SIMPOSIO
ISLAMO-CRISTIANO (26/10/2008) |
Ascolta
l'intervista con padre Borrmans
Radio
Vaticana, 26 ottobre 2008
Dal
Simposio islamo-cristiano tenutosi ad Istanbul l'appello
ai fedeli delle due religioni a conoscersi e a rispettarsi
Si
è chiuso ieri sera ad Istanbul il sesto Simposio
islamo-cristiano incentrato sul tema “Rapporto tra
ragione e fede nell’islam e nel cristianesimo”,
organizzato dai frati cappuccini che lavorano in Turchia.
Il dibattito ha preso spunto dal discorso pronunciato nel
2006 da Benedetto XVI a Ratisbona e dalla lettera inviata
circa un anno fa al Santo Padre da 138 studiosi islamici.
Particolare rilievo è stato anche dato al rapporto tra
fede e ragione nelle due religioni. Su questa relazione si
sofferma, al microfono di Amedeo Lomonaco, il
teologo islamista padre Maurice Borrmans, che ha
partecipato al simposio tenutosi ad Istanbul:
R. – Da entrambe le parti le scuole teologiche hanno
sempre tentato di avviare una collaborazione tra fede e
ragione; da parte cattolica abbiamo sempre detto che la
filosofia era la ‘serva’ della teologia. Da parte
musulmana, è difficile parlare propriamente di teologia,
ma piuttosto di metafisica religiosa. E’ per questo che
nel mondo arabo si fa fatica, talvolta, ad avere un
vocabolario comune.
D. – Quale mediazione serve oggi per rispondere ad
una fede spesso in crisi e ad una ragione che molte volte
cede all’istinto?
R. – Nel leggere i Testi Sacri, soprattutto il
Corano, bisogna adeguarsi ai contesti storici. La ragione,
nell’interpretare il Testo Sacro oggetto della fede,
deve intervenire per aggiornare la comprensione del testo
e passare da un significato letterale ad uno simbolico o
ampliato.
D. – Ha generato frutti nel mondo islamico il
discorso del Papa a Ratisbona?
R. – Sì. La parte sostanziale della lezione
teologica di Ratisbona era indirizzata soprattutto ad un
mondo occidentale positivista. Un mondo che dimenticava
che la ragione deve anche porsi anche delle domande
metafisiche: il nostro destino umano è effimero nel tempo
biologico o supera i limiti della storia personale o
comunitaria?
D. – E nel mondo cattolico, quale contributo ha dato
la Lettera inviata al Papa dai 138 saggi islamici?
R. – In campo ecumenico è stata ricevuta ed
apprezzata. Da parte cattolica, la risposta positiva del
Papa tramite il cardinale Bertone ha fatto in modo che ci
sia stata una lettera del gruppo rappresentativo dei 138;
le tematiche della Lettera riguardano l’amore di Dio e
del prossimo, come base fondamentale dei monoteismi, e poi
la dignità dell’uomo in tale contesto, perché l’uomo
è capace di amare e, dunque, di essere amato.
D. – A quale sforzo, a quale cammino comune sono
chiamati oggi cristiani e musulmani per conoscersi e
rispettarsi?
R.
– Dobbiamo vedere come in ogni Paese il contesto
culturale e, talvolta il quadro politico, ci permettano, o
meno, di attuare questo piccolo sforzo per superare lo
scontro delle ignoranze. Cosi’ si può avviare una
interconoscenza per un rispetto reciproco.

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