
Una
cosa
è
certa:
la
globalizzazione
è
inarrestabile
e
non
è
nell'ordine
delle
cose
che
regredisca
spontaneamente,
né
che
sia
possibile
fermarla.
Non
è
altro
che
l'ultima
incarnazione
di
un
processo
storico
di
unificazione,
reso
inevitabile
dalla
naturale
propensione
degli
esseri
umani
a
viaggiare,
commerciare,
comunicare
liberamente.
Nel
passato
questa
propensione
si
è
spesso
tradotta
in
aggressioni
militari
e
nella
conseguente
creazione
di
sudditanze
politiche
ed
economiche.
Oggi
e
nel
futuro
la
natura
democratica
delle
nazioni
alla
guida
di
questo
processo,
l'attività
di
vigilanza
dell'opinione
pubblica
internazionale
e
di
indirizzo
delle
organizzazioni
sovranazionali
-
e
non
ultima
la
presa
d'atto
della
perniciosità
dei
conflitti
per
la
globalizzazione
stessa
-
ne
garantiscono
la
natura
pacifica
e
la
funzione
emancipatoria,
dal
punto
di
vista
politico
ed
economico.
Forte
della
sua
'verve'
di
grande
comunicatore,
Alessandro
Cecchi
Paone
articola
e
documenta
con
chiarezza
una
serie
di
punti
(dieci
per
la
precisione)
che
mettono
direttamente
a
confronto
la
globalizzazione
con
temi
quali
i
rischi
per
l'ambiente,
la
distribuzione
della
ricchezza,
il
multiculturalismo,
i
sistemi
democratici.
Affrontando
uno
per
uno
gli
stessi
argomenti
che
i
no
global
portano
a
dimostrazione
della
pericolosità
del
fenomeno,
questo
libro
è
una
voce
fuori
dal
coro
che
certamente
spingerà
più
d'uno
a
ripensare
sotto
nuova
luce
una
delle
questioni
più
controverse
del
nostro
secolo.
|

|
Dopo
i tanti che hanno cercato di illustrare i
molteplici effetti negativi della globalizzazione,
prima di tutti Klein con "No logo", sono
usciti quest'anno diversi saggi di autori italiani
che sostengono esattamente il contrario. "Global"
di Paolo Del Debbio, editorialista de "il
Giornale", pur non dimenticando gli effetti
negativi, considera che la globalizzazione è
prima di tutto un mezzo per accelerare la
produzione di beni, servizi e informazioni. |
"Sì
Global"
è
invece
il
libro
di
Alessandro
Cecchi
Paone
,
giornalista
televisivo
che
conduce
su
Rete4
"La
macchina
del
tempo".
Una
difesa
appassionata:
«La
globalizzazione
ha
fatto
aumentare
la
ricchezza
del
pianeta
e
ha
permesso
una
migliore
distribuzione
a
favore
dei
Paesi
più
poveri».
Se
vuoi commentare questa pagina utilizza il seguente modulo ricordandoti di inserire il tuo indirizzo di posta
elettronica per essere eventualmente contattato. Sono
molto graditi suggerimenti e precisazioni.