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SIMPOSIO DEI PRIMATI ORTODOSSI AD ISTANBUL

Ascolta il servizio di Amedeo Lomonaco 

Ascolta l'intervista con mons. Luigi Padovese

Radio Vaticana, 10 ottobre 2008

Ad Istanbul il Simposio dei primati delle Chiese ortodosse. A rappresentare il Papa, il cardinale Cordero Lanza di Montezemolo

In Turchia si compie oggi un altro importante passo nel cammino ecumenico: ad Istanbul si apre, infatti, nella chiesa patriarcale di San Giorgio, il Simposio dei primati delle Chiese ortodosse nel mondo, invitati dal Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, per celebrare insieme l’Anno Paolino. All’incontro partecipa una delegazione cattolica e, in rappresentanza di Benedetto XVI, il cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, arciprete della Basilica di San Paolo fuori le Mura. Il servizio di Amedeo Lomonaco

Il Simposio di Istanbul, convocato nel nome dell’Apostolo Paolo, può contribuire al riavvicinamento delle Chiese ortodosse. E’ quanto sottolinea il presidente della Conferenza episcopale turca, mons. Luigi Padovese, che fa parte della delegazione cattolica invitata all’assemblea. Il vicario apostolico dell’Anatolia sottolinea, in particolare, l’importanza della presenza ad Istanbul del Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, Alessio II. La figura di San Paolo, definito dal Papa “itinerante ambasciatore di Cristo” ed “evangelizzatore di popoli e culture”, diventa poi un nuovo simbolo di unione nel variegato mosaico ecumenico. L’assemblea di Istanbul – aggiunge infatti mons. Luigi Padovese - può avere “influssi positivi” anche per il dialogo tra cattolici e ortodossi. Tra i recenti capitoli di questo dialogo, si inserisce la presenza, lo scorso 28 giugno, di Bartolomeo I nella Basilica Ostiense per concelebrare con Benedetto XVI i vespri solenni di apertura dell’Anno Paolino. La partecipazione al Simposio dei primati delle Chiese ortodosse del cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo in rappresentanza del Papa costituisce un’ulteriore pagina del dialogo ecumenico. Verso questa direzione si orienta anche il Simposio Paolino che sarà inaugurato domani pomeriggio, nella chiesa patriarcale di San Giorgio, da Bartolomeo I. Il seminario sull’Apostolo delle Genti proseguirà poi in altre località legate a San Paolo, tra cui Smirne, Efeso e le isole di Rodi e Creta.

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Radio Vaticana, 12 ottobre 2008

Tutti insieme nel nome di San Paolo: mons. Padovese sottolinea il valore ecumenico dell’incontro dei capi delle Chiese ortodosse conclusosi ad Istanbul

Oggi pomeriggio, all’indomani della chiusura ad Istanbul dell’Assemblea dei primati ortodossi, è prevista l’apertura di un “Simposio Paolino”, che proseguirà in altri luoghi legati alla vita e all’opera di San Paolo, come Smirne, Efeso e Antalya, per concludersi nell’isola di Creta. All’incontro dei primati delle Chiese ortodosse nel mondo invitati dal Patriarca ecumenico, Bartolomeo I, hanno partecipato anche rappresentanti cattolici. Tra questi, il cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, in rappresentanza del Papa, ed il presidente della Conferenza episcopale della Turchia, mons. Luigi Padovese, che al microfono di Amedeo Lomonaco sottolinea come dall’iniziativa dell’Anno Paolino, indetto da Benedetto XVI, siano scaturiti anche passi ecumenici:

R. - Non è rimasta un’iniziativa ristretta nell’ambito della Chiesa cattolica, ma ha avuto un allargamento che ci fa riconoscere tutti quanti in San Paolo. Questo, senza dubbio, è un passo molto positivo.
 
D. - Ed è da sottolineare, in particolare, la presenza del Patriarca Alessio II di Mosca, nonostante alcune divergenze avute con il Patriarcato ecumenico…
 
R. - Le divergenze passano in secondo piano, adesso, rispetto alla venerazione comune per la memoria dell’Apostolo Paolo. E anche questo mi sembra un passo significativo, quasi un miracolo che San Paolo sta facendo. Laddove non riusciamo, tante volte, ad andare avanti con il dialogo, ha forza il richiamo a questi testimoni della fede cristiana, nei quali ci ritroviamo tutti quanti. E il fatto di essere stati invitati con insistenza, mostra l’interesse che anche la Chiesa cattolica partecipi a questa iniziativa. Anche la Chiesa ortodossa ha partecipato all’apertura del nostro Simposio, che abbiamo iniziato a Tarso il 21 giugno di quest’anno. C’è dunque una condivisione delle gioie, nel nome dell’Apostolo Paolo.
 
D. - E poi l’incontro di Istanbul è anche l’occasione per dare nuova linfa al dialogo tra cattolici e ortodossi…
 
R. - Certamente. Penso, però, che nuova linfa verrà data soprattutto a livello di Chiese sorelle, al di là della nostra presenza: è quanto mai significativo che tutti Patriarchi si incontrino a Costantinopoli per questa celebrazione.
 
D. - Parliamo dei luoghi legati all’Apostolo delle Genti: nel nome di Paolo, quali frutti può portare questo cammino ecumenico alla comunità cristiana in Turchia?
 
R. - Paolo ha dovuto accettare la realtà di una Chiesa che si è espressa in un pluralismo di voci fin dall’inizio. Io credo che da Paolo ci possa venire anche questo stimolo: un invito a guardare al di là della nostra porta, a guardare alle ricchezze che tante tradizioni cristiane - soprattutto qui in Turchia - ancora presentano. E’ una sinfonia che dobbiamo ascoltare. L’invito è che l’anno di San Paolo porti ancora qui, in Turchia, tanti pellegrini come stiamo verificando fino ad adesso: il contatto con la terra di Paolo vale molto di più di tutte le parole, di tutto quello che si può leggere.

 

 

 

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