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RICHEZZA
DEL
MONDO,
POVERTA'
DELLE
NAZIONI
(COHEN - LA COMUNITA') |
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Il mondo si arricchisce ad una velocità mai
conosciuta prima. I paesi più popolati del pianeta, India e Cina, registrano
ogni anno percentuali di crescita eccezionali. Città come Hong Kong e Singapore
sono ormai più ricche del loro antico padrone, l'Inghilterra.
Contemporaneamente, invece, le vecchie nazioni
occidentali cadono di nuovo vittime di un male da cui si credevano guarite: la
povertà.
L'arricchimento dei paesi poveri è la causa
dell'impoverimento di quelli ricchi? Dobbiamo attribuire alla globalizzazione
l'origine di tutti i nostri mali?
No, risponde categoricamente Daniel
Cohe, che in
questo libro ci invita a reinterpretare le trasformazioni in atto all'interno di
un panorama ben più ampio: quello di una nuova rivoluzione industriale. E' a
quest'ultima che deve essere attribuita la responsabilità della disoccupazione
e delle disuguaglianze contemporanee nei paesi ricchi, fenomeni di una portata
troppo ampia per essere spiegati solo dal commercio con quelli poveri.
Continuare a credere che i paesi del Sud siano la
causa delle nostre sventure non vuol dire solo fare un errore di analisi,
significa piuttosto spingere le democrazie su false piste, delle quali due sono
gravi: pensare che sia necessario indebolire lo Stato sociale per affrontare la
concorrenza internazionale e, in correlazione con questa idea, credere di
gestire la mondializzazione internazionalizzando la stessa vita politica.
Idee simili - avverte l'autore - ripetute da
persone spesso in buona fede, fanno percorrere alle democrazie un cammino a
ritroso rispetto a quello che dovrebbe essere compiuto. Sempre più urgente
dunque, si impone un'inversione nel ragionamento: vedere nella mondializzazione
un effetto, piuttosto che affrettarsi a definirla causa.
Daniel Cohen è professore di Scienze
economiche presso L'ecole normale superieure e presso l'Universitè de Paris e
membro dell'Institut Universitaire de France.
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