da
"Le
Monde
Diplomatique",
maggio
2001
Da una decina d'anni,
la questione delle sette è passata in Europa dallo stadio di «inquietante
fenomeno sociale» a quello di «problema di ordine pubblico di primo piano». I
massacri provocati dall'Ordine del tempio solare nel 1994 e 1995, l'attacco al
gas nervino da parte della setta Aum nella metropolitana di Tokyo nel marzo
1995, il suicidio collettivo di Heaven's Gate a Los Angeles nel 1999 sono tutti
avvenimenti che hanno accelerato questa presa di coscienza.
La Francia, il
Belgio, la Spagna e la Germania hanno quindi rafforzato il proprio apparato
repressivo.
Tale scelta è
stata in genere operata dal legislatore dopo una serie di rapporti parlamentari
sulla pericolosità di alcuni gruppi e i metodi coercitivi e alienanti che essi
infliggono ai propri adepti. In prima linea in questa politica repressiva vi
sono la Francia e la Germania.
Un po' ovunque in Europa sono comparsi organismi incaricati di osservare il
fenomeno. In Francia, sono state votate nel 1996 una serie di leggi che, tra le
altre cose, assicurano una maggiore tutela alle persone più deboli. Il governo
di Lionel Jospin ha creato una Missione interministeriale di lotta alle sette (Mils),
presieduta da Alain Vivien.
In Germania, è
stata presa di mira soprattutto la Chiesa di Scientology. Già nel 1997, dopo
un'indagine dei servizi di polizia, il governo federale metteva in guardia la
popolazione sulla pericolosità di questa setta e il land di Baviera decideva di
escludere i suoi adepti dall'amministrazione pubblica.
Di fronte a questo irrigidimento europeo, tutti gli esperti del fenomeno
aspettavano la contro-offensiva delle multinazionali settarie, alcune delle
quali, soltanto in Francia, dispongono di entrate pari a diverse decine di
miliardi di lire.
E la contro-offensiva partiva effettivamente dagli Stati uniti
: il 27 gennaio 1997, Washington denunciava ufficialmente le misure prese dal
governo tedesco contro Scientology.
Alcuni giorni dopo, il Bureau for Democracy, Human Rights and Labor (Bdhrl -
Ufficio per la democrazia, i diritti umani e il lavoro) , agenzia del
dipartimento di stato, rendeva pubblico il suo rapporto sulla situazione dei
diritti umani nel mondo.
La Germania, messa pesantemente sotto accusa, compariva
accanto alla Cina sulla lista dei paesi che violano la libertà religiosa!
Questo rapporto sembrava arrivare al momento giusto per appoggiare la campagna
lanciata da Scientology contro la Germania, una campagna fatta di
manifestazioni, spazi pubblicitari sugli organi di stampa internazionali e un
ricorso presentato alla Commissione europea per i diritti umani.
Per «smorzare
i toni», nel marzo 1997 il dipartimento di stato emetteva un comunicato in cui
affermava: «Abbiamo criticato i tedeschi, ma ci dissociamo dalla campagna
lanciata da Scientology contro la Germania...». Era il minimo che potevano
sperare le autorità federali.
Nel 1998, mentre il Congresso americano votava una nuova legge sulla libertà
religiosa nel mondo (sull'uso di tale legge in Egitto, si legga l'articolo a
pag. 15), veniva costituito un nuovo dipartimento all'interno del Bdhrl:
l'Office of International Religious Freedom (Ufficio per la libertà religiosa
internazionale). La legge che ne decretava la nascita stabiliva anche che
sarebbe stato presieduto da un ambasciatore plenipotenziario, a cui venivano
affiancati cinque funzionari (officers) della segreteria di stato.
La
commissione dispone di un proprio agente in tutte le ambasciate americane. Primo
presidente di questa commissione veniva nominato Robert A. Seiple, un ex marine che ama ripetere: «I diritti umani sono universali perché
sono un dono di Dio! ». Sul Naples Daily News , quest'ultimo spiegava anche
come la fede l'avesse sostenuto nelle prove affrontate durante la sua esistenza,
soprattutto nelle trecento missioni di combattimento svolte come ufficiale dei
marines durante la guerra del Vietnam.
