PROCESSO DI BEATIFICAZIONE DI ROBERT
SCHUMAN (29/05/2004) |
Ascolta il servizio di Amedeo Lomonaco
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Un
uomo di frontiera, nato in Lussemburgo nel 1886, e quindi
di nazionalità tedesca in virtù del trattato di
Francoforte, ma francese nell’intimo fin
dall’infanzia. Un cristiano che ha avuto il grande
merito di avviare il processo di integrazione europea.
Sono questi alcuni dei tratti peculiari di uno dei padri
fondatori dell’Europa, lo statista francese Robert
Schuman, del quale oggi si è chiusa la fase diocesana del
processo di beatificazione. Sulla figura di Schuman
ascoltiamo il presidente del Pontificio consiglio della
cultura, cardinale Paul Poupard, intervistato da Camille
Langlade: |
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Robert
Schuman |
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“Schuman
era un uomo profondamente cristiano e si è dimostrato un
abile politico: ha infatti promosso l’integrazione
europea, una realtà oggi evidente. Schuman risponde
perfettamente all’idea che ho sull’uomo politico: il
suo compito è di rendere possibile il necessario,
guardando lontano e pensando al futuro delle nuove
generazioni, preparando questo futuro”.
“La
pace mondiale non potrà essere salvaguardata, se non con
sforzi creativi, proporzionali ai pericoli che la
minacciano”. E’ la prima frase della dichiarazione che
Schuman ha presentato a Parigi nel 1950, per proporre
l’istituzione di una Comunità europea del carbone e
dell’acciaio, la Ceca, entrata in vigore nel 1951 e
considerata il primo vero passo verso l’attuale Unione
Europea. Di questo storico discorso, ascoltiamo alcuni
significativi passi pronunciati da Schuman, allora
ministro degli Esteri francese:
R.
- L’EUROPE NE SE FERA PAS D’UN COUP, NI DANS UNE
COSTRUCTION…
“L’Europa
non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita
tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che
creino anzitutto una solidarietà di fatto. Il governo
francese propone di mettere l’insieme della produzione
franco-tedesca di carbone e di acciaio sotto una comune
Alta Autorità. Questa proposta, le cui decisioni saranno
vincolanti per la Francia, la Germania e i Paesi che vi
aderiranno, costituirà il primo nucleo concreto di una
Federazione Europea indispensabile al mantenimento della
pace”.
Il
progetto di un’Europa unita auspicato nel secondo
dopoguerra turbato da profondi squilibri economici e da
gravi problemi etici: è questa l’eredità che ci ha
lasciato Schuman, un patrimonio che gli europei di oggi
sono chiamati a consolidare, facendo leva anche sui valori
e sulle radici cristiane dell’Europa.
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Per
la Radio Vaticana, Amedeo Lomonaco (29/05/2004)

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