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Fonte,
Radio Vaticana, 13 settembre 2008
Ascolta il servizio di
Amedeo Lomonaco
La
celebrazione dei Vespri presieduta dal Papa nella
Cattedrale di Notre Dame
Durante
la celebrazione ieri dei Vespri con i sacerdoti, i
religiosi, le religiose, i seminaristi e i diaconi nella
Cattedrale di Notre Dame, Benedetto XVI si è soffermato
sulla presenza di Dio in mezzo agli uomini e sulla forza
salvifica della Parola. “Lungo l’intero arco della
giornata – ha detto il Papa – la Parola di Dio diviene
materia di preghiera di tutta la Chiesa, la quale vuole
così testimoniare la propria fedeltà a Cristo”. Il
servizio di Amedeo Lomonaco:
(musica)
Benedetto XVI scorge nella Cattedrale di Notre Dame il
“segno vivo della presenza di Dio in mezzo agli
uomini”, che si innalza nel cuore della città. E’ un
inno “vivente di pietra e di luce a lode di questo atto
unico della storia dell’umanità”: la Parola di Dio
che entra nella storia degli uomini. Nella Cattedrale di
Notre Dame – aggiunge Benedetto XVI – si sono svolti
grandi eventi religiosi e civili. In questo scrigno per
l’umanità, arricchito dal talento di architetti,
pittori scultori e musicisti, riecheggiano ancora oggi
liturgie che celebrano la Parola. Ma la bellezza dei riti
– osserva il Papa – “non sarà mai abbastanza
ricercata, abbastanza curata, abbastanza elaborata, poiché
nulla è troppo bello per Dio, che è la Bellezza
infinita”:
"Nos litugies de la terre ne pourront jamais être
…".
Le nostre liturgie terrene non potranno essere che
un pallido riflesso della liturgia, che si celebra nella
Gerusalemme del cielo, punto d’arrivo del nostro
pellegrinaggio sulla terra.
Il cammino verso la Città Santa non sarebbe possibile
se non lo si facesse nella Chiesa. Coloro che nella Chiesa
predicano la Parola, sono strumenti dello Spirito: “Dio
– afferma il Papa – ha l’umiltà di passare
attraverso di noi per diffondere la sua Parola. Diveniamo
la sua voce, dopo aver teso l’orecchio verso la sua
bocca. Poniamo la sua Parola sulle nostre labbra per darla
al mondo”. Benedetto XVI si rivolge quindi ai
seminaristi, destinati a diventare “depositari” della
Parola:
"Entretenez toujours en vous le gout de la
Parole de Dieu …".
Trattenete sempre in voi il gusto della Parola di
Dio! Imparate, grazie ad essa, ad amare tutti coloro che
si troveranno lungo la vostra strada. Nessuno è di troppo
nella Chiesa, nessuno! Tutti possono e devono trovarvi il
proprio posto!
Ai diaconi il Papa ricorda la loro vocazione ad essere
collaboratori efficaci dei vescovi e dei sacerdoti: ponete
il Vangelo – afferma Benedetto XVI – al centro della
vostra vita. Il Santo Padre esorta poi i sacerdoti a non
aver paura di consacrare una parte considerevole del loro
tempo alla lettura e alla meditazione della Scrittura.
“Quasi a vostra insaputa – afferma il Papa – la
Parola letta e meditata nella Chiesa agisce in voi e vi
trasforma”. Se diviene “compagna” della vostra vita,
sarà “consigliera di buone azioni” e “conforto
nelle preoccupazioni e nel dolore”. Ai religiosi e alle
religiose Benedetto XVI ricorda che la Parola del Signore
è l’unica ricchezza, “la sola che supererà i secoli
e il velo della morte”. La vostra obbedienza –
aggiunge – è un ascolto e obbedendo, “volgete
l’anima verso Colui che è la Via, la Verità e la
Vita”.
Il Papa si rivolge infine ai rappresentanti delle altre
Chiese cristiane e comunità ecclesiali chiedendo al
Signore di far crescere il senso dell’unità della
Parola:
"Pas d‘Église sans unitè autour du Christ rédempteur
…".
Non vi è Chiesa senza unità attorno a Cristo
Redentore, non vi sono frutti di redenzione senza amore a
Dio e al prossimo.
(musica)
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