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Jeremy
Rosenau |
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Robert
Gilpin |
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David
Held |
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Rosenau,
Gilpin ed Held si sono occupati della politica
internazionale mettendo in risalto l'ortodossia
nazional-statale o facendo risaltare il significato della globalizzazione
tecnlogica oppure sottolineando
fattori e aspetti politico-militari.
Rosenau rompe con il pensiero
nazional-statale, ma non pone al posto degli Stati
nazionali un unico sistema-mondo del mercato mondiale e
distingue due fasi della politica internazionale. Nel suo
quadro di riferimento, globalizzazione significa che
l'umanità ha lasciato l'epoca della politica
internazionale dietro di sè. Questa era caratterizzata
dal fatto che gli Stati nazionali dominavano lo scenario
internazionale, lo monopolizzavano. Adesso è cominciata
un'epoca di politica post-internazionale, nella quale gli
attori nazional-statali devono dividersi lo scenario
globale ed il potere con organizzazioni internazionali,
gruppi industriali internazionali. Per Rosenau il
passaggio dall'epoca nazionale a quella postnazionale è
determinato,in primo luogo, dai rapporti del sistema
politico internazionale e, in secondo luogo, dal fatto che
la struttura di potere monocentrica di Stati nazionali
rivali è stata sostituita da una ripartizione
policentrica del potere nella quale una grande molteplicità
di attori transnazionali o nazional-statali competono o
cooperano l'un con l'altro. Esistono dunque due arene: una
è la società degli Stati, l'altra è il mondo della
subpolitica transnazionale. Nella società degli Stati le
regole della diplomazia e della potenza nazionale saranno
in futuro, come erano in passato, le variabili principali,
mentre nel mondo della subpolitica transnazionale si
muovono attori differenti come i gruppi internazionali
quali la Banca mondiale, l'Unione Europea, ecc.
Rosenau attribuisce allo sviluppo
della tecnologia informatica e della comunicazione la
moltiplicazione degli attori e delle organizzazioni
transnazionali e pone al posto di un sistema di mercato
mondiale unico una politica mondiale policentrica nella
quale diversi attori, sebbene con possibilità di potere
differenti, lottano l'uno contro l'altro per imporre i
propri interessi.
In contrasto con Wallerstein e
Rosenau, Gilpin sottolinea che la globalizzazione ha luogo
perchè è il prodotto di un ordine globale permissivo. Da
questo punto di vista, la globalizzazione, intesa come
l'espansione di spazi ed attori transnazionali, rimane
prerogativa delle autorità nazional-statali. La
globalizzazione presuppone per così dire una tacita
autorizzazione nazional-statale per compiersi.
Held mostra infine come con gli
accordi internazionali, con l'internazionalizzazione dei
processi politici decisionali, con il traffico di merci e
la divisione del lavoro su scala internazionale, la
politica nazional-statale perde l'essenza costitutiva del
suo potere: la sua sovranità. La sovranità è un potere
scisso tra più attori, nazionali, regionali,
internazionali.