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DOCUMENTO DEL PONTIFICIO CONSIGLIO SULLA PROCREAZIONE UMANA

Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana

Ascolta l'intervista con Paola Soave

Fonte: Radio Vaticana, 5 giugno 2006

“Mai come ora l’istituzione naturale del matrimonio e della famiglia è stata vittima di attacchi tanto violenti. Da correnti radicali sono sorti nuovi modelli di famiglia”.  E’ uno dei passi del documento “Famiglia e procreazione umana” presentato dal Pontificio Consiglio per la Famiglia. In alcuni casi - denuncia il dicastero vaticano - la legge è chiamata “a legalizzare forme di unione che destabilizzano il matrimonio e la famiglia”. In altri casi - si legge ancora nel documento - è “la morale ad essere mobilitata per cercare di giustificare pratiche bio-mediche che separano nell’unione coniugale il fine unitivo da quello procreativo, la sessualità dall’amore”. Il servizio di Amedeo Lomonaco:  

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Il documento si apre ribadendo un principio fondamentale: solo la famiglia, fondata sul matrimonio, è il luogo adeguato per la procreazione, per una “procreazione responsabile”. La Chiesa è chiamata, quindi, “a proporre il pensiero cristiano sulla procreazione responsabile e familiare a tutti gli uomini”. Nell’attuale clima culturale - si legge poi nel testo – sono due le più gravi minacce: “l’uomo viene concepito soltanto come un individuo”; le manipolazioni di scienza e tecnica sono “i preamboli per arrivare ad un uomo fatto dall’uomo”. “Se l’uomo si arroga il potere di fabbricare l’uomo” – avverte il Pontificio Consiglio – si innesca una inesorabile tendenza all’autodistruzione. Le spinte individualistiche e l’aborto, dove appare chiara l’eclissi di ogni riferimento a Dio, costituiscono altre minacce da arginare. “Gli errori dell’uomo e della donna nei confronti della vita – precisa il dicastero vaticano - sono anzitutto errori che colpiscono la loro relazione con Dio”. Per questo, il pensiero cristiano sull’uomo deve volare attraverso “le ali della ragione e della rivelazione”, verso la comprensione sempre più profonda del suo mistero. La via indicata è quella della nuova evangelizzazione che passa attraverso l’uomo e la famiglia. Ed in questo cammino, la famiglia, “prima cellula liturgica”, ha un compito fondamentale: “rafforzare il legame tra le generazioni”, “salvaguardare la tradizione di una comunità”.

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ISTITUTO FAMILIARE E DIGNITÀ DELLA PERSONA AL CENTRO DEL DOCUMENTO “FAMIGLIA E PROCREAZIONE UMANA” PRESENTATO IERI DAL PONTIFICIO CONSIGLIO PER LA FAMIGLIA. CON NOI, PAOLA SOAVE, MEMBRO DIRETTIVO DEL FORUM DELLE FAMIGLIE

 L’istituto familiare fondato sul matrimonio, la vita come dono di Dio e la dignità della persone umana. Sono alcuni dei temi affrontati nel documento “Famiglia e procreazione umana” presentato ieri dal Pontificio Consiglio per la Famiglia. Nel testo si sottolinea, inoltre, come la famiglia sia stata vittima di violenti attacchi da parte di leggi “chiamate a legalizzare forme di unione che destabilizzano il matrimonio” e da tentativi di giustificare pratiche bio-mediche che separano il fine unitivo da quello procreativo. Nel documento, il dicastero vaticano ribadisce, in particolare, l’alto valore di una procreazione responsabile. Ascoltiamo, al microfono di Amedeo Lomonaco, Paola Soave, membro direttivo del Forum delle Famiglie:  

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R. - La procreazione responsabile prevede, prima di tutto, che i genitori siano consapevoli della definitività del legame tra un uomo e una donna. Un legame che si fonda sulla certezza di essere disponibili al dono reciproco di sé, l’uno all’altro, qualunque sia la situazione.  

D. – Come i cristiani sono chiamati oggi in una società dominata da spinte individualistiche a vivere la sessualità e l’amore?  

R. – Non solo come una gratificazione personale, anche se certo la gratificazione c’è ed è giusto che ci sia, ma essendo consapevoli del fatto che la sessualità è uno strumento. Il rapporto reciproco è un rapporto di donazione. Il Creatore che così ci ha voluti, uomo e donna, è la prima Persona di fronte alla quale dobbiamo essere responsabili di come usiamo i suoi doni.  

D. – Come rinsaldare l’istituto familiare fondato sul matrimonio?  

R. – I ragazzi oggi sono educati alla concezione del rapporto uomo-donna più dalla televisione, dai giornali, dai comportamenti del gruppo, che non invece dalla famiglia e da altri contesti educativi, come possono essere sicuramente la parrocchia, i gruppi associativi e così via. La prima grande urgenza, oggi, è riappropriarsi proprio del compito educativo nei confronti delle nuove generazioni.  

D. - La famiglia è un anello di congiunzione tra le generazioni. Come salvaguardare questo legame?  

R. – Se le famiglie sono delle famiglie salde, responsabili, sanno portare le nuove generazioni in maniera serena e costruttiva al loro futuro. Sicuramente le famiglie devono essere aiutate in questo cammino, perché la famiglia oggi è uno dei soggetti educativi. Dovrebbe essere il primo contesto educativo, ma in realtà è oscurata da soggetti educativi, o meglio diseducativi, molto più potenti.

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Fonte: Radio Vaticana, 6 giugno 2006

 

 

 

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