PASTORALE
DELLA STRADA (21/10/2008) |
Ascolta
il servizio di Amedeo Lomonaco
Radio
Vaticana, 21 ottobre 2008
La
Chiesa è chiamata a rispondere alle sofferenze di chi
vive in strada: intervento di mons. Marchetto in Colombia
all'Incontro latinoamericano di Pastorale della strada
La
mobilità umana è uno dei grandi “segni dei tempi” ai
quali la Chiesa è chiamata a rispondere per aiutare
bisognosi ed emarginati. E’ quanto ha detto
l’arcivescovo Agostino Marchetto, segretario del
Pontificio Consiglio della Pastorale per i migranti e gli
itineranti, partecipando al primo Incontro continentale
latinoamericano di Pastorale della strada, che si
concluderà venerdì prossimo a Bogotà, in Colombia.
Nella realtà dell’America Latina - ha affermato il
presule - i drammi cui deve rispondere la Chiesa sono
soprattutto l’alto numero di incidenti stradali, i
fenomeni della prostituzione, dei ragazzi di strada e dei
senza tetto. Il servizio di Amedeo Lomonaco:
L’arcivescovo Agostino Marchetto ha illustrato
opportunità, drammi ed esigenze pastorali legati alla
strada. La possibilità di percorrere grandi distanze in
breve tempo liberamente e in relativa sicurezza - ha
affermato - è una rivoluzione che negli ultimi 150 anni
ha continuamente e profondamente cambiato la mobilità
umana. La circolazione viaria, promuovendo lo sviluppo e
l’incontro, è diventata un’esigenza ineluttabile per
l’uomo contemporaneo. Ma le strade - ha aggiunto - sono
anche lo specchio di nuove povertà, come nel caso delle
rotte dell’immigrazione, della prostituzione e dello
sfruttamento sessuale. Verso queste miserie umane si
orienta il cammino missionario della Chiesa: la strada -
ha osservato il presule - è storicamente una delle
espressioni dell’opzione preferenziale per gli
emarginati. Nella Sacra Scrittura è il simbolo del
pellegrinaggio umano verso Dio. Lungo la strada sono
avvenuti numerosi incontri di Gesù con bisognosi e
persone escluse dalla società. Anche oggi, continua ad
essere luogo di annuncio e testimonianza.
Ma in America Latina questo annuncio - ha spiegato
mons. Marchetto - si scontra con diversi drammi, tra cui
quello del più alto tasso di morti per incidenti
stradali. Alla tragica perdita di vite umane si aggiungono
anche costi altissimi, soprattutto per le famiglie. Si
stima che ammontino a circa il 2% del prodotto interno
lordo degli Stati latinoamericani. E’ un dato
inaccettabile - ha detto il segretario del dicastero
pontificio - per qualunque Paese povero o in via di
sviluppo.
Un’altra preoccupazione pastorale è il fenomeno
della prostituzione, alimentato anche dalla
globalizzazione e dai crescenti flussi migratori. In
America Latina, in particolare, il turismo sessuale è
legato allo sfruttamento di donne costrette a
prostituirsi. Per rispondere a questo turpe traffico - ha
spiegato il presule - è necessaria la collaborazione tra
organismi pubblici e privati e anche tra comunità
cristiane e autorità locali. Altre priorità indicate dal
presule sono la cooperazione dei mezzi di informazione per
garantire una comunicazione corretta e l’adozione di
leggi in favore delle vittime di questa tratta.
Mons. Marchetto ha poi ricordato anche le
difficilissime condizioni di vita dei ragazzi di strada,
che in America Latina sono oltre 50 milioni. Sono vittime
di una stretta correlazione tra fattori economici e
politici ed in molti Paesi - ha osservato - sono percepiti
come una minaccia per la società civile. Al centro di
qualsiasi risposta - ha aggiunto - devono esserci
politiche che attacchino i problemi alla radice,
coinvolgendo anche le famiglie.
Un’altra manifestazione delle nuove povertà - ha
detto l’arcivescovo Agostino Marchetto – riguarda i
senza tetto: in molti casi sono persone costrette a vivere
in strada per mancanza di alloggio, stranieri immigrati
che non hanno una casa in cui vivere, anziani senza
domicilio e giovani che hanno scelto un tipo di vita
vagabondo. La mancanza di un’abitazione - ha spiegato il
presule - è il crollo di un mondo, delle relazioni
personali e della dignità. La Chiesa è dunque chiamata a
dare risposte a tutte queste necessità per promuovere un
autentico sviluppo in America Latina, dove esiste
un’iniqua distribuzione della ricchezza che alimenta
instabilità, conflitti e povertà. La pastorale della
strada - ha concluso - permette a Cristo di camminare tra
queste macerie e tra quanti sono dimenticati dalla società.
All’incontro
continentale latinoamericano di pastorale della strada,
che ha per tema “Gesù in persona si accostò e camminò
con loro”, prendono parte circa cinquanta persone
provenienti da 13 Paesi, tra cui vescovi, sacerdoti,
religiosi, membri di associazioni di apostolato e
volontariato. Tra gli obiettivi, c’è quello di offrire
ai diversi operatori pastorali l’opportunità di
condividere le loro esperienze, successi e difficoltà.
L’incontro è anche l’occasione per studiare le
diverse realtà globali e locali delle persone che vivono
in strada. Altre finalità sono quelle di individuare
nuove vie per la promozione della dignità anche di chi
vive in strada. L’incontro è infine un’opportunità
per trovare strategie di collaborazione con organismi
statali e civili e di volontariato.

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