FUNERALI
DI PADRE MICHELE PICCIRILLO (29/10/2008) |
Ascolta
l'intervista con padre Pierbattista Pizzaballa
Radio
Vaticana, 29 ottobre 2008
A
Roma i funerali del noto archeologo francescano padre
Michele Piccirillo
Questa
mattina a Roma è stato dato l’ultimo commosso saluto a
padre Michele Piccirillo, francescano che ha fatto
dell’archeologia uno strumento di annuncio con cui
raccontare in modo vivo la Bibbia: i mosaici da lui
riportati alla luce corrispondono a centinaia di metri
quadrati d’opere d’arte di valore inestimabile. I
funerali del noto biblista e archeologo, morto domenica
scorsa a Livorno, si sono svolti nella Basilica di Sant’Antonio.
Ha presieduto la cerimonia funebre il Custode di Terra
Santa, padre Pierbattista Pizzaballa, che ricorda,
al microfono di Amedeo Lomonaco, i molteplici
carismi di padre Michele Piccirillo:
R. – Soprattutto la sua passione per la Terra Santa,
per il Medio Oriente, che è stata la sua prima patria, ed
il suo carattere forte che gli ha consentito di far
conoscere, e anche di superare, tutte le barriere e i
confini del Medio Oriente. Per noi è una grandissima
perdita e dovremo continuare l’eredità che ci lascia,
anche se sarà certamente più difficile senza il carisma
di padre Michele. E’ stato un esemplare francescano di
Terra Santa, un archeologo che ha fatto conoscere con
passione la Terra Santa, il Quinto Vangelo, e un po’
tutto il Medio Oriente. Padre Michele ha fatto vedere
come, attraverso quelle pietre, si possa conoscere anche
un intreccio della vita dei cristiani dai primi secoli
fino ad oggi. Ha offerto una conoscenza importantissima
dal punto di vista accademico, culturale ma anche per le
nostre pietre vive di oggi, per conoscere il proprio
passato e la propria storia.
D. – Padre Michele ha dato, in particolare, un
contributo alla missione archeologica per dare vita alle
pagine della Sacra Scrittura...
R. – Sì, spesso abbiamo la tendenza a
spiritualizzare molto, a leggere in maniera un po’
astratta le pagine bibliche. Lui insisteva sempre nel far
vedere, collegare quelle pagine con quella terra e con
quelle vestigia, quei resti che parlano di quella storia.
D. – L’obiettivo è di partire dalle pietre per poi
arrivare alle pietre vive della comunità …
R. – Per lui le pietre vive, le pietre della memoria,
l’archeologia, i mosaici, le tessere dei mosaici erano
un tutt’uno. Recentemente, aveva pubblicato un libro,
“Tessere di pace”, in cui mostrava proprio come come
oggi e nel passato, i cristiani abbiano intrecciato
relazioni con tutte le fedi, con tutte le culture del
Medio Oriente. Spesso i cristiani sono stati un punto
d’incontro, un crocevia tra le diverse vie di
comunicazione del Medio Oriente.
D. – Padre Piccirillo diceva anche: “La Terra Santa
non è solo tra i santuari principali, ma è un intreccio
di vita che forse oggi è andato un po’ perduto” …
R. – Spesso,
quando si viene in Terra Santa, si visitano solo i
santuari principali. Oggi sono quelli forse che restano più
visibili a tutti. Ma padre Michele ha sempre insistito nel
far conoscere, anche nell’esplorare le tantissime,
piccole realtà cristiane – piccoli conventi, piccole
chiese – che mostrano come i cristiani non fossero stati
presenti solo nei grandi centri, ma un po’ in tutta la
vita del Paese: questi luoghi mostrano intrecci di vita e
di comunicazione incredibili, molto intensi. Oggi questo
intreccio è un po’ diminuito anche perché si è
ridotto sensibilmente il numero dei cristiani in Terra
Santa.

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