Ma Seiple non è stato scelto solo per le sue doti di monaco-soldato.
Per più di undici anni è stato a capo dell'associazione ultra-conservatrice
World Vision Inc., la più importante organizzazione evangelica del mondo, che
finanzia migliaia di progetti in entrambi gli emisferi e conta milioni di
adepti, dall'Asia all'America latina.
Nel primo rapporto della sua
commissione, pubblicato nel settembre 1998 , la Francia, la Germania, l'Austria
e il Belgio sono accusati di violare le libertà religiose. Il rapporto della
commissione di inchiesta parlamentare francese del 1995 è considerato una cieca
manovra persecutoria, e i deputati sono accusati di promuovere la segregazione
religiosa poiché hanno stilato una lista di associazioni innocenti, colpevoli
non di attività illecite, ma solo di professare il proprio credo.
Il 22 marzo 1999, durante un seminario dell'Ufficio per le istituzioni
democratiche e i diritti umani (Odhir), riunito a Vienna su invito
dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) , viene
violentemente attaccata la politica francese nei confronti delle sette.
Riprendendo e amplificando le accuse del dipartimento di stato, alcuni
diplomatici e senatori americani si trasformano in pubblici ministeri, fino a
sfiorare l'incidente diplomatico.
Lo stesso scenario si ripete a Washington di
fronte alla Commission on Security and Cooperation in Europe - struttura che
riunisce i rappresentanti americani dell'Organizzazione per la sicurezza e la
cooperazione in Europa (Osce). Tre testimoni, venuti a deporre, rivelano alcune
terribili verità: la Francia repubblicana si rifà al regime di Vichy, il primo
ministro è letteralmente intossicato dai movimenti anti-religiosi, alcuni
fedeli sono gettati in pasto al furore popolare, altri perdono il lavoro, vi
sono figli sequestrati ai genitori...
Pubblicato nel giugno 1999, il rapporto ufficiale dei senatori americani dà la
misura delle loro inquietudini riguardo al rispetto delle libertà fondamentali
in Europa . Il governo francese viene accusato di strumentalizzare la propria
amministrazione fiscale per trasformarla nel braccio armato di una nuova
inquisizione. Sia la Mils che il ministero degli esteri francese spiegano che
l'analisi delle strutture e dei flussi finanziari di Scientology dimostra che si
tratta di una vera e propria organizzazione a scopo di lucro, con profitti
colossali (elementi che giustificano pienamente le multe fiscali); e che il
rapporto dell'Assemblea nazionale è stato elaborato insieme a giuristi,
poliziotti specializzati, associazioni di comprovata utilità pubblica,
accademici... Tale rapporto segnala 180 associazioni che si definiscono
religiose, ma che ad uno studio più approfondito hanno mostrato il proprio
carattere totalitario e i metodi coercitivi esercitati sui propri adepti. La
maggior parte di tali associazioni hanno poi subito condanne in tribunale.
Chi controlla i controllori?
Gli organi istituzionali francesi tentano anche di correggere alcune patenti
falsità. Ad esempio: la Francia è accusata di non voler accordare lo status di
religione ad alcuni gruppi minoritari, quando invece, in virtù della legge del
1905 che afferma la separazione tra stato e chiese, non riconosce nessuna
religione.
Ma il dialogo si rivela infruttuoso. Il 9 settembre 1999, l'Ufficio per la
libertà religiosa internazionale pubblica un nuovo rapporto: un attacco ancora
più feroce contro i paesi europei. L'8 dicembre, il ministro degli esteri
francese Hubert Védrine scrive al suo omologo americano Madeleine Albright: «Quest'accusa
senza fondamento all'azione pubblica francese da parte della vostra
amministrazione, avanzata nello stesso momento in cui era in atto un dialogo tra
alti funzionari, getta seri dubbi sulla stessa proficuità di tale dialogo...».
Gli scambi diplomatici sulla questione vengono ufficialmente interrotti.
Da allora, non sono più ripresi. L'ultimo rapporto del dipartimento di stato
americano, pubblicato il 2 marzo scorso, menziona gli elementi positivi delle
leggi del 1901 e del 1905 e rettifica, sia pur senza ammetterli, vari errori, ma
mantiene un tono profondamente accusatorio.
