INTERVISTA
CON IL FONDATORE DEL SERMIG SU INIZIATIVE PER LA
PACE IN LIBANO |
Ascolta
l'intervista con Ernesto Olivero
Per la Radio Vaticana, Amedeo
Lomonaco, 24 luglio 2006
APPELLO
DEL SEGRETARIO DI STATO AMERICANO, CONDOLEEZZA RICE, PER UN-CESSATE-IL-FUOCO
IN LIBANO A CONDIZIONI GIUSTE. MA SUL TERRENO SI CONTINUA
A COMBATTERE: ALMENO DUE SOLDATI ISRAELIANI UCCISI E DUE
MILIZIANI SCIITI CATTURATI NEL SUD DEL LIBANO
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Intervista Ernesto Olivero -
In
primo piano, la crisi in Libano dove si moltiplicano gli
sforzi della comunità internazionale per arrivare ad una
tregua. Il segretario di Stato americano, Condoleezza
Rice, è arrivata a sorpresa a
Beirut, dando il via ad un tour diplomatico, e ha chiesto
un cessate il fuoco nel Paese dei cedri. Ma sul terreno
continuano gli scontri. Il servizio di Amedeo Lomonaco:
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Il
segretario di Stato americano, Condoleezza
Rice, giunta oggi a sorpresa
nella capitale libanese, ha lanciato un appello urgente
per “un cessate il fuoco a condizioni giuste” e ha
espresso la disponibilità degli Stati Uniti ad operare
con
la Siria
, per risolvere la crisi nel Medio Oriente.
Ma
quella di una tregua imminente sembra ancora una
prospettiva lontana: il leader degli Hezbollah,
Hassan Nasrallah,
ha dichiarato che i guerriglieri sciiti
non fermeranno gli attacchi missilistici contro lo Stato
ebraico. Ed il premier israeliano, Ehud
Olmert, ha affermato che la
crisi tra Israele ed Hezbollah
“sarà molto lunga”. Sul terreno, poi, si continua a
combattere: la televisione araba “Al Jazeera”
ha rivelato che sono stati uccisi due soldati israeliani.
Un portavoce dell’esercito israeliano ha riferito,
inoltre, che due guerriglieri sciiti sono stati catturati
nel sud del Libano. Le autorità ebraiche hanno anche reso
noto che due piloti sono rimasti uccisi in un incidente e
non in seguito ad un attacco, come sostenuto dagli Hezbollah.
Ma in questo scenario dominato dalle violenze, prende
comunque corpo l’ipotesi del
dispiegamento di una forza internazionale in Libano sotto
l’egida dell’ONU. Il rappresentante per la politica
estera dell’Unione Europea, Javier
Solana, ha definito questo
progetto “una possibilità reale”, che sarà discussa
mercoledì prossimo durante
la Conferenza
per la pace in Medio Oriente. Da parte israeliana, sono già
arrivati importanti segnali di apertura: il primo ministro
israeliano si è detto infatti
favorevole all’arrivo,
nel sud del Libano, di truppe inviate da Paesi
dell’Unione Europea. E ieri, il governo
israeliano aveva anche dato il proprio consenso
all’eventuale dispiegamento di una forza di
interposizione della NATO lungo
il confine meridionale del Libano.
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Sono
molteplici, nel mondo, le iniziative per sostenere le
popolazioni colpite dal conflitto in Libano tra forze
israeliane e miliziani Hezbollah.
In Italia, in particolare, il Servizio missionario giovani
(SERMIG) allestirà nel pomeriggio, a Torino,
la Tenda
della pace per raccogliere fondi, generi di prima necessità
e sottolineare un’urgenza: l’opzione per la pace e il
ripudio di ogni forma di violenza. Ascoltiamo, al
microfono di Amedeo Lomonaco, il
fondatore del SERMIG,
Ernesto Olivero:
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R.
– Oggi a Torino, il SERMIG alzerà la propria grande
tenda della pace per dire “no” alla guerra, “no” a
tutte le guerre che ci sono in questo momento, “no” ai
campi profughi. Però
il nostro “no” diventa immediatamente una proposta per
chiedere alla gente di aiutarci per comprare dei
medicinali e portare viveri in Libano, in Giordania, in
Israele, a Gaza . E’
necessario portare immediatamente un aiuto come ci
suggeriscono il Santo Padre e la nostra coscienza.
D.
– Quindi, il vostro scopo è portare soccorso alle
popolazioni colpite senza dimenticare le cause delle
violenze e delle ingiustizie e impegnandovi in una cultura
di pace, che dia dignità alle persone e promuova anche lo
sviluppo…
R.
– Esatto, è la nostra filosofia di sempre, soccorrere
immediatamente. Noi, però, questa volta vogliamo
ribadire, ancora con più forza, che adesso bisogna
rimuovere le cause dei conflitti: la guerra esiste perché
c’è un egoismo, la guerra esiste perché i grandi
organismi mondiali non fanno il loro dovere, la guerra
esiste perché la coscienza di tanta gente è assopita e
sta diventando sempre più indifferente. Se da Torino e da
tante città del mondo non viene fuori un’indignazione,
questa grande guerra avrà tanto presente e tanto futuro.
Noi dobbiamo convincere il mondo arabo che Israele esiste
e dobbiamo convincere il mondo israeliano che il mondo
arabo esiste e dobbiamo incontrarci nel campo della
giustizia.
D.
- Spedizioni umanitarie del SERMIG hanno raggiunto vari
Paesi del Medio Oriente. C’è, in particolare, un
progetto che vorreste realizzare?
R.-
Noi abbiamo un grande desiderio: ci piacerebbe aprire un
Arsenale della pace al confine tra Israele e Palestina. Ci
piacerebbe poter accogliere disabili musulmani, israeliani
e cristiani per partire dalla sofferenza e trovare un
po’ di unità.
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Per la Radio Vaticana, Amedeo
Lomonaco, 24 luglio 2006

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