PELLEGRINI
IN TERRA SANTA (28/03/2008) |
Almeno
150 mila pellegrini hanno visitato in questi giorni
Gerusalemme, "alveare" di fede e preghiera. Ai
nostri microfoni, il custode di Terra Santa, padre
Pierbattista Pizzaballa
Ascolta
l'intervista con padre Pierbattista Pizzaballa
C’è
un luogo dove incontrare Gesù significa anche
condividerne i passi: è la Terra Santa, meta in questi
giorni di numerosi pellegrinaggi. Nel periodo di Pasqua,
in particolare, sono stati tantissimi i pellegrini che
hanno visitato i Luoghi Santi e incontrato le comunità
cristiane locali. Quest’anno si è perfino superato il
numero di presenze raggiunte nel Giubileo del 2000. Si
stima che siano stati più di 150 mila i fedeli che hanno
visitato Gerusalemme in questi giorni. Al microfono di Amedeo
Lomonaco, il custode di Terra Santa, padre
Pierbattista Pizzaballa:
R. – Sono stati tantissimi i pellegrini. Bisogna dire
che quest’anno la Pasqua cattolica è stata molto
lontana da quella orientale; tutti i pellegrini erano
cattolici occidentali ed il numero era altissimo. Non ho
mai visto un numero così alto.
D. – La Pasqua è anche un segno di speranza per
tutti i problemi irrisolti in Terra Santa. Questi
problemi, anche grazie al flusso di pellegrini, possono
essere meno gravi…
R. – Sì, la presenza dei pellegrini non risolve i
problemi, però porta più lavoro e nuove prospettive.
E’ un elemento di grande incoraggiamento.
D. – La presenza dei pellegrini, non solo nelle feste
pasquali, ma durante tutto l’anno, fa dunque sentire la
profonda partecipazione ed anche il sostegno che le altre
comunità cristiane del mondo rivolgono verso i fedeli
della Terra Santa...
R. – Credo che questo sia uno degli aspetti più
salienti di questo importante ritorno dei pellegrini: è
proprio l’incoraggiamento, la solidarietà, oltre che
con i Luoghi Santi, soprattutto con le comunità cristiane
a far sperare. Molti si fermano nelle parrocchie,
partecipano alla vita liturgica delle comunità
parrocchiali. Si percepisce chiaramente questo desiderio
di incontrare la comunità cristiana di Terra Santa.
D. – Che atmosfera si respira in questo momento in
Terra Santa, nonostante l’incertezza sul futuro, le
divisioni, il muro, la mancanza di lavoro?
R. – In Terra Santa c’è di tutto e siamo abituati
a tutto. Nonostante le grandi difficoltà, la vita va
avanti, non si ferma. Gerusalemme, in particolare, in
questi giorni sembra un po’ isolata dal resto della vita
del Paese, proprio per questo pullulare di pellegrini, per
questo alveare di preghiera che si crea continuamente
ovunque.
D. – Un segnale di speranza è stato anche quello dei
battesimi che si sono celebrati la notte di Pasqua…
R. – Anche in Terra
Santa ci sono battesimi di adulti. Non sono mai tantissimi
in verità; quest’anno sono stati un po’ meno del
solito. Mi pare, siano stati sei. E’ un segno che, anche
qui, nonostante tutto, il Vangelo ancora parla non solo ai
cristiani, ma anche a coloro che vivono insieme con i
cristiani. Siamo una Chiesa piccola, con tanti problemi,
ma che ancora riesce a dare la propria piccola
testimonianza di fede.
Radio
Vaticana, 28 marzo 2008

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