la
scelta
dei
grandi
elettori
-
In
inverno
prendono
luogo
le
elezioni
del
Presidente
Nelle
Primarie
i
cittadini
votano
per
la
scelta
delle
persone
che
dovranno
assumere
le
cariche,
queste
sono
definite
Primarie
dirette.
Esse
tolgono
potere
ai
partiti
ma
lo
trasferiscono
a
chi
ha
più
fondi
da
investire
e
riesce
ad
essere
più
presente
sui
mas
media,
da
ciò
si
evince
che
il
sistema
statunitense
focalizza
principalmente
la
sua
attenzione
sull’immagine
del
candidato.
In
alcuni
stati,
contrariamente
al
pensiero
comune,
vi
è
ancora
un
sistema
particolare
detto
Cocus,
sistema
che
si
distacca
dal
sistema
delle
Primarie,
poiché
qui
il
candidato
è
eletto
dalla
delegazione
di
partito
e
quindi
esso
prevale
sull’aspetto
finanziario
del
singolo
candidato.
Il
sistema
del
Cocus,
però,
ha
appesantito
ulteriormente
l’elezione
del
presidente,
perché
grazie
a
questo
sistema
non
si
può
attuare
una
sola
ed
unica
primaria
in
tutto
il
Paese.
Le
primarie
sono
regolate
da
leggi
che
variano
da
stato
a
stato,
inoltre
non
esistono
tesseramenti
a
partiti,
in
quanto
ritenuto
un
sistema
troppo
“sovietico”
di
fare
politica.
Questa
particolarità
si
conserva
solo
sulla
carta,
in
quanto
se
un
cittadino
vota
per
un
determinato
partito
è
come
se
risultasse
tesserato
presso
lo
stesso,
quindi
da
un
apparenza
in
cui
nessuno
è
tesserato
si
scopre
che
in
realtà
chiunque
voti
fa
parte
delle
file
del
partito
prescelto.
Nelle
Primarie
si
scelgono
esclusivamente
i
candidati
che
diventeranno
i
propri
rappresentanti
per
il
voto
del
Presidente.
Altra
peculiarità
americana
consiste
nelle
strutture
di
voto,
infatti,
per
esprimere
la
propria
preferenza
non
ci
si
reca
in
strutture
pubbliche,
ma
in
strutture
private
messe
a
disposizione
dalla
cittadinanza,
a
rendere
ancora
più
eccezionale
questo
fatto,
va
aggiunto
che
in
taluni
stati
al
votante
non
sia
richiesto
nemmeno
il
documento
di
identità.
-Primarie
chiuse
Quando
ci
si
reca
ad
iscriversi
nelle
liste
è
richiesto
al
sottoscrivente
a
quale
partito
intenda
dare
il
voto
e
a
quale
partito
abbia
votato
in
precedenza,
se
i
due
partiti
non
dovessero
coincidere,
al
cittadino
potrebbe
essere
chiesto
di
effettuare
un
giuramento
nel
quale
si
affermi
di
non
cambiare
partito
e
votare
il
medesimo
delle
votazioni
precedenti.
-Primarie
aperte
In
questo
caso
al
cittadino
non
è
chiesto
nulla
e
gli
viene
consegnata
una
scheda
sulla
quale
dovrà
apporre
il
suo
voto.
Questo
sistema,
in
ogni
caso,
rimane
poco
gradito
alla
classe
politica
di
oltre
oceano,
poiché
in
questa
maniera
si
potrebbero
verificare
spostamenti
di
voto
da
uno
schieramento
ad
un
altro.
Convenzione
nazionale:
rappresenta
i
congressi
dei
due
partiti
a
maggior
rilevanza
nazionale
e
consistono
in
feste
sulla
falsa
riga
del
carnevale
o
del
“circo”,
che
traducono
in
spettacolo
la
presenza
del
candidato.
Da
questi
“carnival”
esce
un
Ticket,
in
altre
parole
l’abbinata
di
un
candidato
alla
vice-presidenza
con
uno
alla
presidenza.
Inoltre
viene
presentato
il
programma
di
partito
che
dà
il
là
al
programma
del
candidato
premier.
A
questo
proposito
bisogna
chiarire
che
i
partiti
statunitensi
sono
sì
forti
nella
forma,
ma
deboli
nei
contenuti,
si
potrebbero
quasi
paragonare
a
galassie
nelle
quali
i
candidati
hanno
molte
libertà,
ma
al
tempo
stesso
moderati
e
influenzati
dalle
Lobbies.
Esse
sono
gruppi
di
pressione
diverse
dai
partiti,
che
difendono
interessi
comuni
(dall’inglese
lobby
=
corridoio).
Questa
smodata
libertà
porta
sia
i
votanti
sia
i
votati
a
non
avere
ideologie
ferree,
basando
il
sistema
quasi
interamente
sui
sondaggi.
Il
presidente
deve
essere
in
possesso
di
determinate
doti
tra
le
quali:
essere
nato
in
America
ed
avere
superato
il
35°
anno
d’età,
inoltre
è
richiesta
un’esperienza
politica,
come
per
es.
essere
stato
governatore
di
uno
stato.
La
politica
estera
rimane
materia
per
lo
più
oscura
ai
governatori,
quindi
di
lei
se
ne
occupano
i
senatori.
Questi
rimangono
in
carica
per
sei
anni
e
spesse
volte,
grazie
a
questa
loro
dimestichezza
con
gli
affari
esteri,
vengono
preferiti
ai
governatori
per
ricoprire
la
carica
di
presidente.
