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MESSAGGIO DEL PAPA PER IL SEMINARIO DI ERICE (24/03/2006)

Fonte: Radio Vaticana, 24 agosto 2006

SI È CHIUSO AD ERICE IL SEMINARIO SCIENTIFICO INTERNAZIONALE SULLE EMERGENZE PLANETARIE, APERTOSI CON IL MESSAGGIO AUGURALE DEL PAPA. CON NOI, IL PRESIDENTE DELLA FEDERAZIONE MONDIALE DEGLI SCIENZIATI, ANTONINO ZICHICHI  

Si è chiuso ieri ad Erice, in Sicilia, il Seminario scientifico internazionale sulle emergenze planetarie. All’incontro hanno partecipato 100 scienziati di 26 Paesi ai quali il Papa ha inviato un messaggio augurale auspicando “ogni successo per l’importante iniziativa” e assicurando “un orante ricordo” agli organizzatori e ai partecipanti. Sui temi affrontati durante il convegno scientifico, ascoltiamo il servizio di Amedeo Lomonaco:  

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Il seminario ha preso in esame diverse emergenze planetarie che possono rendere l’uomo più vulnerabile e la terra meno ospitale. E stata presa in esame, in particolare, la minaccia del terrorismo. “Quella che stiamo combattendo contro i terroristi – ha detto l’alto rappresentante pakistano dell’ONU, Ahmad Kamal – è la terza guerra mondiale”. Sull’emergenza culturale e sulla minaccia del terrorismo ascoltiamo il prof. Antonino Zichichi, presidente della federazione mondiale degli scienziati:  

“Gli scienziati di Erice vogliono far capire al grande pubblico che siamo tutti imbarcati nella stessa navicella spaziale. Difenderla è un nostro dovere. L’emergenza culturale è una delle conseguenze più devastanti. La più drammatica è quella del terrorismo, che ci fa fare salti indietro di secoli nel tempo”. 

Un ulteriore elemento di criticità è quello della crisi energetica mondiale che non viene affrontata attraverso un migliore sfruttamento delle risorse. 

“Centinaia di milioni di persone entrano ogni anno nel mercato energetico, perchè tutti vogliono vivere al meglio. Noi siamo divoratori di energia. Non possiamo evitare questa richiesta. Un accordo deve essere stabilito affinché l’atmosfera non diventi una camera a gas”.  

Oltre alle emergenze energetiche e alla presentazione di un progetto per lo sviluppo di centrali nucleari di quarta generazione, è stato anche analizzato il fenomeno del surriscaldamento planetario. Sentiamo:  

“Noi continuiamo ad introdurre gas ad effetto serra nell’atmosfera, bruciando carbone e petrolio. E’ civile bruciare un milione di chili di una sostanza per ottenere la stessa quantità di energia che si può ottenere bruciando un solo chilo? Ecco cosa bisogna far capire alla gente”. 

Ma non sempre l’uomo è consapevole dei rischi. Alcune minacce, infatti, vengono ignorate. Tra queste, figurano possibili collisioni con oggetti cosmici. Ascoltiamo ancora il prof. Zichichi:  

“I veri pericoli che corre l’umanità sono ignorati. Lo spazio cosmico, che i nostri antenati immaginavano vuoto, pullula di asteroidi e comete. Noi siamo una navicella spaziale che gira intorno al sole. Se un’altra cometa venisse fuori, con una potenza pericolosa per il pianeta, non sapremmo difenderci”. 

Durante il convegno è stato denunciato, inoltre, come la plastica attraverso un sempre più massiccio inquinamento idrico, sia entrata definitivamente nella catena alimentare dell’uomo producendo una serie di squilibri ed effetti nocivi per il sistema ormonale. Ascoltiamo:  

“Secondo alcuni studiosi avrebbe effetto addirittura su caratteristiche fondamentali della nostra specie, come la riproducibilità di certi fenomeni. Queste variazioni toccherebbero il codice genetico, trasmetterebbero attraverso generazioni”.  

L’analisi delle emergenze planetarie di questa 37.ma edizione ha anche affrontato rischi determinati da sviluppi recenti, quali Internet. Attraverso la rete – denunciano gli scienziati – si possono sabotare centrali elettriche ed acquedotti. Per questo occorre trasferire nei Paesi in via di sviluppo le tecnologie per la sicurezza informatica. E’ stata poi espressa preoccupazione per un’eventuale ’epidemia virale attraverso mutazioni di virus già esistenti, come quello dell’aviaria. Quindi – sottolineano gli scienziati – la comprensione e la prevenzione delle emergenze non possono prescindere da un impegno immediato e responsabile in difesa della terra.

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