Origini
e
storia
Alcuni
autori
statunitensi
sono
concordi
nel
rintracciare
le
origini
delle
relazioni
pubbliche,
dalle
più
antiche
alle
più
recenti,
nel
concetto
di
“informazioni
per
influenzare
il
punto
di
vista
e
le
azioni
delle
persone”.
Cultip
e
Center
ricordano
che
tutto
quello
che
noi
oggi
sappiamo
dell’Antico
Egitto,
dell’Assiria,
della
Persia
e
della
Gracia
antica,
deriva
in
gran
parte
da
scritti
e
da
opere
che
avevano
come
obiettivo
il
“pubblicizzare
e
gratificare
i
regnanti
dell’epoca”.
Gruning
e
Hunt
ricordano
come
la
retorica,
definibile
come
“l’arte
dell’oratoria
e
in
particolare
l’uso
persuasivo
del
linguaggio
finalizzato
a
influenzare
il
pensiero
e
le
azioni
degli
ascoltatori”
veniva
considerata
dai
greci
un
importante
strumento
del
governare.
I
4
modelli
di
relazioni
pubbliche
di
Grunig
I
4
modelli
di
relazioni
pubbliche
elaborati
da
Grunig
derivano
dall’evoluzione
storica
delle
relazioni
pubbliche
negli
USA
dalla
metà
dell’800
ai
giorni
nostri.
1)
Il
primo
modello
è
quello
definito
“Press
agentry-publicity”
ed
identifica
quell’attività
di
comunicazione
volta
a
raggiungere
obiettivi
di
promozione
e
propaganda.
In
particolare
questo
modello
comprende
l’attività
svolta
per
attirare
l’attenzione
dei
mezzi
di
comunicazione
di
massa
sul
soggetto
o
sull’organizzazione
cliente.
2)
Il
secondo
modello
è
quello
della
“Public
information”,
che
evidenzia
l’obiettivo
di
fornire
il
massimo
delle
informazioni
possibili
al
pubblico.
In
questo
modello
è
assente
il
feedback.
3)
Il
terzo
modello
è
“Two-way
asymmetric”,
che
si
concentra
su
attività
di
comunicazione
a
due
vie
i
cui
flussi
tuttavia
sono
asimmetrici.
Il
flusso
di
comunicazione
dall’emittente
al
ricevente
è
dominante
rispetto
a
quello
inverso.
4)
Il
quarto
modello
è
“Two-way
symmetric”,
che
sottolinea
l’importanza
della
comunicazione
a
due
vie
con
flussi
simmetrici.
Rispetto
al
terzo
modello
in
questo
modello
aumenta
l’importanza
attribuita
al
ricevente.
Le
relazioni
pubbliche
e
gli
altri
settori
della
comunicazione
d’impresa
Le
relazioni
pubbliche
possono
essere
considerate
al
contempo
“propaganda”,
“diffusione
di
informazione”,
“persuasione
scientifica”
e
“comprensione
reciproca”.
Le
attività
di
relazioni
pubbliche,
in
una
realtà
sociale
complessa
e
dinamica
come
quella
attuale,
sono
spesso
il
risultato
dell’intreccio
dei
4
modelli
di
Grunig.
L’essenza
della
professione
di
relazioni
pubbliche
può
essere
dunque
individuata
facendo
riferimento
ai
4
obiettivi-contenuti
di
Grunig,
nella
comunicazione
per
informare
e
influenzare
l’opinione
pubblica
e
i
suoi
pubblici
influenti
e
per
creare
benevolenza
(goodwill)
in
un
clima
di
comprensione
reciproca
tra
l’organizzazione
e
i
suoi
pubblici.
Accanto
alle
relazioni
pubbliche
sono
contemporaneamente
evoluti
altri
2
settori
professionali
della
comunicazione
di
impresa:
la
comunicazione
interna
e
la
comunicazione
di
marketing.
La
comunicazione
interna
assume
notevole
importanza
nelle
moderne
organizzazioni
e
tende
a
trasformarsi
in
comunicazione
organizzativa
e
quindi
ad
ampliarsi
fino
a
comprendere
aspetti
importanti
di
comunicazione
esterna
e
di
comunicazione
di
marketing.
La
comunicazione
organizzativa
può
essere
definita
come
l’insieme
dei
processi
di
creazione,
di
scambio
e
di
condivisione
di
messaggi
informativi
e
valoriali
all’interno
delle
diverse
reti
di
relazioni
che
costituiscono
l’essenza
dell’organizzazione
e
della
sua
collocazione
nel
suo
ambiente.
Essa
coinvolge
i
membri
interni,
i
collaboratori
interno-esterni
e
tutti
i
soggetti
esterni
e
in
qualche
modo
interessati
o
coinvolti
nella
vita
dell’organizzazione
compresi
i
suoi
clienti
effettivi
o
potenziali.
La
comunicazione
organizzativa
viene
usata
per
definire
e
condividere
la
missione,
la
cultura,
i
valori
di
impresa
e
favorisce
visibilità
all’interno
e
all’esterno
di
tutta
l’organizzazione.
La
rilevanza
della
comunicazione
di
marketing
è
sostenuta
fondamentalmente
dal
progressivo
affermarsi
della
teoria
del
marketing
relazionale
che
sostituisce
progressivamente
quella
del
marketing
transnazionale.