Il
presidente
può
rimanere
in
carica
per
due
mandati
della
durata
ciascuno
di
quattro
anni,
con
un'unica
eccezione:
se
il
presidente
in
carica
dovesse
morire
gli
subentrerebbe
il
vice-presidente,
che
porterebbe
a
termine
il
normale
corso
della
presidenza.
Allo
scadere
di
tale
periodo
egli
potrebbe
essere
eletto
per
altre
due
volte,
portando
il
totale
a
tre.
Già
nel
1946
venne
approvata
una
legge
inerente
alla
limitazione
delle
lobbies,
che
prevedeva
per
le
medesime
anche
un
finanziamento.
I
finanziamenti
ai
partiti
derivano
sia
da
matrice
privata
sia
da
matrice
pubblica,
si
può
accedere
ai
secondi
solo
se
i
primi
sono
troppo
bassi.
Spoil
System:
sistema
attuato
in
USA
che
sancisce
che
il
partito
che
arriva
al
potere
prende
tutto
ed
attua
il
nepotismo.
Il
presidente
è
scelto
dai
grandi
elettori,
in
carica
grazie
al
voto
popolare,
questo
sistema
elettorale
avvantaggia
i
piccoli
stati,
in
quanto
è
fondato
sul
sistema
maggioritario,
ovvero
se
in
uno
stato
vince
un
partito
di
un
solo
voto,
quello
stato
sarà
considerato
a
tutti
gli
effetti
di
quel
partito.
Ciò
si
rispecchia
nel
sistema
“the
winner
take
all”.
Essendo
qui
presente
questo
sistema
elettorale,
anche
chi
perde
può
vincere,
infatti,
chi
riceve
più
voti
dal
popolo
non
è
detto
che
vinca.
Esempio:
di
10
stati
il
candidato
X
ne
conquista
6
con
il
51%
e
il
candidato
Y
ne
prende
4
con
il
90%.
Nel
primo
caso
sono
piccoli
stati,
scarsamente
abitati
quindi,
in
via
teorica,
se
ogni
piccolo
stato
è
abitato
da
100
persone,
lui
prenderà
51
voti
per
6,
quindi:
306.
Il
candidato
Y,
votato
in
stati
più
grandi,
abitati
da
1000
persone,
prenderà
in
quei
4
stati
3600
voti.
Soffermandoci
sulla
somma
dei
voti,
si
noterà
che
X
ne
avrà
ottenuti
706
e
Y
ne
avrà
ottenuti
3894.
Ad
una
prima
occhiata
si
potrebbe
sostenere
che
Y
ha
battuto
X.
Errore:
il
vincitore
sarà
X,
in
quanto
avrà
ottenuto
6
stati
su
10.
Per
il
presidente
si
vota
a
Novembre,
perché
gli
USA
furono
una
nazione
principalmente
agricola
ed
il
mese
che
comportava
meno
lavoro
nei
campi
era
proprio
questo.
Inoltre
le
votazioni
si
attuano
il
martedì,
in
quanto
le
distanze
negli
Stati
Uniti
sono
tutt’
oggi
enormi
e
ancor
più
un
tempo,
quindi
si
doveva
partire
per
esprimere
il
voto
alcuni
giorni
prima
e
se
essa
si
fosse
tenuta
la
domenica
o
il
lunedì
in
molti
avrebbero
perso
la
funzione
religiosa.
Vicepresidente:
un
tempo
si
votava
anche
per
questa
figura,
ma
questa
situazione
portava
a
svolgimenti
elettorali
anomali.
Le
commissioni
parlamentari
sono
molto
importanti
come
le
lobbies,
che
in
un
sistema
a
partiti
deboli
risultano
essere
di
strategica
importanza.
Nel
Congresso
solo
la
prima
camera
può
modificare
la
finanziaria,
anche
se
il
trend
attuale
sta
conducendo
ad
una
divisione
dei
poteri,
quindi
sta
divenendo
lo
strumento
attraverso
cui
le
leggi
vengono
strutturate.
La
seconda
camera
rielabora
e
rivede
le
leggi,focalizzando
la
sua
attenzione
sui
problemi
politici.
Se
le
camere
si
accordano
al
Presidente
arriva
un
Bill,
un
progetto,
che
solo
in
seguito
si
tramuterà
in
Law.
La
prassi
stabilisce
che
sia
che
il
Presidente
avalli
o
non
faccia
niente
il
Bill
diventa
Law,
altrimenti
può
applicare
il
veto,
esso
per
essere
superato
il
Senato
deve
ottenere
la
maggioranza
dei
2/3,
quindi
i
due
partiti
si
devono
alleare,
situazione
rarissima.
Pocket
veto:
ovvero
il
caso
in
cui
il
veto
è
totale
ed
intoccabile.
Il
veto
nacque
con
Waschington,
ma
si
afferma
sotto
Jefferson,
che
lo
usò
sette
volte,
solo
Johnson,
presidente
sottoposto
ad
impichment,
se
ne
servì
ben
quindici
volte,
ma
in
nove
occasioni
gli
venne
respinto.
Roosvelt
se
ne
servirà
oltre
300
volte
per
tentare
una
riforma
sociale.
L’uso
del
veto
è
sintomatico
della
debolezza
di
un
Presidente
nei
confronti
del
Congresso.