La storia e la Costituzione americana non sono sufficienti a spiegare
l'ostinazione degli Stati uniti nel sostenere questi gruppi.
L'ufficio per la
libertà religiosa internazionale è, come abbiamo visto, una struttura del
Bdhrl, legata a sua volta al dipartimento di stato.
La Commissione per la libertà religiosa (Commission for Religious Freedom) è
stata invece creata, nell'ambito dell'Organizzazione per la sicurezza e la
cooperazione in Europa (Osce) da parlamentari americani.
Infine, esiste anche una terza struttura, legata direttamente alla Casa bianca:
la commissione degli Stati uniti per la libertà religiosa internazionale (United
States Commission for Religious Freedom).
Il suo direttore, Steven T. Mc Farland, afferma che una delle principali ragion
d'essere della commissione è quella di svolgere funzioni da «cane da guardia»
(watch dog) sull'operato delle altre due: «Noi controlliamo il lavoro delle
altre commissioni in modo che non si discostino dalla retta via...». Altrove,
di fronte ad una commissione incaricata di sorvegliare le commissioni che
vigilano sulle libertà religiose, si sarebbe parlato di retaggi dell'apparato
sovietico! Interrogato in proposito, Steve T. Mc Farland confessa di non aver
letto il rapporto dell'Assemblea nazionale francese. Poi precisa, come per
scusarsi, che non è in grado né di parlare né di leggere il francese. Lo
stesso vale per i rapporti della Mils, i comunicati del ministero degli esteri
francese e le note informative dell'ambasciata francese a Washington.
I vari
funzionari della commissione che è stato possibile contattare hanno affermato
di non aver letto questi documenti, nemmeno in versioni tradotte... Mc Farland
si giustifica garantendo che le informazioni trasmesse dalle agenzie dei servizi
segreti americani, l'ambasciata di Parigi, gli accademici e le Ong che si
lamentano dell'intolleranza del governo francese gli sembravano abbastanza
affidabili. Infine, quando gli mostriamo alcuni fax dell'ambasciata di Madrid
che dimostrano che il Bdhrl è intervenuto per rallentare l'istruttoria di un
giudice spagnolo contro Scientology, il funzionario preferisce non commentare.
I membri dei servizi segreti che informano le commissioni americane sono, per
definizione, impossibili da identificare. In compenso, l'ambasciata americana di
Parigi raccomanda sul suo sito web un avvocato, Kay Gaejens, noto membro di
Scientology.
E, d'altronde, ad
un convegno tenutosi nel febbraio scorso all'Assemblea nazionale francese sul
problema della manipolazione mentale, la stessa ambasciata americana si è
premunita di mandare due suoi membri, sia pur non invitati, insieme ad un
dirigente francese di Scientology.
Quanto alle testimonianze raccolte da queste commissioni, anch'esse sollevano
diversi interrogativi. La persona incaricata di moderare la discussione a
Vienna, nel marzo 1999, altri non era che Massimo Introvigne, sociologo
italiano, fondatore del Centro studi e documentazione sulle nuove religioni (Cesnur),
di osservanza cattolica integralista, strettamente legato alla setta neofascista
Tradizione Famiglia
Proprietà.
Collaboratore assiduo delle pubblicazioni di Scientology, Introvigne ha
testimoniato in favore della setta al tribunale di Lione nel processo istruito
dal giudice Georges Fenech.
L'avvocato francese Alain Garay, anch'egli invitato a Vienna, e in seguito a
Washington, difensore dei Testimoni di Geova è, tra l'altro, responsabile delle
loro questioni fiscali, oltre ad essere pure lui un habitué delle pubblicazioni
di Scientology. Altro personaggio chiave è Willy Fautré, presidente
dell'associazione belga Droit de l'homme sans frontière, il cui nome non deve
far pensare che essa sia riconosciuta dalla Federazione internazionale dei
diritti umani (Fidu).
