Oggi
sono uguale a Rahmatullah
di
Simone Magnani
Hanno
iniziato a catechismo a dirmi che siamo tutti uguali. E
poi, studiando la costituzione, ho trovato la conferma che
tutti i cittadini sono uguali anche per lo Stato. Più
tardi ho letto anche la Dichiarazione Universale dei
diritti dell'uomo. Stessa solfa.
Ma uscendo per strada da subito mi sono accorto che
qualcosa non tornava.
Siamo uguali, sì. Ma più in teoria che in pratica.
Quello è ricco, questo no. Quello ha studiato, questo non
ha potuto, quell'altro poteva ma non aveva voglia. E
quell'altro ancora neanche ad aprirgli la testa con
l'apriscatole. "Sì, l'ugualianza è una bella
utopia", mi sono sempre sentito dire tante volte da
gente che chiamavo 'vecchia'.
Ma quanto vale la vita di uno come me? Quanti afgani vale
un italiano? Sarei
portato a rispondere istintivamente: domanda assurda. Un
italiano vale un
afgano, un indiano, un cinese o uno svizzero. Ma non è
vero.
Ogni giorno vengono uccise decine di persone in
Afghanistan e in altri posti
"caldi". Ma ci colpisce molto di più un ferito
per un incidente sotto casa
nostra. Se ci riconosciamo nella vittima, ci spaventiamo
molto di più. Deve
essere un retaggio delle paure ataviche, chi lo sa. Ma è
successo qualcosa chie mi ha dato un ottimismo che avevo
messo da arte.
Dopo il rapimento di Daniele Mastrogiacomo, Repubblica ha
raccolto 94561
firme (chiudendo la petizione il 19 marzo). Emergency ha
lanciato domenica scorsa una petizione analoga. Ma per due
"stranieri": il Pakistano Adjmal Nashkbandi,
interprete di Mastrogiacomo e l'Afgano Rahmatullah Hanefi,
dipendente di Emergency e mediatore della trattativa).
La bella notizia di oggi è che per Adjmal e Rahmatullah
sono state raccolte più di 100 mila firme. Ed è un
numero che cresce di minuto in minuto. E il mio sorriso si
allarga con la stessa inesorabile lentezza. La
"classifica" quasi fosse un gioco è qui: http://www.emergency.it/appello/
Certo: non è un confronto di affetto tra Daniele e
Rahmatullah. Né tantomento tra tutti i Daniele e tutti
gli Adjmal. Ma con una forzatura che è tipica di chi
cerca di leggere i numeri, mi piace pensare che per una
volta gli italiani hanno saputo dire che Daniele è come
Rahmatullah. E come Adjmal. Persino come me.
Oggi ho voglia di credere che l'utopia è l'alibi di chi
lascia i sogni a metà. Il prossimo sogno è la
liberazione di quest'uomo, che sento vicino davvero.
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