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PSICOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE

- PRIMA PARTE - 

La psicologia sociale concepisce l’uomo come essere relazionale: qualsiasi relazione è determinata da atteggiamenti, funzioni che creano delle distanze tra coloro che sono in rapporto vicendevole. La psicologia sociale studia le relazioni complesse che esistono tra gli individui, i gruppi, le istituzioni, in una data società; questo sistema di relazioni non è determinato solo da variabili personali, ma da un campo sociale che esprime una propria forma; la natura relazionale dell’uomo si esprime con la comunicazione.

Cooley  ha definito la comunicazione come il meccanismo tramite cui la società si organizza e  le relazioni umane esistono e si sviluppano.

Associazionismo: la mente di un bambino è vuota e le sue strutture emergono passivamente a causa delle influenze esercitate dall’ambiente. La struttura mentale adulta è costituita da un vasto reticolo di associazioni tra gli eventi di cui è stata fatta esperienza; le associazioni unificano le diverse strutture mentali. Secondo Thondrike, uno tra i pionieri dello studio sperimentale dei processi associativi, l’apprendimento procede, in modo graduale, per prove ed errori.

Comportamentismo: la psicologia si riduce secondo questa corrente unicamente allo studio del comportamento osservabile; le teorie comportamentiste descrivono le possibili associazioni tra stimoli e risposte. Per Skinner, comportamentista, una persona apprende il linguaggio in modo simile a quello con cui apprende ogni altro tipo di comportamento: per mezzo del rinforzo, dell’osservazione;: secondo gli psicologi della Forma (Gestalt) le nostre esperienze dipendono dalle configurazioni e dalle organizzazioni mentali del dato sensoriale. Ciò che vediamo è l’insieme e l’insieme è diverso dalla somma delle sue parti: l’insieme è composto da parti interdipendenti e correlate. Gli oggetti tendono ad essere percepiti in modo olistico e gli individui organizzano le loro esperienze in modo tale da fare assumere a queste esperienze la forma più semplice e coerente possibile.

Teoria psicoanalitica: nacque non nell’ambito della psicologia ma della psichiatria; Freud sviluppa lo studio dell’inconscio.

Scuola storico-culturale: la conoscenza umana è condizionata socialmente e storicamente perché la genesi dei processi mentali interni deve essere ricondotta alle attività esterne effettuate in un contesto di comunicazione sociale. Il linguaggio viene prima utilizzato dall’adulto per regolare il comportamento del bambino, poi dallo stesso bambino per autoregolare il proprio comportamento ed infine viene adeguato dal bambino, non più solo esteriormente ma anche interiormente.

Secondo Vygotskj si è interessato alle interazioni tra il pensiero ed il linguaggio; il linguaggio interno gioca un ruolo importante nella regolazione del pensiero.

La struttura del linguaggio interno è tacita e trasmette i significati personali delle parole piuttosto che quelli convenzionali e la funzione del linguaggio interno è quella di pianificare delle operazioni cognitive.

Psicologia genetica di Piaget: la natura delle strutture mentali costituisce l’oggetto dell’indagine fondamentale di Piaget che distingue 4 stadi fondamentali: lo stadio senso-motorio (10-24 mesi), lo stadio della rappresentazione preoperazionale (18-24 mesi), lo stadio del pensiero operatorio (6,7 anni-10,11 anni) e lo stadio del pensiero formale (14 anni in poi).

Cognitivismo: le teorie cognitive sono orientate verso lo studio dei processi mentali e mirano a descrivere e a spiegare come i processi interni impongono una forma al mondo esterno.

La teroia cognitiva del campo di Lewin si basa sul principio di interdipendenza esistente tra l’individuo ed il suo ambiente. Lewin indica  i processi mentali che strutturano il campo; il campo di cui Lewin parla è uno spazio mentale costituito  da valori che determinano i comportamenti in un dato ambiente. Il primo fattore che determina il comportamento di un individuo è dato dal modo con cui questo si rappresenta il mondo. Altri fattori che plasmano le relazioni sociali sono le percezioni sociali, le opinioni o i pregiudizi.