Fautré è stato a
lungo corrispondente di News Network International, un importante gruppo di
stampa e lobbying evangelica americana, anti-abortista e ferocemente
anti-comunista. È anche membro della Federazione Helsinki per i diritti umani (Fhdu),
i cui rapporti sono stati citati a più riprese dalle commissioni americane. Si
dà il caso però che il corrispondente greco della Fhdu abbia partecipato ad
alcune pubblicazioni fatte da Scientology insieme ad altre sette, e che la
delegazione di Mosca abbia pubblicato un libro in collaborazione con Scientology.
Infine, tra le fila degli illustri testimoni delle violazioni della libertà
religiosa orchestrate dal governo francese c'è anche il sacerdote Louis Démeo,
dell'istituto teologico di Nîmes. Quest'istituto è affiliato al gruppo
evangelico della Greater Grace, con sede a Baltimora (Maryland), negli Stati
uniti. Un gruppo che conta più di tremila missioni in America latina, oltre a
varie centinaia di altre tra l'Africa e l'Europa dell'est.
L'Istituto
teologico di Nîmes svolge funzioni di scuola di formazione per i quadri
provenienti dall'Europa dell'est. La Greater Grace, i cui metodi sono stati
fortemente criticati persino negli Stati uniti, può essere definita un «compagno
di strada» di Scientology.
Stacy Brooks, presidente del Lisa Mc Pherson Trust , la principale associazione
americana di assistenza alle vittime di Scientology, è stata, per quindici
anni, anche lei un membro della setta.
Ha persino lavorato
come segretaria di David Miscavige, successore di Ron Hubbard e attuale guru di
Scientology. Si ricorda perfettamente del reverendo George
Robertson, leader
della Greater Grace: «È in stretti rapporti con i dirigenti di Scientology.
Quando la setta, per motivi di immagine, non può intervenire su alcune
questioni, chiede a Robertson di farlo al suo posto. È il loro principale
contatto nel movimento evangelico...».
È su sua
istigazione che la Greater Grace e Scientology sono riuscite, a colpi di
processi, a mandare in bancarotta la principale organizzazione di assistenza
alle vittime delle sette fondata negli anni '70: la Cult Awareness Network.
Salvo poi riacquistarla davanti all'equivalente americano di un tribunale di
commercio I legami tra Scientology e Moon Un altro elemento concorre a
spiegare l'influenza di Scientology e dei suoi adepti negli Stati uniti. Dal
1993, la potentissima amministrazione americana delle imposte sul reddito (Irs)
ha accordato alla setta lo status di religione a tutti gli effetti, esonerandola
dal pagamento delle tasse. Per venticinque anni, l'Irs si era sistematicamente
rifiutata di concedere alla setta gli esoneri fiscali di cui godono gli istituti
religiosi. E tutti i rifiuti erano stati confermati dai vari tribunali
americani, in particolare dalla Corte suprema.
Questo mutamento di
rotta dell'Irs ha permesso alla Chiesa di Scientology di risparmiare milioni di
dollari e, schiudendole le porte dell'amministrazione americana, le ha fornito
uno straordinario strumento di pubbliche relazioni.
I retroscena di questo ribaltamento sono stati svelati quattro anni dopo dal New
York Times. Scientology avrebbe condotto una vera e propria guerra contro
l'amministrazione fiscale. Una guerra portata ovviamente avanti a colpi di
processi (sono stati promossi più di 50 procedimenti giudiziari), ma anche
ingaggiando alcuni investigatori privati incaricati di indagare sulla vita
privata degli alti funzionari dell'Irs.
Uno di essi
rivelava al New York Times, nel marzo 1997, di aver lavorato diciotto mesi per
Scientology tra il 1990 e il 1992.
Dal suo ufficio nel Maryland, avrebbe raccolto informazioni sui responsabili che
mancavano alle riunioni, bevevano troppo o avevano relazioni extra-coniugali...
La concessione dell'accordo è poi avvenuta secondo un procedimento al di fuori
dalla norma, aggirando le abituali istanze decisionali, su esplicita richiesta
del direttore dell'Irs...
Ai 300 milioni di
dollari di utili messi insieme ogni anno da Scientology, alle sue tecniche di
infiltrazione e intimidazione, al suo riconoscimento da parte dell'Irs, vanno
poi aggiunte altre sinergie che le permettono di consolidare la propria
influenza ai più alti vertici dello stato.
