GIORNATA
MONDIALE DELL'OMS DEDICATA ALLA SICUREZZA
STRADALE (7/04/2004) |
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“L’incidente
non è fatalità”. E’ questo il tema dell’odierna
Giornata mondiale della salute dedicata alla sicurezza sulle
strade e volta a promuovere la prevenzione degli incidenti
che costituiscono, attualmente, l’11.ma causa di morte e
invalidità. Ogni anno gli infortuni stradali causano nel
mondo, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, la morte
di oltre 1.200.000 persone provocando, oltre al dramma
umano, un
costo complessivo, per l’economia mondiale, di circa 500
miliardi di dollari. Sui dati relativi agli incidenti
stradali in Europa, ascoltiamo il direttore tecnico
dell’Oms Europa, Roberto Bertollini intervistato da
Amedeo Lomonaco: |
R.
– Ci sono 127 mila morti l’anno, come se cadesse ogni
giorno un jumbo jet. Di questi, un terzo sono ragazzi tra
i 5 ed i 29 anni.
D.
– All’interno dell’Europa quali sono i Paesi più
colpiti?
R.
– I Paesi baltici, Lituani e Lettonia, ma anche la
Federazione Russa, la Moldavia. Tra i Paesi occidentali,
invece è la Grecia.
D.
– I fattori di rischio principali?
R.
– Il singolo fattore di rischio principale è la velocità,
a cui spesso si aggiunge anche la guida in stato di
ebbrezza o sotto l’influenza delle droghe. A questo
vanno poi aggiunti altri elementi come il non uso delle
cinture oppure il non uso del seggiolino per i bambini o
del casco per coloro che vanno in motocicletta; ed ancora
le condizioni di manutenzione della viabilità stessa ed
anche delle condizioni di contenimento della velocità
nelle aree urbane.
D.
– Quali allora le priorità per arginare questo
drammatico fenomeno?
R.
– Anzitutto è necessario cambiare la mentalità.
Bisogna cominciare a considerare gli incidenti un fatto
evitabile ed inaccettabile. Una volta fatto questo è
necessario intervenire nei vari settori. A questo vanno
aggiunte delle norme di controllo di comportamenti
pericolosi, che vanno però applicate in maniera rigida e
continuativa.
In
Italia, dove ogni anno sono circa 7500 le persone che
muoiono a causa di incidenti, si deve registrare,
recentemente, una progressiva diminuzione degli infortuni
stradali. Ma quali sono le cause di questa tendenza
positiva? Risponde il direttore del reparto di metodologie
e modelli biostatistici dell’Istituto Superiore di Sanità,
Franco Taggi:
R.
– Ultimamente abbiamo dei risultati piuttosto
confortanti indotti, verosimilmente, dalla patente a punti
e soprattutto dalla paura di perdere i punti. Bisognerebbe
in qualche modo, che alcuni comportamenti prendessero
corpo e vitalità non solo perché c’è una legge che
toglie i punti ma perché è il buon senso che lo
consiglia.
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Per
la Radio Vaticana, Amedeo Lomonaco (7/04/2004)

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