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LE
PRINCIPALI
SFIDE
ECONOMICHE
DELLA
GLOBALIZZAZIONE
(DI
R.
PETRELLA)
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-
PRIMA
PARTE
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Fonte:
www.attac.org
Comincerò
descrivendo
quel
che
è,
a
mio
avviso,
la
mondializzazione
attuale
(sezione1).
Analizzerò
le
sei
principali
sfide
economiche
che
pone
la
mondializzazione
attuale
(sezione
2).
Terminerò
esaminando
le
possibilità
concrete
di
azione
per
sormontare
le
sfide
e
promuovere
una
mondializzazione
diversa
dall'attuale
(sezione
3).
Come
avrete
notato,
ho
insistito
particolarmente
sull'aggettivo
attuale
perché
vorrei
prima
di
tutto
sbarazzarci
di
una
mistificazione
maggiore
intrattenuta
dai
gruppi
dominanti,
e
cioè
che
non
si
può
essere
contro
la
mondializzazione
poiché
essa
esiste
e
costituirebbe
un
fenomeno
inevitabile.
La
mondializzazione,
ha
affermato
Henry
Kissinger,
è
come
la
pioggia:
"è
possibile
evitare
la
pioggia?"
ha
esclamato!
Orbene,
questa
tesi
è
doppiamente
mistificatrice
:
da
un
lato,
essa
vuol
far
credere
che
la
mondializzazione
attuale
sarebbe
un
fenomeno
"naturale",
iscritto
nel
senso
"naturale"
della
storia.
Non
si
potrebbe
quindi
andare
contro
natura;
dall'altro
essa
stabilisce
una
relazione
falsa
facendo
credere
che
"essere
contro
la
mondializzazione
attuale
significa
essere
contro
la
mondializzazione".
In
realtà,
la
mondializzazione
attuale
non
è
e
non
sarà
la
sola
forma
possibile
di
mondializzazione.
L'opposizione
alla
mondializzazione
attuale
concerne
i
principi
fondatori,
le
finalità
e
le
modalità
dei
procedimenti
attuali
della
mondializzazione.
Ciascuno
di
noi
può
concepire
diversamente
la
mondializzazione.
Personalmente,
sono
favorevole
ad
una
mondializzazione
del
tutto
diversa
che
cercherò
di
esplicitare,
con
precisione,
nella
terza
sezione.
LA
DEFINIZIONE
DELLA
MONDIALIZZAZIONE
ATTUALE
Prima
definizione
Come
prima
approssimazione,
fondata
su
una
"fotografia"
che
sia
la
più
fedele
possibile
(secondo
i
miei
"punti
di
vista")
dei
fatti
osservabili,
si
può
dire
che
la
mondializzazione
attuale
è
l'insieme
dei
procedimenti
che
permettono
di
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produrre,
distribuire
e
consumare
beni
e
servizi
partendo
da
strutture
di
valorizzazione
dei
fattori
di
produzione
materiali
e
immateriali
organizzati
su
basi
mondiali,
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per
mercati
mondiali
regolati
da
norme
e
standard
mondiali,
|
 |
da
organizzazioni
nate
o
che
agiscono
su
basi
mondiali
con
una
cultura
che
si
vuole
mondializzante
ed
obbediente
a
strategie
mondiali,
|
 |
di
cui
è
difficile
identificare
una
sola
territorialità
(giuridica,
economica,
tecnologica)
per
via
delle
molteplici
forme
-
evolutive
-
dei
legami,
d'integrazione
e
di
alleanze
a
rete
che
esse
stabiliscono
fra
loro.
|
Seconda
definizione
Con
un
approccio
che
vada
al
di
là
dell'osservazione
"fotografica"
si
può
arricchire
-
rendendola
un
po'
più
"vera"
e
vicina
alla
realtà
dinamica
-
la
descrizione
di
quel
che
è
la
mondializzazione
attuale,
dicendo
che
essa
è
un
insieme
di
principi
ideologici,
di
concezioni
teoriche
e
d'istituzioni
e
meccanismi
(tali
quali
l'Organizzazione
Mondiale
del
Commercio,
il
Fondo
Monetario
internazionale,
la
Banca
mondiale,
…)
fondato
sul
primato
di
tre
poteri:
 |
il
potere
del
MERCATO,
rappresentato
dal
fatto
che
il
mercato
è
considerato
come
il
dispositivo
principale
per
la
regolazione
efficace
dell'attribuzione
delle
risorse
disponibili
locali
e
mondiali
|
 |
il
potere
dell'IMPRESA,
dovuto
al
fatto
che
essa
è
innalzata
al
rango
di
attore
n°
1
che
dispone
del
dominio
del
campo
produttivo
e
ha
quindi
la
responsabilità
del
benessere
economico
e
sociale
della
popolazione
|
 |
il
potere
del
CAPITALE,
che
è
attribuito
a
quest'ultimo
dal
fatto
che
esso
è
considerato
come
il
parametro
di
definizione
del
valore,
il
che
dà
all'obbiettivo
di
massimizzazione
del
profitto
del
capitale
lo
statuto
di
obbiettivo
prioritario.
