TESINA:
STATO E GLOBALIZZAZIONE |
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PRIMA
PARTE
-
Costituzione:
non
è
solo
insieme
di
regole
scritte,
vi
è
gran
dubbio
su
cosa
sia
realmente
e
a
tuttora
vi
è
diatriba
se
l’Europa
può
averne
una.
Secondo
molti
non
esiste
un
“popolo
europeo”
perché
non
c’è
un
nucleo
aggregante.
L’Unione
europea
nasce
per
motivi
strategici,
essendo
al
centro
tra
USA
e
URSS.
Il
ruolo
di
terzo
polo
mondiale
indipendente
fallisce
nei
fatti
per
la
veemente
opposizione
francese.
La
costituzione
è
lo
scheletro
dello
stato,
le
leggi
sulla
cittadinanza
hanno
valore
costituzionale
(o
formale).
Le
leggi
elettorali
non
sono
a
rilevanza
costituzionale
(eccetto
che
in
alcuni
sistemi
semipresidenziali),
esse
sono
un
elemento
primario
che
influisce
sui
partiti,
i
quali
hanno
una
grande
importanza,
specialmente
in
un
sistema
di
tipo
USA.
Qui
ci
sono
le
elezioni
primarie
chiuse,
dove
si
chiede
all’elettore
a
quale
partito
appartenga,
specialmente
per
questo
fatto
esse
hanno
rilevanza
costituzionale.
In
questa
ottica,
i
regolamenti
parlamentari
sono
a
rilevanza
costituzionale
in
quasi
tutti
i
sistemi,
eccezion
fatta
per
la
4°
Repubblica
francese.
Globalizzazione:
indipendenza
e
omologazione
tra
i
diversi
stati.
Distinzioni
che
intercorrono
tra
modifica
leggi
e
modifica
della
costituzione.
Lo
stato
di
diritto
è
basato
sulle
costituzioni
e
per
questo
occorrono
metodi
che
le
tutelino,
quindi
non
possono
essere
modificate
tramite
un
iter
normale
e
facilmente
attuabile.
Per
Kaiser
occorrono
almeno
i
2/3
che
votino
per
cambiare.
All’interno
delle
costituzioni
vi
sono
norme
programmatiche
(esse
non
esistevano
nell
‘800)
e
norme
precettizie.
Le
costituzioni
socialiste
erano
di
bilancio,
perché,
secondo
l’ideologia
marxista,
le
norme
sociali
erano
sovrastruttura
subordinata
alle
conquiste.
Costituzioni
brevi:
erano
quelle
dell’antichità
(es.
la
costituzione
degli
Stati
Uniti
era
composta
di
solo
sette
articoli
quando
uscì
dalla
convention
di
Philadelphia)
Costituzioni
lunghe:
esse
sono
considerate
moderne,
la
prima
ad
essere
stimata
per
“contemporanea”
fu
quella
che
venne
stesa
in
Francia
dopo
la
rivoluzione,
che
influenzò
in
maniera
profonda
quella
Americana
che
venne
riredatta
e
ampliata.
In
quest’ultima
i
rapporti
tra
centro
e
periferia
erano
rozzi
e
scarni,
questa
situazione
ha
lasciato
molto
spazio
all’interpretazione
delle
norme,
che
in
epoche
diverse
sono
state
interpretate
in
maniere
diverse.
Questo
per
quanto
riguarda
le
costituzioni
scritte,
ma
in
alcuni
paesi
la
costituzione
non
è
scritta
(es.
Inghilterra)
ed
il
sistema
dello
stato
è
basato
esclusivamente
sulla
consuetudine,
che
si
basa
a
sua
volta
sull’Opinio
iuris
e
sui
comportamenti
ripetuti.
La
consuetudine
si
dirama
in
altre
due
direzioni:
a)
consuetudine
secundum
legem,
dove
la
legge
viene
assecondata
ed
interpretata
in
maniera
positiva.
b)
consuetudine
contra
legem,
che
si
pone
in
netto
contrasto
rispetto
alla
legge
modificandola.
Ad
opporsi
alla
consuetudine
vi
è
la
desuetudine,
che
fa
cessare
l’applicazione
delle
norme.
Definizione
di
Stato:
organizzazione
giuridica
di
un
Popolo
sito
all’interno
di
un
territorio.
Forma
di
governo:
dipende
dalla
forma
di
stato
e
dai
rapporti
che
intercorrono
tra
gli
elementi
costitutivi
dello
stato
medesimo.
Nei
paesi
socialisti
vi
è
sempre
stata
una
certa
ritrosia
nel
dividere
i
poteri,
nella
forma
di
stato
attuata
dalla
Francia,
invece,
si
tende
a
fondere
forma
di
stato
e
forma
di
governo.
Le
prime
forme
di
Stato
a
vedere
la
luce
sono
quella
Prestatale
seguita
da
quella
Socialista
e
da
quella
Sociale.
