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PEDAGOGIA E GLOBALIZZAZIONE

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- SECONDA PARTE -  

 

Conoscenza

Condizione umana

Identità terrestre

2- PERTINENZA DELLA CONOSCENZA

Come acquisire l’accesso alle informazioni sul mondo e organizzarle. L’educazione del futuro dovrebbe rispondere a 4 ambiti:

-         contesto, ogni espressione deve avere dei riferimenti (chiarire a che cosa si riferisce una parola, ad es. amore => per persone, per denaro…);

-         globale (la società va al di là del contesto, rapporto tutto/parte: nella parte c’è la presenza del tutto, allo stesso modo la società è presente in ogni persona attraverso il linguaggio, le norme, i saperi…);

-         multidimensionale (ci sono varie dimensioni della società: sociologica, religiosa, economica, storica);

-         complesso (tessuto insieme interdipendente e interattivo, complessità è il legame che esiste tra unità e molteplicità).

Obiettivo: raggiungere e promuovere un’intelligenza generale capace di riferirsi al contesto, al complesso, con modalità multidimensionali (si parte dal proprio punto di vista) in una concezione globale.

Complessità = collegare     => ogni parte è interattiva e interdipendente.

L’espressione della curiosità, della novità, della ricerca di piste nuove deve essere migliorata. Le scienze sono specializzate e autocentrante, per cui le realtà complesse vengono sbriciolate. Le caratteristiche soggettive, esistenziali, etiche vengono relegate in alcuni insegnamenti (letteratura/ poesia) e anche la filosofia rischia di rinchiudersi in se stessa.

Economia: scienza sociale che è matematicamente più avanzata, ma umanamente più arretrata, perché non considera le ragioni sociali, storiche, politiche che sono inseparabili dalle attività di tipo economico.

L’intelligenza della specializzazione è miope, spesso cieca. Nel XX secolo si è sviluppata una pseudo-razionalità che ha atrofizzato la comprensione, la visione a lungo termine. Il XX secolo ha prodotto conoscenze spettacolari in ambito tecnologico e scientifico, ma ha prodotto una cecità per i problemi complessi, globali. Es. tutti sono d’accordo che il disboscamento in Amazzonia costituisce un grave pericolo per l’umanità, ma nessuno è disposto a cambiare il suo sistema di sviluppo, perché raggiunta una posizione, nessuno è disposto a retrocedere.

 

3- LA CONDIZIONE UMANA

Cultura è dare significato alla natura. La cultura non è legata al titolo di studio. La conoscenza per essere pertinente, deve essere contestualizzata e non astratta. Le domande che dobbiamo porci e insegnare sono:

-         chi siamo?

-         dove siamo noi?

-         da dove veniamo?

-         dove andiamo?

Nell’intelligenza generale si deve recuperare il senso dell’umanità; spesso viviamo con un pensiero riduttivo e l’uomo nella sua complessità scompare; l’uomo attuale è un grande specialista, ma un grande ignorante nella visione globale (concezione bancaria).

L’uomo vive queste tre condizioni:

-         condizione cosmica: l’uomo fa parte del cosmo e non è altro che una piccolissima parte di esso;

-         condizione fisica: essere consapevoli che dipendiamo dal sole;

-         condizione terrestre: essere consapevoli che la terra ha i suoi cicli e le sue regole.

L’uomo esce da queste dimensioni, le supera perché va al di là del mondo fisico; l’uomo è sì biologico, ma anche “sapiens” (ragione, pulsione).

Più individui formano la società, il centro rimane però l’individuo. Le società “costituiscono” la specie umana e la complessità umana dovrebbe raggiungere questi obiettivi:

-         sviluppo delle autonomie individuali,

-         sviluppo della partecipazione comunitaria,

-         sviluppo del senso di appartenenza alla specie umana.

La diversità non deve cancellare l’unità e l’unità deve saper integrare la diversità; la cultura si esprime nelle diversità delle società.

L’uomo complesso viene definito in modo bipolare:

-         sapiens/demens,

-         faber/ludens,

-         empirico/immaginario,

-         economico/consumatore,

-         prosaico/poetico.

L’uomo complesso è quindi un uomo contradditorio. E’ importante capire le diversità dell’uomo per capire le contraddizioni delle società. L’educatore deve rispettare le diversità, altrimenti diventa un “addestratore”.

 

4- INSEGNARE L’IDENTITA’ TERRESTRE

Il mondo necessita di un pensiero “policentrico”, capace di cogliere la complessità. In questo pensiero si deve osservare che se da una parte la globalizzazione è unificatrice, dall’altra dei germi di conflittualità creano degli effetti separanti. Punto cruciale del XX secolo: alleanza tra due barbarie:

-         guerre, massacri, deportazione e fanatismo;

-         barbarie interna, deriva da un tipo di razionalizzazione che non conosce che il calcolo e ignora le persone, la loro anima, e che moltiplica le potenze di morte e le potenze di asservimento tecnico-industriale.

Aspetti della crescita della potenza di morte del XXI secolo:

-         minaccia di morte globale dell’umanità per armi nucleari,

-         possibilità di morte ecologica,

-         morte della dimensione umana (droghe),

-         aumento delle solitudini e delle angosce.

Gli educatori devono trasmettere queste speranze => apporti delle controcorrenti:

-         ecologiche,

-         qualitative,

-         alla vita prosaica,

-         al primato del consumo standardizzato,

-         contro la tirannia del denaro,

-         contro la violenza.

La cittadinanza terrestre riparte da un’identità delle proprie radici culturali, trova le fonti nel passato

che devono vivere nel presente e proiettarsi nel futuro. Il mondo dovrà essere sempre più confederato culturalmente e politicamente.

Obiettivo: civilizzare e solidarizzare la terra; trasformare la specie umana con autentica umanità.

   

 

 

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