RAPPORTO
SULLA SCUOLA CATTOLICA IN ITAlIA
(6/12/2007) |
Ascolta il
servizio di Amedeo Lomonaco
Rapporto
sulla scuola cattolica in Italia: buona l'offerta
formativa, ma va recuperata l'identità cristiana
La
scuola cattolica in Italia è apprezzata dai suoi studenti
ma deve recuperare la sua caratterizzazione religiosa,
attualmente marginale nella percezione degli allievi. E’
quanto si ricava dal IX Rapporto sulla scuola cattolica in
Italia, presentato ieri e curato dal Centro studi per la
scuola cattolica. Il servizio di Amedeo Lomonaco:
Il quadro che emerge dal rapporto “In ascolto degli
studenti. Scuola cattolica in Italia” è segnato da
punti di eccellenza ma anche da un’identità da
recuperare. La fotografia è generalmente positiva: la
scuola cattolica propone un’offerta formativa di primo
piano ed è apprezzata sotto molteplici aspetti sia dagli
studenti sia dalle loro famiglie. I punti di forza,
secondo quanti hanno partecipato all’indagine, sono
l’attenzione al singolo alunno e la qualità degli
insegnanti. Il principale punto di debolezza evidenziato
è, invece, quello legato ai costi.
Nell’introduzione al rapporto, mons. Diego Coletti,
vescovo di Como e presidente del Consiglio nazionale della
scuola cattolica sottolinea, poi, che deve essere
recuperato “il legame con la comunità cristiana che
risulta piuttosto labile”. La qualificazione di
“cattolica” – aggiunge il presule - non può essere
solo un elemento accessorio: l’intera comunità
cristiana – spiega il vescovo - deve recuperare e
valorizzare il senso della presenza di una scuola
cattolica al suo interno quale occasione di
evangelizzazione e di investimento valoriale. La scuola
cattolica – si legge infatti nello studio – è
genericamente percepita dagli allievi più come
istituzione formativa che come luogo di esperienza
religiosa. Su questo aspetto, ascoltiamo il presidente del
Centro studi per la scuola cattolica, mons.
Bruno Stenco, intervistato da Luca
Collodi:
"I giovani rappresentano questa pluralità degli
studenti che provengono anche da famiglie che hanno un
riferimento religioso non cattolico ma apprezzano
l’impostazione culturale, il riferimento equilibrato tra
fede, vita e ragione. Del resto, gli stessi documenti del
magistero evidenziano la gradualità dell’offerta
formativa delle scuole cattoliche nell’accompagnamento
verso una presa di consapevolezza sempre maggiore del
riferimento al trascendente".
Mons. Stenco mette in evidenza, inoltre, che la
selezione del corpo docente è fondamentale per offrire
anche un’adeguata educazione religiosa. Dal rapporto
emerge poi che gli studenti delle scuole cattoliche vivono
in famiglie tradizionali in quasi l’85% dei casi con un
curriculum, nella maggioranza dei casi, senza bocciature.
Gli studenti si dicono inoltre soddisfatti del loro
“bagaglio valoriale e religioso”. Solo una minoranza
vive in “condizione familiare precaria” che spesso
produce “demotivazione agli studi” e “scarsa
attenzione alla dimensione religiosa”. Ascoltiamo, al
microfono di Luca Collodi, don Guglielmo Malizia,
responsabile del Centro studi per la scuola cattolica:
"Noi vediamo che quando una famiglia ha
conosciuto, ha fatto esperienza della scuola cattolica,
poi rimane legata a questa proposta formativa. Secondo lo
studio, la qualità del servizio, la preparazione e la
formazione culturale e professionale sono più importanti
delle motivazioni religiose. Questo ci deve anche far
riflettere sull’importanza di potenziare e di rafforzare
l’educazione religiosa nelle nostre scuole".
Per la Radio Vaticana, Amedeo
Lomonaco, 6 dicembre 2007

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