Lo
Stato
è
un
soggetto
politico
(politicità
è
il
fine
di
perseguire
una
finalità),
eccezion
fatta
per
quelli
prestatali
che
non
godevano
di
questo
status,
anche
l’Europa,
ai
suoi
albori,
era
priva
di
politicità.
L’idea
di
Stato
nasce
già
dai
tempi
di
Macchiavelli,
in
precedenza
dominava
il
sistema
medioevale,
basato
essenzialmente
sul
commercio.
In
quest’evoluzione
che
ci
ha
condotti
allo
stato
moderno,
lo
Stato
veniva
identificato
con
il
sovrano
(Luigi
14°
arrivò
ad
affermare
“lo
Stato
sono
io”).
Quest’idea,
però,
sarà
ben
presto
scalzata
dalla
consapevolezza
che
il
sovrano
non
è
super
legem
e
quindi
fa
parte
dello
Stato.
In
questo
panorama
si
possono
collocare
due
forme
di
Stato
antitetiche
tra
loro:
a)lo
Stato
Liberale,
in
cui
il
governo
non
interviene,
se
non
per
porre
semplici
freni,
nell’economia,
esso
ha
all’apparenza
fini
negativi
poiché
non
essendoci
limitazioni
nei
commerci
e
calmieri
dei
prezzi
si
favorisce
sì
la
libera
iniziativa,
ma
si
vanno
a
penalizzare
le
fasce
di
popolazione
più
deboli.
b)lo
Stato
Totalitario,
che
ha
come
massimo
scopo
il
raggiungimento
del
benessere
diffuso,
anche
se
per
ottenerlo
deve
attuare
politiche
conservativiste
e
limitative,
anche
nell’ambito
sociale.
MONARCHIA
E
REPUBBLICA
Monarchia:
deriva
dal
greco
e
significa
“potere
al
singolo”.
Repubblica:
termine
che
assunse
come
primo
significato
quello
di
Stato,
poiché
derivante
dal
latino
“res
publicae”
(cosa
della
collettività).
Oggi
è
interpretato
in
maniera
diametralmente
opposta
a
monarchia,
quindi
potere
alla
massa.
Essa
si
può
distinguere
in
democratica,
quando
il
potere
è
in
mano
al
popolo
e
oligarchica,
se
il
potere
è
retto
da
una
ristretta
elite.
All’attuale
stato
dei
fatti
i
concetti
di
repubblica
e
Monarchia
sono
molto
vicini
tra
di
loro
a
tal
punto
da
rendere
labile
il
loro
confine.
Per
tentare
di
separarli
in
maniera
soddisfacente
non
rimane
che
l’analisi
dei
loro
elementi
costitutivi.
A
tal
proposito
si
analizzi
la
figura
del
Monarca
e
quella
del
Capo
dello
Stato.
Queste
due
figure
si
avvicinano
notevolmente,
ma
se
il
primo
non
ha
limiti
temporali
nel
suo
governo
(affermazione
parzialmente
errata,
in
quanto
esistono
eccezioni
dove
il
monarca
è
eletto
per
un
periodo
determinato),
il
secondo
si
ritrova
in
una
situazione
di
governo
ben
scandita
da
una
fine
ben
prefissata.
La
monarchia
è
considerata
un
sistema
di
governo
che
ha
fallito
pressoché
in
tutto
il
mondo,
anche
se
con
delle
eccezioni
rappresentate
da
quelle
società
consenzienti,
che
per
un
insieme
di
motivi
hanno
deciso
di
mantenere,
anche
se
in
via
del
tutto
formale,
la
monarchia
all’interno
del
loro
ordinamento.
Per
es.
in
Inghilterrra
la
famiglia
reale
rappresenta
più
un
richiamo
turistico
che
non
una
vera
e
propria
forma
di
governo,
in
altri
casi,
come
in
Belgio,
essa
fu
imposta
dal
Generale
Franco
alla
fine
della
sua
dittatura
come
traghetto
verso
la
democrazia,
ma
non
è
mai
riuscita
ad
attecchire,
per
contro
in
Belgio
è
la
monarchia
ad
essere
considerata
vero
e
proprio
centro
d’attrazione
contro
le
forze
centripete,
che
tenderebbero
a
smembrare
lo
Stato.
a)
Monarchia
assoluta:
il
capo
dello
stato
è
plenipotenziario.
b)
Monarchia
limitata:
esiste
un
limite
ai
poteri
del
sovrano
costituito
dal
parlamento
c)
Monarchia
costituzionale:
dove
entrambi
i
poteri
hanno
sfere
diverse
di
applicazione.
A
sua
volta
essa
si
biseca
in:
1)
Monarchi
a
costituzionale
pura,
dove
il
potere
è
in
mano
al
capo
dello
stato,
2)
Monarchia
costituzionale
parlamentare,
qui
il
potere
è
del
parlamento,
questo
sistema
fu
introdotto
per
la
prima
volta
nel
1782.

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