L’evoluzione
del
marketing
è
sintetizzata
da
Gronroos
come
il
passaggio
da
una
logica
centrata
sulla
singola
transazione
e
sul
prodotto
verso
una
logica
orientata
a
costruire
relazioni
durature
e
a
sviluppare
risorse
e
competenze
al
fine
di
creare
valore
per
il
cliente:
quindi
il
marketing
è
definito
relazionale.
L’aspetto
paradossale
è
che
ciascuno
dei
tre
settori
della
comunicazione
d’impresa
(relazioni
pubbliche,
comunicazione
interna,
comunicazione
di
marketing),
pur
partendo
da
una
sua
connotazione
specifica
e
da
un
suo
preciso
ambito
specialistico,
si
è
ampliato
fino
a
comprendere
aspetti
e
contenuti
di
comunicazione
degli
altri
due
settori.
Definizione
di
relazioni
pubbliche
La
professione
di
relazioni
pubbliche,
che
si
avvale
di
competenze
specifiche,
è
costituita
da
un
insieme
di
attività
il
cui
obiettivo
generale
è
di
comunicare
per
informare
e
per
influenzare
l’opinione
pubblica
e
i
pubblici
influenti
al
fine
di
creare
benevolenza
(goodwill)
in
un
clima
di
comprensione
reciproca
tra
l’organizzazione
e
i
suoi
pubblici.
I
servizi
che
ne
definiscono
il
contenuto
sono
quelli
di
base,
rappresentati
dalle
Relazioni
con
i
media
e
dall’Organizzazione
di
eventi.
Inoltre
quelli
specialisti,
rappresentati
dalle
Sponsorizzazione,
dai
Pubblic
Affair,
dalla
Comunicazione
in
situazione
di
crisi,
dalla
Comunicazione
finanziaria,
dalla
Comunicazione
ambientale,
dalla
Comunicazione
pubblica
e
dalla
Comunicazione
per
le
piccole
e
medie
imprese.
I
metodi
dei
servizi
professionali,
ovvero
le
modalità
con
cui
vanno
progettati,
gestiti
ed
erogati
i
servizi
stessi,
riguardano
la
necessità
che
siano
governati
da
principi
etici;
che
contengano
una
fase
preliminare
di
analisi
dei
bisogni;
che
la
loro
produzione
ed
erogazione
sia
di
tipo
processuale;
che
siano
gestiti
con
metodi
di
tipo
manageriale.
Il
personale
di
vendita
costituisce
per
l’impresa
l’unico
legame
personale
con
i
clienti.
In
effetti
il
venditore
è
l’impresa
stessa
per
molti
dei
suoi
clienti,
mentre
costituisce
un
tramite
prezioso
per
la
raccolta
di
informazioni
sul
mercato.
Per
queste
ragioni
l’impresa
deve
attribuire
la
massima
attenzione
all’organizzazione
della
forza
vendite,
vale
a
dire
alla
definizione
degli
obiettivi,
alle
strategie,
alla
struttura,
alla
dimensione
e
alla
remunerazione
della
stessa.
Gli
obiettivi
della
forza
di
vendita
devono
essere
stabiliti
in
relazione
ai
mercati
obiettivi
dell’impresa
e
alla
posizione
che
questa
mira
a
conseguire.
Le
imprese
competono
tra
di
loro
per
acquisire
gli
ordini
dei
clienti
e
a
questo
fine
devono
essere
in
grado
di
impegnare
strategicamente
le
proprie
forze
di
vendita
in
modo
da
poter
prendere
contatto
con
i
clienti
appropriati.
Il
venditore
viene
così
a
svolgere
il
ruolo
di
responsabile
di
cliente,
account
manager,
al
quale
spetta
di
stabilire
gli
opportuni
contatti
tra
i
vari
membri
dell’impresa
cliente
e
di
quella
offerente.
L’attività
di
vendita
richiede
sempre
più
un
lavoro
di
gruppo
al
quale
partecipano
l’alta
direzione,
il
personale
tecnico,
il
servizio
assistenza
clientie
il
personale
di
supporto.
La
forza
di
vendita
diretta
è
costituita
da
personale
dipendente
dell’impresa
mentre
la
forza
di
vendita
indiretta
è
invece
costituita
da
intermediari
e
professionisti
di
vendita
che
operano
a
favore
dell’impresa
sulla
base
di
commissioni
sulle
vendite.
La
strategia
della
forza
di
vendita
determina
la
struttura
che
la
medesima
dovrà
assumere
ai
fini
della
massima
efficacia
sul
mercato.
Una
volta
definita
la
strategia
e
la
struttura
della
forza
di
vendita,
è
possibile
passare
alla
determinazione
della
relativa
dimensione.
La
dimensione
della
forza
vendita
è
in
misura
rilevante
determinata
dal
modo
in
cui
l’impresa
usa
strumenti
quali
il
telemarketing,
i
distributori
e
gli
agenti
di
vendita.
E’
necessario
investire
risorse
adeguate
nella
formazione
e
nell’addestramento
per
poter
svolgere
efficacemente
le
principali
fasi
delle
azioni
di
vendita
che
sono: