MISSIONE
SCIENTIFICA RUSSA AL POLO NORD (2/08/2007) |
Ascolta il
servizio di Amedeo Lomonaco
La
Russia alla conquista del Polo Nord
Un
batiscafo della missione scientifica russa ha toccato il
fondo dell’Oceano Artico, ad una profondità di oltre 4
chilometri, all’altezza del Polo Nord geografico della
Terra. La missione ha anche finalità geopolitiche. Il
servizio di Amedeo Lomonaco:
“Toccare il fondo ad una tale profondità – ha
detto il capo della spedizione russa - è come fare il
primo passo sulla Luna”. L’obiettivo ufficiale è
quello di studiare i fondali artici. Ma la missione ha in
realtà anche finalità geopolitiche: lo scopo, infatti,
è anche quello di dimostrare che la dorsale passante per
il Polo Nord è una estensione geologica della Russia,
consentendo così al governo di Mosca di rivendicare una
vasta distesa di ghiacci con i suoi tesori nascosti: gas e
petrolio. Nei milioni di chilometri quadrati dell’Oceano
Artico ci sarebbero un quarto delle riserve di “oro
nero” e di gas naturale del pianeta. Gli esperti parlano
di oltre 10 miliardi di tonnellate di idrocarburi. Secondo
vari scienziati, le sorgenti idrotermali sottomarine
dell’Artico potrebbero poi essere all’origine di
depositi di metalli, oro, argento e rame oltre che
diamanti. L’area, completamente disabitata, è contesa
da Canada, Russia, Danimarca, Norvegia e Stati Uniti.
Secondo una Convenzione dell’ONU, ogni Stato può
rivendicare la propria sovranità su una estensione di 200
miglia marittime fuori dalle proprie frontiere. La disputa
è particolarmente controversa e sembra già aver
innescato una nuova “guerra fredda”, alimentata in
questo caso non dalla minaccia di imponenti armamenti ma
da rivendicazioni possibilmente suffragate da tesi
scientifiche.
Per la Radio Vaticana, Amedeo
Lomonaco, 2 agosto 2007

|
|