4 OTTOBRE 2004: FESTA DI SAN FRANCESCO, PATRONO D'ITALIA (4/10/2004) |
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In
occasione dell’odierna festa di San Francesco, patrono
d’Italia, si è svolta stamani ad Assisi una suggestiva
cerimonia nella Basilica dedicata al Santo. L’olio che
alimenterà la lampada votiva dei comuni d’Italia è
stato offerto dall’Abruzzo. Su questa solenne tradizione
ci riferisce Amedeo Lomonaco: |

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San
Francesco |
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Papa
Pio XII proclamò il 18 giugno 1939 Francesco di Assisi e
Caterina di Siena patroni d’Italia. Subito dopo i frati
minori conventuali, custodi della tomba di Francesco,
chiesero a tutte le regioni d’Italia di convergere a
turno ad Assisi per offrire l’olio della lampada votiva
collocata sulla tomba del Santo. La regione che
quest’anno ha offerto l’olio è l’Abruzzo. Alla
cerimonia tenutasi stamani, nella cittadina umbra, hanno
partecipato molti fedeli abruzzesi accompagnati dalle
autorità civili e dai loro vescovi. La Messa è stata
presieduta dall’arcivescovo di Lanciano-Ortona, mons.
Carlo Ghidelli, presidente della Conferenza episcopale
dell’Abruzzo e del Molise. Nell’omelia sono state
illustrate tre icone, la Croce, il saio e le stigmate,
saldamente legate alla figura di San Francesco. Ascoltiamo
mons. Ghidelli:
“Francesco
d’Assisi ci invita in primo luogo a considerare la Croce
come vanto, come giogo e come norma. Francesco d’Assisi
ci presenta inoltre il saio come suo segno distintivo, un
segno caro non solo a chi ha scelto di professare i voti
religiosi secondo la regola francescana, ma a tutti noi.
Francesco ci mostra infine le sue stigmate, come dono con
il quale Dio lo ha voluto assimilare il più possibile al
Figlio suo, Gesù”.
Tra
le varie autorità presenti, anche il vicepremier del
governo italiano, Gianfranco Fini, ha partecipato ad
Assisi alle celebrazioni della festa di San Francesco. Il
politico ha auspicato che il 4 ottobre possa tornare ad
essere quanto prima festa nazionale dedicata alla
promozione di quei valori evangelici che da sempre sono
connessi al Santo di Assisi. “Poche figure – ha detto
Fini - hanno avuto una influenza così grande come quella
di San Francesco”. “Francesco - ha aggiunto - è stato
definito il Santo degli italiani e il più italiano dei
Santi e rappresenta l’Italia nel mondo”.
Successivamente,
il custode del sacro convento di Assisi, padre Vincenzo
Coli, e l’imam di Perugia, Abdel
Qader, hanno recitato insieme, per la prima volta nel
giorno di San Francesco, la preghiera del Padre Nostro.
…E
non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male. Amen
(... applausi)
Francesco
incontrò nel corso della sua vita, in diverse occasioni,
rappresentanti di altre religioni. Quali insegnamenti
possiamo trarre oggi da Francesco per promuovere il
dialogo con altre fedi ed in particolare con l’Islam?
Marina Tomarro lo ha chiesto a padre Francesco Bravi,
consigliere generale dell’ordine dei frati minori:
R.
– Francesco viaggiò molto e incontrò spesso il mondo
musulmano e gli eretici del suo tempo. E l’atteggiamento
che le fonti ci hanno tramandato rispetto, ad esempio, al
suo viaggio in Terra Santa, è di grande rispetto e
chiarezza. Credo che l’insegnamento di Francesco e anche
il rispetto che anche oggi diverse persone, anche
dell’Islam, hanno per Francesco, sia dovuto alla
disponibilità al dialogo: un dialogo fatto nella
chiarezza della propria identità. Francesco, anche
davanti al sultano, dice chiaramente chi è. Credo che
questa sia la caratteristica di cui abbiamo più bisogno
per favorire un dialogo nella carità e nella verità.
D.
- Spesso si parla di Francesco come del poverello di
Assisi. Come può essere interpretata la povertà di
Francesco?
R.
– La povertà di Francesco credo che vada compresa
innanzitutto alla luce della fede, come scelta di un
‘Assoluto’ che rende relativo tutto il resto; e credo
che questa sia la grande novità che Francesco ripresenta
a noi, alla Chiesa del suo tempo, al mondo del suo tempo e
a noi. Poi, certamente, c’è anche una valenza più
sociale della povertà che diventa condivisione e
solidarietà. Questo, credo, è per tutti noi credenti una
grande sfida.
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Per
la Radio Vaticana Amedeo Lomonaco, 4 ottobre 2004

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