INAUGURAZIONE
DELLA PRIMA CHIESA IN QATAR (15/03/2008) |
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servizio di Amedeo Lomonaco
Minacce
in Qatar dopo l'inaugurazione della prima chiesa cattolica
nel Paese
I
cittadini occidentali in Qatar sono stati invitati alla
prudenza dalle loro ambasciate in seguito a minacce
lanciate da gruppi estremisti islamici dopo la notizia
dell’inaugurazione della prima Chiesa cattolica nel
Paese arabo. Le autorità locali hanno riferito di aver
predisposto adeguate misure di sicurezza. Diversi leader
musulmani, che seguono i precetti wahabiti dell’islam
sunnita, hanno criticato la decisione di costruire la
chiesa di Santa Maria di Dio. Dal governo del Qatar, che
dal 2002 ha stabilito relazioni diplomatiche con la Santa
Sede, arrivano invece segnali incoraggianti: il vice primo
ministro ha detto che “la chiesa invierà un messaggio
positivo al mondo”. La chiesa non ha né croci né
campanile, non è aperta al pubblico ma riservata al culto
dei fedeli. La Santa Messa sarà celebrata in varie
lingue, tra cui italiano, inglese e francese. L’edificio
sorge alla periferia di Doha su un terreno donato, sette
anni fa, alla Chiesa dall’emiro Hamad bin Khalifa Al
Thani, favorevole al dialogo interreligioso. Si tratta di
un luogo di incontro e preghiera per la comunità
cattolica presente non solo in Qatar ma anche nei Paesi
del Golfo. Una comunità in crescita, negli ultimi anni,
con l’arrivo di lavoratori immigrati dal sud est
asiatico e, in particolare, dalle Filippine. Si stima che
i cristiani in Qatar siano circa 150 mila. Oltre a quella
cattolica, il governo di Doha ha autorizzato la
costruzione di altre cinque chiese cristiane. Fino a pochi
anni fa era proibita la pratica di ogni altra religione
che non fosse l'islam. Successivamente, il governo ha
conferito uno status legale a cattolici, anglicani,
ortodossi, copti e alle denominazioni cristiane
indiane.

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