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POST
GLOBAL (DEAGLIO - LATERZA) |
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La
globalizzazione di mercato è parsa ad alcuni sorridente e
rassicurante e ad altri minacciosa e pericolosa. La tesi
di questo libro è che, in ogni caso, i suoi giorni sono
ormai tramontati.
La
tesi di fondo di questo libro può sintetizzarsi così:
"i giorni della globalizzazione di mercato,
sorridente e rassicurante, ottimistica e fiduciosa, sono
ormai tramontati. Da gioco a somma positiva, la
globalizzazione ha mostrato la tendenza a diventare un
gioco a somma zero".
Il libro non esprime giudizi di valore e cerca di non
fornire solo "risposte preconfezionate", ma di
ragionare ed evidenziare una serie di problemi, di
fattori, di cause e di possibili sviluppi della situazione
attuale, dove l'unica certezza è "la fine dei
tempi facili". L'autore ripete più volte che,
nelle condizioni attuali, è più che mai necessario
cercare le cause e capire. Nell'introduzione dichiara
esplicitamente che lo scopo del testo sarà "cercare
cause invece che colpe, capire prima di
denunciare e curare anzichè combattere".
Dopo una prima parte relativa al confronto tra le due
"ondate" di globalizzazione: una
"lunga" (1840-1914) e una "breve"
(1985-2000), l'autore passa in rassegna ed espone, con la
brillantezza e lucidità di analisi che lo caratterizzano,
i principali problemi del mondo "post-global",
attingendo anche contributi dai moderni studi sociologici
e di strategia politica. Nell'ultima parte dell'opera,
invece, si passa ad un'ottica prospettiva, evidenziando
tre possibili scenari futuri: rispettivamente la "pax
americana", la "globalizzazione-arcipelago"
e lo "scontro di civiltà".
La
conclusione su cui tutti possono meditare può essere
tratta dal grande economista contemporaneo Stiglitz,
il quale afferma che "per alcuni la soluzione è
semplice: abbandonare la globalizzazione. Il problema NON
è la globalizzazione, ma come questa è stata gestita".
Il futuro, quindi, pare giocarsi proprio sulla capacità
che avremo di gestire il mondo "post-global".