RAPPORTO
USA SUI DIRITTI UMANI (12/03/2008) |
Rapporto
USA sui diritti umani
Ascolta il
servizio di Amedeo Lomonaco
Corea
del Nord, Birmania, Iran, Siria, Zimbabwe, Cuba,
Bielorussia, Uzbekistan, Eritrea e Sudan: sono i dieci
Paesi, nei quali il potere nel 2007 “è rimasto
concentrato nelle mani di poche persone”. E’ quanto
emerge dal rapporto annuale sui diritti dell’uomo,
pubblicato ieri dal dipartimento di Stato americano. Il
primo posto di questa non invidiata classifica degli Stati
che violano i diritti umani è occupato dalla Corea del
Nord, dove “il regime repressivo continua a controllare
quasi tutti gli aspetti delle vite dei cittadini, negando
libertà di espressione e di stampa”. La Birmania ha
continuato poi a perpetrare uccisioni extra-giudiziarie ed
il regime si è reso responsabile di sparizioni di
persone, detenzioni arbitrarie e illimitate. In Siria,
secondo la ricerca, la situazione dei diritti umani “è
peggiorata ulteriormente nel 2007” e a Cuba il regime
“continua a negare ai suoi cittadini diritti umani e
libertà di base”. Nell’elenco dei primi dieci Stati
non figura la Cina, inserita invece tra i Paesi autoritari
in piena riforma economica che hanno vissuto cambiamenti
sociali rapidi. In Russia – afferma inoltre il rapporto
- la violazione dei diritti umani continua a scavare un
solco tra il governo ed i suoi cittadini. Grave la
situazione dei diritti umani anche in Afghanistan, che
continua ad essere precaria a causa di flagelli quali la
“corruzione ed il traffico di droga”. Un profondo
deterioramento viene rilevato anche in Pakistan per lo
stato di emergenza proclamato dal presidente Pervez
Musharraf con la sospensione di molte delle libertà
civili. In Libano, infine, “i progressi nel campo della
democrazia e dei diritti umani continuano a trovare
ostacoli” a causa di persistenti violenze.

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