|
Questi
tre
poteri
trovano
la
loro
LEGITTIMITA'
unicamente
nel
fatto
che
la
loro
funzione
è
di
essere
al
servizio
della
massimizzazione
dell'utilità
individuale
degli
agenti
"economici"
(il
produttore,
il
consumatore,
l'azionista),
e
nella
giustificazione
che
danno
alla
lotta
per
la
sopravvivenza
tra
interessi
individuali
conflittuali
(da
cui
il
principio
di
COMPETITIVITA'
grazie
all'uso
della
SCIENZA
E
DELLA
TECNOLOGIA
in
una
logica
di
sostituzione
dei
procedimenti,
dei
prodotti
e
dei
servizi
esistenti).
Terza
definizione
I
principi
ideologici,
le
concezioni
teoriche
e
le
istituzioni
ed
i
meccanismi
messi
in
opera,
che
abbiamo
rapidamente
menzionati
e
di
cui
si
tratterà
nella
sezione
2,
mostrano
che,
in
ultima
analisi,
la
mondializzazione
attuale
può
essere
considerata
soprattutto
come
la
narrazione
del
mondo
e
della
società
oggi
dominante,
sviluppata
e
diffusa
da
una
nuova
classe
tecnico-scientifico-capitalista
mondiale
che
si
è
imposta
a
partire
dagli
anni
'70
come
la
classe
"proprietaria"
dei
sapere
e
dei
mezzi
di
potere
finanziario,
grazie
al
congiungimento,
tra
gli
altri,
di
quattro
fenomeni
maggiori,
e
cioè:
 |
la
tecno-scientificazione
e
la
smaterializzazione
dell'economia
e
della
condizione
umana
sotto
l'effetto,
tra
l'altro,
della
"rivoluzione"
delle
tecnologie
dell'informazione
e
della
comunicazione,
che
ha
accelerato
la
finanziarizzazione
dell'economia
|
 |
la
crisi
di
saturazione
dell'economia
occidentale,
che
ha
favorito
e
giustificato
l'affermazione
dei
"tre
poteri"
di
qui
sopra
e
della
"Santa
Trinità"
(e
cioè
i
procedimenti
di
liberalizzazione,
di
deregolamentazione,
di
privatizzazione)
|
 |
la
perdita
di
credibilità
politica,
in
quanto
alternativa
possibile
ed
auspicabile
al
capitalismo
di
mercato
occidentale,
da
parte
del
"socialismo
detto
reale"
(il
comunismo
totalitario
militaro-burocratico
dell'Unione
Sovietica,
della
Cina,
…)
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 |
la
decolonizzazione
fallita,
tanto
dalle
classi
dirigenti
del
"Sud"
(le
cui
energie
e
competitività
sono
state
utilizzate
negli
ultimi
25
anni
per
installare
dei
regimi
dittatoriali
e
a
fomentare
guerre
di
potere
interne
agli
Stati),
che
da
quelle
del
"Nord"
(che,
man
mano
che
svaniva
la
"minaccia"
dell'alternativa
sovietica
e
cinese,
hanno
lasciato
via
libera
agli
interessi
delle
forze
capitaliste
occidentali,
in
particolare
alla
potenze
militare,
tecnologica,
industriale
e
commerciale
degli
Stati
Uniti).
|
In
effetti,
questa
nuova
classe
mondiale
ha
trovato
nella
potenza
stato-militare
nazionale
degli
Stati
Uniti,
e
delle
loro
reti,
il
sostegno
politico-istituzionale
del
suo
dominio.
Non
è
puro
caso
se
questo
dominio
si
esprime,
tra
l'altro,
da
quindici
anni
a
questa
parte,
via
l'emergere
ed
il
consolidarsi
del
fatto
imperiale
americano.
Questa
mondializzazione
ha
sollevato
e
solleva
per
ogni
paese,
città,
regione
e
per
ogni
gruppo
sociale
organizzato,
sei
principali
sfide
economiche
che,
per
loro
natura,
sono
profondamente
"politiche".

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