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Dedicato a Mario

 

 

 SAMP IN POESIA

 

 

 

 

 

GENOVA E' SOLO

BLUCERCHIATA

 

 

 

 


 

 

Maggio 2005

La morte di chi incide profondamente nel solco della vita consegna ai posteri indelebili tracce. Orme da custodire nella memoria per procedere lungo gli argini del terzo millennio sono quelle lasciate al mondo da Giovanni Paolo II, un uomo che ha cambiato il corso della storia. Il Papa che nell’immensità del cielo torna a chiamarsi semplicemente Karol ha lasciato alla terra, ai leader politici e agli uomini comuni un’eredità ricchissima. E’ un tesoro che risplende tra poliedriche sfaccettature. Il Pontificato di Giovanni Paolo II brilla in ogni dimensione ampliando il raggio religioso agli ambiti più disparati. Il Papa del villaggio globale, dei ponti tra est ed ovest, delle battaglie per ridurre le ingiustizie tra gli Stati sviluppati del nord del mondo e quelli poveri del sud, è stato anche uno sportivo: tra i mille rivoli delle sue esperienze scorre, infatti, la passione per il calcio.

Giovanni Paolo II in gioventù ha organizzato partite tra ebrei e polacchi. Preferiva giocare in porta, un ruolo che esaltava le sue doti di stratega. E’ stato anche un tifoso. Ha sempre sbandierato il suo sostegno per la nazionale polacca. E con grande entusiasmo ha incontrato molti personaggi dello sport. Tra questi incontri ricordo in particolare l’udienza con i giocatori e i dirigenti della Sampdoria, alla quale abbiamo partecipato anche io e la mia famiglia.  Era il 27 maggio 1991 e pochi giorni prima la Sampdoria aveva conquistato lo scudetto. Il Papa rivolgendosi alla delegazione blucerchiata aveva detto: “Vi auguro altri successi nello sport, mentre vi esorto ad essere sempre ricchi di quelle energie e di quell’entusiasmo che fanno della vita una nobile gara di bontà, di rettitudine, di coerenza e di solidarietà umana e spirituale. Vi auguro di essere anche  campioni nelle competizioni della vita, le quali esigono il coraggio della virtù e la forza delle convinzioni”. Giovanni Paolo II aveva aggiunto che l'impegno nello sport deve essere inteso anche come un mezzo di autentica promozione umana, una scuola di allenamento della fortezza cristiana, una base per costruire una vera personalità equilibrata e completa che sa apprezzare i valori dello spirito ed amare i fratelli nelle loro molteplici necessità.

Dopo l'udienza sono state scattate diverse foto di gruppo. In questa si vedono, tra gli altri, Ivano Bonetti (biondo!!), Fausto Pari, Roberto Mancini e Gianluca Pagliuca. Nella prima fila in basso partendo da sinistra: l'allenatore Boskov,  mio fratello , il Papa, mia sorella, i miei genitori e quindi io.

L’udienza, durata in tutto una trentina di minuti, ha condensato momenti di grande intensità. Ricordo gli sguardi emozionati dei giocatori concentrati sul Papa. Ivano Bonetti e Gianluca Vialli si sono presentati nella sala del Concistoro tinti di giallo per festeggiare il tricolore. Anche il brasiliano Toninho Cerezo aveva optato per il capello biondo ma prima di incontrare il Santo Padre aveva tolto la tintura. Il capitano Luca Pellegrini ha consegnato al Papa la mitica maglia blucerchiata arricchita dalle firme dei campioni d’Italia. Giovanni Paolo II sembrava divertirsi e ad un certo punto ha anche manifestato l’intenzione di “volersi iscrivere al club di Genova”. Un grande onore, quello di avere un Papa ‘tifoso’ della Sampdoria, che contribuisce a rendere ancora più unico il ricordo di quella giornata. Un ricordo che rivive - ne sono certo – nei pensieri di chi ha avuto la fortuna di vivere quei momenti. E tra questi fortunati c’è anche don Mario Galli, padre spirituale di quella Sampdoria. L’anno scorso l’ho intervistato per ricordare l’udienza. L’intervista è stata trasmessa da Radio Vaticana, emittente per la quale collaboro nella redazione del radiogiornale delle ore 14 da oltre due anni. Il sottofondo musicale dell’intervista – e lo dico con grande orgoglio – era ‘Forza Sampdoria’, il nostro amato inno. Padre Galli ha anche ricordato la figura di Paolo Mantovani, il nostro indimenticabile presidente.

Altri frammenti dell’incontro della Sampdoria campione d’Italia con il Papa si possono trovare su internet a questo indirizzo: www.villaggiomondiale.it/sorpresa.htm In questa pagina del mio sito sulla globalizzazione e sulla comunicazione, è anche possibile ascoltare alcuni storici passi della mia artigianale radiocronaca di Inter Sampdoria del 1991. Un’esplosione di gioia dallo stadio milanese di San Siro che esprime la mia passione per la Sampdoria manifestata da questa poesia scritta per celebrare lo scudetto.

Amedeo Lomonaco

 

 

I COLORI DELLE POESIE

I colori delle poesie come melodie

avvolgono il volo di una bandiera

che lascia nell'aria amabili scie

vestendo d'amore gli aneliti della sera;

tra i misteri immersi nel blu del mare

si confonde la speme di una luce bianca

che sfumata dal rosso di una passione può troncare

solo la nera morte di una vita ormai stanca;

son questi i colori delle poesie d'amore

che si scrivono tra le righe di maglie eroiche

ove di grandi vittorie si conserva il sapore

sparso tra gli odori di tante giornate stoiche;

incastonate come perle nel blu del cielo

sono nell'infinito le bianche stelle

che il fuoco ricopre come un lungo velo

bruciandone nei buchi neri la divina pelle;

son questi i colori delle poesie dello spazio

che si baciano rincorrendosi nell'universo

custode dell'immenso e di gloria mai sazio

proteso alla grandezza del nuovo caos emerso;

nel dipinto di una riviera col suo blu

nasce il bianco di una grande idea

e con il rosso di un'emozione che non c'è più

si agita il nero presagio dell'alta marea;

son questi i colori della poetica fantasia

che coccola sotto la lanterna uomini e campioni

pronti a regalare il brivido di una magia

tra tifo, stendardi, colori e striscioni;

or tra i colori delle poesie son tanti i cuori

in questa magica gradinata

che battono le mani e intonano cori

avvolti dalla sciarpa blucerchiata.

Amedeo Lomonaco

 

 

 

 

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