Steven A. Kent, ricercatore al dipartimento di sociologia dell'univesità di
Alberta in Canada, ha studiato minuziosamente la strategia di lobbying messa in
atto da vari gruppi religiosi e settari a Washington .
Ha spiegato come i
membri di Scientology, e prima di loro quelli della setta di Moon, abbiano
promosso considerevoli manovre di pubbliche relazioni nei confronti di membri
del Congresso, del Senato e della Casa bianca. A tal fine, Scientology ha
versato 725mila dollari nel 1997 e 420mila nel 1998 ad una società di pubbliche
relazioni specializzata in lobbying politico.
Alcuni attori cinematografici, membri di Scientology, hanno versato più di
70mila dollari per la campagna elettorale di Hillary Clinton al Senato, mentre
Tom Cruise ha contribuito personalmente con 5.000 dollari a quella di Albert
Gore e John Travolta ha organizzato insieme ad altri membri della setta una cena
di gala a favore del partito democratico (prezzo del biglietto di ingresso:
25mila dollari). A questi si aggiungeva il contributo personale di 20mila
dollari alla campagna dei democratici di un avvocato di Scientology. Infine,
ultimo esempio di una lista assai lunga, uno dei principali dirigenti della
setta, Greg Jensen, ha sponsorizzato la campagna del senatore Benjamin A.
Gillman con una donazione di 10mila dollari Questo senatore è diventato,
dopo la sua elezione, presidente della Commission of religious Freedom dell'Osce...
Da parte sua, la setta Moon, proprietaria di uno dei maggiori quotidiani
americani, il Washington Times, ha concesso le sue colonne, che pure sono di
orientamento molto conservatore, ad Hillary Clinton, che vi pubblica una sua
personale rubrica settimanale. È difficile tenere il conto dei senatori e
membri del Congresso «sovvenzionati» da Moon.
Ricordiamo solo che due presidenti statunitensi hanno regolarmente tributato
onori alle conferenze organizzate dal reverendo Sun Myung Moon: George Bush
(padre) e Gerald Ford. Non c'è alcun dubbio che Scientology e Moon hanno
rapidamente stretto accordi reciproci.
Dalla metà degli
anni '90, le manovre in favore della libertà religiosa sono infatti condotte,
sia in Europa che negli Stati uniti, in maniera congiunta.
La pubblicazione su Internet di uno scambio di lettere tra i dirigenti di
Scientology e quelli di Moon ha messo in evidenza quanto le loro azioni nei
confronti dei paesi dell'Est siano pianificate e concertate.
L'attivismo dei membri di queste due sette, a cui se ne sono aggregate varie
altre in modo più o meno formale, riceve ormai l'appoggio di vari gruppi
fondamentalisti americani, secondo una politica che ricorda il partenariato tra
Scientology e la Greater Grace. Così l'Institut on Religion and Public Policy ,
vivamente raccomandato dal Dipartimento di stato americano, vede riuniti alcuni
senatori ultra-conservatori, alcuni moonisti e il guru della setta Sri Chinmoy...
Questo istituto,
che si auto-definisce cattolico «integralista», ha stabilito la propria sede a
pochi passi dalla Casa bianca e milita apertamente per il rispetto dei diritti
di Scientology, di Moon e di altre religioni definite minoritarie in Europa.
Infine l'Institut for Religion and Democracy (Ird), zelatore dei governi di
Reagan e Bush (padre e figlio), ultra-conservatore, omofobico e anti-abortista,
che ha messo in piedi in più di vent'anni di esistenza decine di migliaia di
missioni fondamentaliste protestanti in tutto il mondo, si è schierato a fianco
dei detrattori della Francia.
La sua
presidentessa, Diane L. Knippers, sembra piuttosto combattiva: «La Francia
rappresenta un modello per le altre democrazie europee.
