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Anno
Paolino: aumentano i pellegrini a Tarso ma
nella città dell'Apostolo delle Genti
manca ancora una chiesa permanente.
L'appello di mons. Padovese
In
Turchia la città di Tarso, luogo legato
alla presenza ed alla predicazione
dell’Apostolo Paolo, è ogni giorno meta
di pellegrinaggi. Ma nonostante l’arrivo
di fedeli provenienti da diversi Paesi,
manca ancora un luogo di culto dove poter
svolgere funzioni liturgiche in modo
definitivo. Ad alimentare il continuo
flusso di pellegrini è anche l’Anno
Paolino, che spinge molti cristiani a
ripercorrere le orme dell’Apostolo delle
Genti e a testimoniare la loro fede. E’
quanto sottolinea, al microfono di Amedeo
Lomonaco, mons. Luigi Padovese,
vicario apostolico dell’Anatolia e
presidente della Conferenza episcopale
turca:
R. – E’ un flusso di pellegrini
notevole che ci fa molto piacere, perchè
mostra come l’importanza di questi
luoghi sia messa ben in evidenza.
D. – E la presenza di molti fedeli
cristiani e cattolici è anche
un’occasione per un nuovo dialogo con il
mondo musulmano...
R. – E’ comunque un segno di un
interesse religioso che va ben al di là
del turismo. Chi vede quanti pellegrini
affluiscono con una chiara intenzione, che
non è quella di visitare soltanto i
luoghi, ma anche di pregare, si rende
conto che anche all’interno del
cristianesimo ci sono persone con una
forte esperienza di fede, persone che
vogliono testimoniarla. In questo senso,
si deve leggere anche la nostra insistenza
per avere un luogo di culto a Tarso, in
modo definitivo.
D. – Infatti, nonostante il continuo
afflusso di pellegrini e questa voglia di
testimoniare e di pregare, manca ancora un
luogo di culto per i fedeli. Ci sono
segnali incoraggianti che fanno sperare
nella prossima costruzione di una chiesa?
R. – Alcuni passi effettivamente ci
sono stati: almeno per quest’anno, la
chiesa di San Paolo sarà utilizzata come
luogo di culto e non come museo. Non è più
necessario pagare il biglietto
d’ingresso. Questo per noi era un
aspetto molto importante, perché dà
veramente l’impressione di entrare in un
luogo di culto e non in un museo. Ma ci
sono ancora delle richieste che sono state
evase. Abbiamo avanzato la richiesta di
avere un luogo di culto non
temporaneamente, ma permanentemente. La
richiesta è stata presa in
considerazione, ma non c’è stata ancora
nessuna risposta ufficiale. Mancano
risposte sui tempi e sulle modalità per
questo luogo di culto. Mancano risposte
anche sul centro per pellegrini che si
vorrebbe avere a Tarso.
D. – Quindi, in questo momento, il
primo obiettivo è di rendere la chiesa di
San Paolo, che era stata trasformata in
museo, in un luogo dove poter celebrare la
Santa Messa e svolgere le funzioni
liturgiche in modo permanente…
R.
– Sì, questa possibilità già esiste
per tutto l’Anno Paolino. L’importante
è sapere se terminato l’Anno Paolino
poi la chiesa ritornerà nella sua
dimensione di museo. Bisogna anche capire
se rientreranno in vigore le precedenti
clausole. Quindi, mentre apprezzo
l’atteggiamento da parte delle autorità
turche per quello che è stato fatto fino
ad oggi, chiedo in nome della Conferenza
episcopale turca che si faccia un
ulteriore passo. Tarso rimane sempre la
patria di San Paolo e non soltanto per
quest’anno. |