Chomsky, cognitivista, sostiene che gli esseri umani possiedono un meccanismo cerebrale innato specializzato nell’acquisizione del linguaggio: ogni bambino da un numero limitato di esperienze, sa ricostruire una grammatica. Al posto di un meccanismo innato specializzato nell’acquisizione del linguaggio i cognitivisti ipotizzano l’esistenza di alcune predisposizioni innate, relative a funzioni cognitive atte a favorire lo sviluppo del linguaggio.

Connessionismo: le teorie connessionistiche, ispirate al sistema nervoso, considerano i modelli dei processi cogntivi utilizzando il sistema delle reti neurali, ovvero di insiemi di unità interconnesse, dotate di uno stato di attivazione. Una rete neurale è costituita da unità (nodi/neuroni) preposte ad elaborare segnali provenienti in ingresso e da connessioni tra queste unità e le connessioni sono caratterizzate da una precisa direzione, nel senso che veicolano il segnale in uscita da un’unità verso un’altra unità. A ciascuna di queste unità viene associato un numero, detto peso o coefficiente di connessione e si assume convenzionalmente che se il peso è positivo la connessione è eccitante, se il peso è negativo è inibitoria, se è nullo la connessione non si è verificata.

Nell’ambito della psicologia dei processi cognitivi i concetti fondamentali sono:

la percezione: è la fase iniziale di un processo; non ci può essere percezione senza sensazione, fenomeno psichico che non è ulteriormente scindibile. Ciò che noi percepiamo, cioè il percetto fenomenico non è una copia esatta della realtà fisica, ma una sua elaborazione;

l’attenzione: è l’atto per cui la mente prende possesso in una forma limpida e vivace di uno tra tanti oggetti e tra diverse strutture di pensiero che si presentano simultaneamente possibili; l’attenzione è selettiva poiché implica l’abbandono mentale di alcuni oggetti per orientare la propria concentrazione sul fenomeno prescelto;

la categorizzazione: tutti gli individui fanno uso di concetti e raramente gli eventi vengono concepiti nella loro unicità poiché solitamente ciascun evento viene percepito come il rappresentante di una categoria, ovvero l’evento diviene l’esemplare di un concetto (processo di categorizzazione);

l’apprendimento:  è il processo tramite cui l’individuo acquisisce nuovi dati ed informazioni; l’apprendimento può essere per mappe cognitive (tutti gli organismi superiori elaborano delle mappe cognitive sul mondo circostante), per osservazione (l’apprendimento di un soggetto si verifica tramite l’osservazione di altri individui), per intuizione (l’apprendimento, secondo i gestaltisti, ha luogo dall’intuizione), per imprinting (mano a mano che si entra in possesso di nuove informazioni, le precedenti spiegazioni si integrano con le nuove e la comprensione si modifica) e può essere latente (le modificazioni del comportamento non si manifestano subito);

il ragionamento: è un attività mentale che sottopone a delle trasformazioni l’informazione data così da poter giungere a delle conclusioni; il sistema aristotelico (ragionamento sillogistico) è il più vecchio dei sistemi logici ed è stato l’oggetto privilegiato della ricerca psicologica;

l’intelligenza: è il complesso delle capacità psichiche legate alla ragione che si manifestano con la capacità di comprendere il significato delle cose e di adattarsi a nuovi compiti e a nove condizioni di vita;

il giudizio: i giudizi riguardano la facoltà da parte di un soggetto di discernere e i giudizi degli individui non sono semplicemente il prodotto di quello che gli individui sanno o pensano, ma tendono invece ad essere influenzati dalle caratteristiche della situazione all’interno della quale i giudizi vengono espressi;

la memoria: è la facoltà di ricordare fatti, esperienze ed immagini ed è un complesso di funzioni entro le quali sono stati distinti il settore delle operazioni di acquisizione delle conoscenze, il settore dell’archiviazione ed il settore del recupero. Ci sono tre diversi magazzini con cui l’informazione proveniente dal mondo esterno viene memorizzata: magazzino della memoria sensoriale, magazzino della memoria a breve termine, magazzino della memoria a lungo termine. Il sistema di immagazzinamento dell’informazione sensoriale mantiene una rappresentazione dell’informazione esterna così come essa è stata ricevuta dal sistema sensoriale. Il magazzino della memoria a breve termine serve a conservare per breve tempo il materiale già elaborato parzialmente dalla memoria percettiva. Il sistema della memoria secondaria o a lungo termine è in grado di conservare il materiale a tempo indeterminato.

 

 

 

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