FESTA
DEL PRIMO MAGGIO (1/05/2004) |

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MILANO.
= Un momento di lotta internazionale di tutti i
lavoratori, senza barriere geografiche o sociali, per
affermare i propri diritti e migliorare la propria
condizione. Nasce con questa connotazione la giornata del primo Maggio, che affonda le sue radici nel 1866 nell’ambito
della Prima Internazionale riunita quell’anno a Ginevra.
Oggi, la festa dei lavoratori viene celebrata in tutto il
mondo anche dalla Chiesa, che fa memoria liturgica di San
Giuseppe lavoratore, ricorrenza istituita da Pio XII nel
1955. “Signore Gesù, figlio del carpentiere di Nazareth
– ha detto ieri l’arcivescovo di Milano, cardinale
Dionigi Tettamanzi nella veglia tenuta alla vigilia di
questa Giornata - fa che ognuno abbia forte il senso della
dignità e della responsabilità del proprio lavoro”. Il
lavoro – ha aggiunto il porporato - può essere
un’occasione per formare comunità di uomini ed è
necessario che gli imprenditori maturino un’autentica e
coraggiosa “cultura di impresa”. Quindi
un’invocazione per quanti lavorano nelle istituzioni,
affinchè “nel rispetto del principio di sussidiarietà”
siano consapevoli “che la difesa del diritto al lavoro
di tutti è la condizione più solida per lo sviluppo
umano della società”. Varie le manifestazioni
organizzate nel mondo, dove secondo l’Organizzazione
internazionale del lavoro, il numero dei disoccupati ha
raggiunto nel 2003 quasi 186 milioni di persone. E
grande attesa c’è anche a Roma dove la Festa del lavoro
dal 1990, in occasione del centenario della nascita del
movimento sindacale in Italia, viene celebrata nella
suggestiva piazza di San Giovanni, con grande
partecipazione popolare al concerto che si terrà nel
pomeriggio.
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Per
la Radio Vaticana, Amedeo Lomonaco (1/05/2004)

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