Deve assolutamente abbandonare la sua politica anti-religiosa e garantire
nuovamente la libertà di culto...». Ma la sua spiegazione cambia rapidamente
di tono e, senza rendersene conto, offre delucidazioni sulla natura di ciò che
lega insieme questi gruppi piuttosto eterogenei: «Oggi lottiamo in favore della
libertà religiosa per lo stesso motivo per cui ieri abbiamo lottato contro il
comunismo. Una società umana non può vivere nella menzogna. L'ateismo e il
comunismo non generano altro che menzogna. La spiritualità è una garanzia di
civiltà, perché la spiritualità e la fede producono individui onesti. Senza
onestà non c'è commercio e senza il commercio non c'è civiltà...».
Questa lotta per la «spiritualizzazione del mondo» si congiunge
concretamente e attivamente a quella delle lobby che vogliono imporre i valori
americani attraverso la globalizzazione.
L'Ird l'ha
affermato a più riprese: la mondializzazione e la globalizzazione dei mercati
sono missioni ispirate dalla Bibbia agli Stati uniti. Un concetto
mistico-imperiale a cui aderiscono tutti i gruppi fondamentalisti e evangelici
americani, che tutti coloro che si definiscono difensori delle libertà
religiose tengono ben chiaro in mente. Per esempio, John R. Bolton, membro della
Commissione degli Stati uniti per la libertà religiosa, è stato
vice-presidente dell'American Enterprise Institute for Policy Research, un
gruppo militante ultra-liberista.
Nell'amministrazione Bush (padre), Bolton era uno dei principali consiglieri del
presidente nelle questioni relative al commercio internazionale. Nina Shea,
membro della stessa commissione, afferma: «Il nostro principale obiettivo è
istituire in tutto il mondo il nuovo ordine liberale...» Definito fin
dall'inizio degli anni '80 dall'amministrazione Reagan, questo sistema di
dominio, che potremmo quasi definire interattivo, ha raggiunto il parossismo con
il suo nuovo principale obiettivo: l'universalizzazione delle norme giuridiche.
Quest'ultima
battaglia dovrebbe completare la globalizzazione del mercato mondiale. Ma, in
questo contesto, stanno comparendo nuove variegate resistenze.
Come quella, guidata dalla Francia, relativa all'enorme mercato dell'istruzione.
Nella loro strategia, le sette e i grandi gruppi mediatici hanno un nemico
comune. Si tratta di un'ideologia assai diffusa in Europa, di cui la Francia è
tradizionalmente la culla: quella della laicità.
L'attacco alla politica repressiva dello stato francese nei confronti dei
movimenti settari rappresenta in realtà un attacco alla sua laicità.
Per le sette, la posta in gioco di questo scontro è chiara: radicandosi nel
settore educativo a livello europeo e disponendo, come negli Stati uniti, di
scuole che sfuggono ad ogni controllo statale, potrebbero garantirsi un'opera di
reclutamento più vasta e più solida, perché associata alla costruzione della
sfera culturale e psicologica degli individui.
Se non è possibile
parlare di un fronte comune e articolato, con una strategia condivisa decisa da
uno stato maggiore unificato, è tuttavia innegabile che la compenetrazione dei
grandi consorzi del settore della comunicazione, siano essi vettori - come
l'industria informatica - o produttori di oggetti comunicanti - come l'industria
del cinema - è ormai un dato di fatto. Non c'è bisogno di ricordare qui i
legami che uniscono l'Abc, la Cnn e le loro pari alle lobby fondamentaliste
americane, né la loro totale adesione all'ideologia dominante.
Notiamo, soltanto a titolo anedottico, che David Ichbia, primo biografo di Bill
Gates, era membro di
Scientology, come pure uno dei più stretti collaboratori
di Gates, Guy Jensen. E che una delle principali società dell'Impero Microsoft
- Executive Software - proclama ufficialmente la sua affiliazione alla setta. Eh
sì! È il Grande Fratello che bussa sullo schermo del vostro computer ...
(di
Bruno
Foucherau)
RIFERIMENTI
BIBLIOGRAFICI
KURTZ L. R.
"Le religioni nell'era della
globalizzazione" - Il Mulino
RADI
L., "Futuro è tra noi: dalla sfida globale al dialogo
interreligioso" - Cittadella, Assisi, 1998
TETTAMANZI
D., "Globalizzazione: una sfida" - Piemme