PRENDERE
IL LARGO CON CRISTO (5 MARZO 2006) |
Ascolta
il servizio di Amedeo Lomonaco
PRESENTATO,
IN VATICANO, IL LIBRO “PRENDERE IL LARGO CON CRISTO.
ESORTAZIONI E LETTERE APOSTOLICHE DI GIOVANNI PAOLO II”
“Anche
oggi viene detto alla Chiesa e
ai successori degli Apostoli di prendere il largo nel mare
della storia e di gettare le reti, per conquistare gli
uomini al Vangelo, a Dio, a Cristo, alla vera vita”. Da
questo passo dell’omelia di inizio Pontificato di
Benedetto XVI e dal richiamo Duc
in altum! – Prendete il
largo – rivolto da Giovanni Paolo II ai fedeli
all’alba del Terzo Millennio, prende spunto una nuova
opera dal titolo: “Prendere
il largo con Cristo. Esortazioni e Lettere Apostoliche di
Giovanni Paolo II”. Il libro, pubblicato dalla casa
editrice Cantagalli e curato
da Graziano Borgonovo e Arturo
Cattaneo, è stato presentato
in questi giorni in Vaticano, a poche settimane dal primo
anniversario della morte di Papa Wojtyla,
il 2 aprile 2005. Il servizio di
Amedeo Lomonaco:
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In
una società dominata dalle spinte del materialismo e
dell’individualismo, l’obiettivo condiviso da molti
sembra essere quello di trarre profitti, di emergere e di
“prendere il largo”. Nelle Esortazioni e nelle Lettere
di Giovanni Paolo II questa direzione è corretta con gli
insegnamenti di Gesù. La sfida diventa allora, come
indica anche il titolo dell’opera, quella di “Prendere
il largo con Cristo”. Un invito che, come sottolinea il
cardinale George Cottier, già
teologo della Casa Pontificia, rimane pienamente attuale:
“Questi
testi fanno anche parte del Pontificato attuale. Dobbiamo
studiarli ancora. Dunque, non sono soltanto interessanti
per gli storici, ma anche per guidare gli impegni attuali
della Chiesa. Hanno una dimensione missionaria e pastorale
fortissima. Tutti siamo toccati e sollecitati da questi
testi”.
Il
patrimonio degli scritti di Giovanni Paolo II rivive,
dunque, anche nel Pontificato di Benedetto XVI. I
documenti lasciati in eredità da Karol
Wojtyla
all’uomo e alla Chiesa del Terzo Millennio
sono, infatti, inestimabili fonti cui attingere.
Ascoltiamo il segretario generale del Governatorato dello
Stato della Città del Vaticano, mons. Renato Boccardo:
“Il
patrimonio costituito dai vari documenti di Giovanni Paolo
II è un tesoro che continua a portare frutti.
La Chiesa
deve custodirlo gelosamente sapendo trarre insegnamento di
vita anche per il Terzo Millennio. Il Papa stesso si pone
in questo atteggiamento dicendo: è mio dovere aiutare
la Chiesa
ad approfittare in pieno di tutto ciò che Giovanni Paolo
II ci ha lasciato”.
In
numerosi documenti di Giovanni Paolo II e in diversi
scritti di Benedetto XVI, tra i quali l’Enciclica “Deus
caritas est”, emerge la
centralità dell’incontro con una Persona: Gesù Cristo.
E’ quanto sottolinea uno dei due autori del volume,
Graziano Borgonovo:
“Tanto
Giovanni Paolo II quanto Benedetto XVI ci mostrano questa
passione per Cristo che è venuto a compiere il desiderio
dell’uomo. Nello studio di questi testi relativi al
Magistero di Giovanni Paolo II, abbiamo cercato di far
emergere proprio questo perenne insegnamento”.
Alla
conferenza per la presentazione del libro “Prendere il
largo con Cristo” ha partecipato anche il senatore
Giulio Andreotti che ha
ricordato, soprattutto, il legame di Giovanni Paolo II con
Roma:
“Ha
fatto il vescovo di Roma sul serio. Le statistiche dei
suoi viaggi nel mondo sono straordinarie
ma non sono mai state a scapito del suo essere
vescovo di Roma. Giovanni Paolo II era un po’
preoccupato che la città, con la crescita che aveva fatto
registrare, non fosse religiosamente così viva come
avrebbe dovuto per essere di esempio”.
Dopo
una breve tavola rotonda, l’altro autore del libro,
Arturo Cattaneo, ha
sottolineato, quindi, come la bellezza e la forza dei
gesti di Giovanni Paolo II non debbano adombrare o
precedere le sue parole:
“La
gente recepiva i gesti di Giovanni Paolo II come semplici
immagini, anche belle ed emotive. Ma, naturalmente, non
c’è solo questo; c’è molto di più. Vorremmo
proprio, con questi documenti, far capire come dietro a
questi gesti c’è veramente una fede, una speranza…
C’è Cristo”.
L’eredità
di Giovanni Paolo II è dunque un’ispirazione per
la Chiesa
e un appello rivolto ad ogni uomo a “prendere il largo
con Cristo”.
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Amedeo Lomonaco per la Radio Vaticana -
5/03/2006

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